Società e Politica
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Per la nostra rubrica dal carcere: Nuovo corso di Letture bibliche per le persone detenute

Ritorna "Condannati a vivere". Sulle pagine di Vita del Popolo altri contenuti e riflessioni. Qui condividiamo le aspettative dei carcerati di Treviso, che hanno iniziato il nuovo percorso della Scuola di Formazione Teologica

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Da un paio di settimane le persone detenute nella casa circondariale di Treviso possono seguire le letture bibliche della Scuola di Formazione Teologica diocesana, diretta da don Virgilio Sottana. L’iniziativa parte dall’area educativa del carcere e a oggi coinvolge sei persone di età compresa fra i 25 e i 50 anni, provenienti da Paesi e culture differenti, che hanno colto l’opportunità per i più svariati motivi.

C’è chi ha provato ad “affrontare qualcosa di diverso, per curiosità”, e chi sentiva “il desiderio di saperne di più, di entrare più in profondità nelle scritture, di imparare a leggere la Bibbia e comprendere” un testo che non sempre è facile affrontare da soli. Uno dei partecipanti è stato catechista e ha colto l’occasione per trovare “un modo diverso di meditare rispetto ai gruppi di riflessione e catechesi che siamo abituati a frequentare”. La richiesta di studio e comprensione che hanno espresso riguarda anche l’esigenza di una crescita personale: “Sento il bisogno di accrescere la mia cultura e crescere nel cristianesimo” ha commentato qualcuno, mentre per altri si tratta di “un modo per estraniarsi dalla quotidianità del carcere, di entrare in relazione con una dimensione diversa, di conoscere realtà totalmente differenti e di sfruttare la possibilità di avere un tempo di crescita e riflessione che magari nella vita quotidiana sarebbe difficile da ritagliarsi e di seguire un corso che difficilmente avremmo avuto l’occasione di frequentare all’esterno”.

Con questo spirito dunque ogni domenica i detenuti, che durante la settimana lavorano, affrontano i video con le letture del corso della Scuola di Formazione Teologica e poi ne discutono insieme, ne traggono spunti e riflessioni, guidati da Maiia Rita Piovano, l’educatrice professionale della medicina penitenziaria dell’Ulss 2 referente dell’attività. Dalla primavera prossima ci saranno orari più compatibili e sarà dunque possibile seguire le lezioni in diretta streaming, intervenire, fare domande e confrontarsi con l’esterno. Per ora sono state affrontate due lezioni sul Vangelo di San Marco, ma durante il corso, che proseguirà fino a maggio, ci sarà spazio anche per l’Antico Testamento. “E’ un’occasione importante - racconta Piovano - per avere a che fare con qualcosa di esterno al carcere che non ha niente a che fare con il vissuto all’interno. E’ una finestra che lega il dentro e il fuori. Il Covid ci ha lasciato anche qualcosa di positivo, come la didattica a distanza: è stato un primo momento di apertura”. 

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