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Patto della Salute, a sorpresa arriva l'accordo

Accordo tra Ministero e Regioni dopo una lunga trattativa. Zaia: "Si va nella giusta direzione, che è quella della lotta agli sprechi, dei costi standard, di finanziamenti certi, di gestione complessiva che parta dall'esempio delle Regioni virtuose, tra le quali il Veneto".

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Patto della Salute, a sorpresa arriva l'accordo

“A tener duro non si sbaglia mai. E' stata una giornata di barricate, ma alla fine le nostre posizioni sono state accolte e viene così siglato un Patto per la Salute dai contenuti positivi, che avvia la sanità italiana nella giusta direzione, che è quella della lotta agli sprechi, dei costi standard, di finanziamenti certi, di gestione complessiva che parta dall'esempio delle Regioni virtuose, tra le quali il Veneto si onora di essere e non da oggi''. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la svolta, per molti versi ''a sorpresa'' che ha portato ieri, giovedì 11 luglio,alla sigla formale del nuovo Patto Nazionale per la Salute in sede di Conferenza Stato-Regioni, in forse per tutta la giornata per alcune modifiche inserite dal Governo all'ultimo momento rispetto al testo concordato giovedì scorso, che le Regioni avevano fin da stamane ''respinto al mittente''.

''E' una nostra vittoria - incalza Zaia - ma è anche la vittoria di tutti i cittadini veneti che pagano ogni anno 21 miliardi di tasse in più di quello che ricevono di ritorno sotto forma di finanziamenti statali e che hanno diritto di pretendere la fine degli sprechi e l'uso oculato di ogni singolo euro in sanità, come in tutti gli altri settori della spesa pubblica''. ''Le posizioni con le quali siamo entrati in Stato-Regioni - aggiunge Zaia - erano quelle da noi difese sin dal mattino e l'esito finale le recepisce pressoché interamente con importanti garanzie. Ora nessuno è autorizzato a sgarrare. Chi, come il Veneto, già rispetta i parametri di virtuosità, non mollerà di un centimetro l'impegno a far bene anche nei prossimi 3 anni e chi ha ancora strada da fare dovrà partire gambe in spalla, senza se e senza ma''.

''E' stata molto dura - aggiunge l'Assessore alla Sanità Luca Coletto - ma torniamo a casa con la certezza di aver fatto un buon lavoro. Abbiamo ottenuto che non venissero stravolti alcuni punti cardine sui quali non era possibile fare marcia indietro: l'obbligo del Governo di confrontarsi con noi in caso di interventi a fronte di imprevedibili mutamenti del quadro macroeconomico. Se vorranno fare dei tagli - chiarisce Coletto - dovranno confrontarsi con noi e comunque dovranno assumersi la responsabilità politica di indicare puntualmente dove e come intervenire, non dire semplicemente alle Regioni che i fondi calano. Il turnover del personale potrà essere gestito con maggiore elasticità nelle Regioni con i conti in ordine e per il Veneto, che già tira la cinghia, questo è molto importante. Fondamentale - secondo Coletto - è anche aver cristallizzato nel Patto i finanziamenti: i 109 miliardi e 900 milioni 2014, i 112 del 2015, i 115 del 2016 con i quali fare almeno parzialmente fronte alla crescita esponenziale della domanda di salute.

Soddisfatto il ministro Lorenzin che, al termine di un lungo e faticoso cammino, parla di Sanità ''messa in sicurezza'' e che già più volte aveva avuto modo di anticipare i pilastri fondanti del nuovo Patto per il Servizio Sanitario Nazionale: ''certezza di budget'' per il 2014 109,928 miliardi che diventeranno 112,062 nel 2015 e 15,444 nel 2016 salvo eventuali modifiche necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica. Costi e fabbisogni standard per il riparto dei fondi. Viene ''potenziato l'intero sistema di Governance della sanità'', mentre i risparmi derivanti dalle misure di contenimento delle spese rimarranno nella disponibilità delle singole regioni per finalità sanitarie''. Vengono aggiornati i Livelli Essenziali di Assistenza e definiti standard qualitativi per l'assistenza ospedaliera. Mentre entro il 31 ottobre e' prevista la stipula di un'intesa Stato-Regioni per realizzare la continuità assistenziale dall'ospedale al territorio. E poi: umanizzazione delle cure, assistenza territoriale e transfrontaliera. Viene inoltre istituito un Tavolo di lavoro Regioni- MinSalute - Mef per omogeneizzare le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Non ultimo il tema del 'turn over' che viene affrontato con strumenti 'più elastici' che consentiranno alle Regioni di assumere in base alle loro disponibilità economiche. Nuovi compiti per l'Agenas che, come già anticipato dal ministro Lorenzin, diventa ''un'agenzia di controllo della gestione e dell'efficienza del sistema sanitario''. ''Con patto per la salute abbiamo messo in sicurezza il servizio sanitario per le prossime generazioni'' ha twittato Lorenzin.

Fonte: Asca
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