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Patto della salute, accordo vicino con le Regioni

Si è conclusa la riunione dei presidenti delle Regioni convocata questa mattina per l'esame della bozza di intesa sul Patto per la Salute 2014/2016. Zaia: "Per quel che ci riguarda rimane fermo il punto di partenza che è quello della virtuosità. Del resto - ha concluso il governatore del Veneto - il patto ne parla; premia anche quelle regioni che con il piano di rientro sono tornate ad essere regioni virtuose".

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Patto della salute, accordo vicino con le Regioni

Si è conclusa la riunione dei presidenti delle Regioni convocata questa mattina per l'esame della bozza di intesa sul Patto per la Salute 2014/2016. Durante l'incontro, al quale nel pomeriggio si sono aggiunti anche il ministro Lorenzin e i rappresentanti del Mef,  sono stati vagliati tutti 29 articoli del testo. L'accordo è ormai vicino e, secondo quanto si è appreso, restano solo alcuni nodi da sciogliere, tra i quali il presidente del Veneto Luca Zaia ha citato quello dell'incompatibilità tra ruolo di commissario ad acta e presidente nelle Regioni in Piano di rientro e quello dell'edilizia sanitaria per cui si chiede certezza di fondi.

“Il nuovo Patto – si legge nelle premesse del documento – ha l’ambizione di considerare il sistema salute come un insieme di attori che costituiscono valore per il sistema paese. La salute è vista non più come una fonte di costo, bensì come un investimento economico e sociale. Per questo si delineano percorsi chiari di interazione con i territori e le altre amministrazioni centrali per rafforzare la ricerca e lo sviluppo nel settore biomedico”. Ma l’interazione servirà anche a “monitorare il prezzo dei farmaci e dei dispositivi” e “ad offrire i migliori prodotti per la salute dei cittadini”. Dunque, “il nuovo Patto andrà monitorato nella sua attuazione con senso di responsabilità e in un rapporto di leale collaborazione tra le parti”, attraverso un tavolo permanente della Conferenza Stato-Regioni che costituirà una sorta di cabina di regia, “a cui è, tra l’altro, demandata l’elaborazione di proposte per la spending review interna.

Per quanto riguarda il fondo sanitario nazionale, come riporta il sito “Quotidiano sanità”, Per il 2014 lo stanziamento è confermato in 109,928 miliardi, salirà a 112,062 nel 2015 e a 115,444 nel 2016 “salvo – precisa il testo – eventuali modifiche che non si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e a variazione del quadro macroeconomico”. Nel frattempo bisognerà lavorare alle pesature dei costi e fabbisogni standard, da definire entro il 20 luglio 2014 al fine del riparto dei fondi.
Entro il 31 dicembre 2014 dovrà anche essere pronto un documento di proposte elaborato dal ministero della Salute, su cui dovrà esserci l’intesa Stato Regioni, contenente proposte per implementare “un sistema adeguato di valutazione della qualità delle cure e dell’uniformità dell’assistenza sul territorio nazionale”.

Accelerata sulla costituzione delle Uccp (Unità di cure primarie) e Aft (aggregazioni funzionali territoriali) per la medicina convenzionata, che costituiranno “le uniche forme di aggregazione delle cure primarie” in cui “confluiscono” quindi “le diverse tipologie di forme associative” realizzate nelle varie Regioni.
Le Uccp saranno caratterizzate dal lavoro multi professionale, garantito dal coordinamento tra le varie professionalità con particolare riguardo all’integrazione tra medicina generale e medicina specialistica.

 

Il commento di Zaia

''Io spero che si chiuda presto, poi magari ci sarà qualche aggiustamento. Direi, usando un termine tecnico, che salvo intese, si possa considerare approvato''. Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, in merito al ''patto della salute''. ''Le regioni erano già pronte dalla mattina presto per chiudere, mentre ci sono delle incongruenze rispetto al testo e rispetto a quello che i ministeri vorrebbero, - ha proseguito Zaia -. Ci sono degli aspetti che io considero risolvibili, che sono molto spesso di forma, di testo e di discussione. Al momento la discussione sta avvenendo in un ambito di assoluta serenità, sincerità e onestà intellettuale''. ''Per quel che ci riguarda rimane fermo il punto di partenza che è quello della virtuosità. Del resto - ha concluso il governatore del Veneto - il patto ne parla; premia anche quelle regioni che con il piano di rientro sono tornate ad essere regioni virtuose. E' altrettanto vero, però, che ci sono degli approfondimenti da fare che non competono più alle regioni ma ai ministeri''.

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