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Pnrr: per il sociale arriva una pioggia di soldi

La missione 5 del Piano mette a disposizione finanziamenti per gli Enti locali. Paola Roma spiega come ci si sta muovendo nell'Ulss 2. "Stiamo facendo un lavoro di squadra, con il Terzo settore. Abbiamo richiesto il massimo possibile in base agli abitanti"

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Pnrr: per il sociale arriva una pioggia di soldi

Mercoledì 11 maggio dal Ministero del Welfare è arrivata la comunicazione che i progetti della missione 5 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), quella che riguarda il Sociale, per la linea “Sostegno alle capacità genitoriali e prevenzione della vulnerabilità” delle famiglie e dei bambini i tre Ats (Ambiti territoriali sociali) dell’Ulss 2 hanno ottenuto ognuno 211.500 euro, per la linea “Autonomia degli anziani non autosufficienti” 2.650.000 a testa; per la linea “Rafforzamento dei servizi sociali domiciliari per garantire la dimissione anticipata assistita e prevenire l’ospedalizzazione” 310.000 ciascuno; per la linea “Rafforzamento dei servizi sociali e prevenzione del fenomeno del burn out tra gli operatori sociali” 210.000 euro ciascuno; per la linea “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” (Progetto individualizzato, Abitazione, Lavoro) 2.145.000 per Ats Treviso e Conegliano, 1.430.000 per Castelfranco; per la linea “Povertà estrema - Housing first” 710.000 per ciascuno; per la linea “Povertà estrema - stazioni di posta” 1090.000 a testa. Ora tocca ai progetti dettagliati ma i fondi ci sono.

I Comuni nel frattempo avevano quantificato e definito i progetti. “Tutto fatto nell’Ulss 2 – ha affermato soddisfatta Paola Roma, sindaca di Ponte di Piave e presidente della Conferenza dei sindaci - . Gli Ambiti territoriali sociali di Asolo, Treviso e Conegliano hanno caricato sul sito del Ministero le loro richieste di finanziamento. Per l’Ats Ven 9 (Treviso) 7.156.500 euro, per l’Ats Ven 8 (Asolo) 4.726.500, per l’area di Conegliano 5.726.500”.

Dentro a questo percorso c’è di tutto: dai progetti di autonomia per persone con disabilità, progetti su residenzialità e cohousing, supporto alla povertà estrema, luoghi di prima accoglienza, stazioni di posta per persone senza fissa dimora, servizi sociali, telemedicina, attività contro il burn out degli operatori sociali. Una parte dei fondi riguardava direttamente la cura della persona, un’altra sono fondi in conto capitale per la realizzazione degli edifici e delle strutture.

“Abbiamo messo a punto il progetto per la «dimissione anticipata» dall’ospedale grazie all’introduzione degli assistenti familiari. Realizzeremo le case di comunità dove si potranno trovare, medici, specialisti, infermieri, assistenti sociali, un raccordo con la sanità specialistica e la cura delle acuzie. Idee che si sono concretizzate con il lavoro dei comuni dell’Ulss 2 e tenendo informata la Regione Veneto che riceverà le implementazioni dei Piani di zona sulla base dei progetti che verranno approvati dal Ministero”. Fondamentale quest’ultimo passaggio: il Pnrr missione 5 dura tre anni, ma è previsto che trovi continuità nei Piani di zona, negli accreditamenti e nei posti letto. “A luglio ci auguriamo di avere l’approvazione definitiva e di dare il via in tutti i 94 Comuni dell’Ulss, sono interessati quasi un milione di abitanti”.

Grazie poi alla Missione 6 del Pnrr, “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, sarà completata la rete delle strutture dell’Ulss 2 ovvero 17 case di comunità, 5 ospedali di comunità (Treviso, Vittorio Veneto, Motta di Livenza, Castelfranco Veneto, Pederobba) 8 Centrali operative territoriali, Cot, con funzioni di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi protocolli assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e rete di emergenza-urgenza.

Ha concluso Paola Roma: “La progettualità della missione 5 è stata realizzata con il contributo determinante del Terzo settore, dalle Ipab alle cooperative. Lo strumento principe è quello della co-progettazione, la gestione di diversi progetti verrà affidata proprio al Terzo settore anche se il Ministero non ha fatto cenno a queste realtà”.

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