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Politica: PD paralizzato dai giochi congressuali, terzo polo e M5S cercano di "mangiarselo"

Ad un mese dalla nascita del nuovo Governo Meloni, le opposizioni brancolano nel buio più totale. Del tanto vagheggiato "campo largo" (Pd con M5S e magari Renzi e Calenda), non vi è traccia, mentre il Pd è impegnato a preparare un Congresso che certamente sarà una resa dei conti interna. Diverso il clima, più aperto e dialogante, a livello locale.

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Politica: PD paralizzato dai giochi congressuali, terzo polo e M5S cercano di "mangiarselo"

Mentre il Governo presieduto da Giorgia Meloni mostra, dopo un mese, le prime difficoltà e contraddizioni, le opposizioni sono divise su tutto. Il tanto vagheggiato “campo largo”, a lungo evocato dal segretario uscente del Pd Enrico Letta, avrebbe dovuto essere imperniato sull’alleanza tra Pd e M5S, magari allargata a Calenda e Renzi, ma non è mai uscito dal garage. Anzi, la prospettiva è più lontana che mai, anche in vista delle elezioni Regionali e Amministrative del prossimo anno. I leader del cosiddetto “terzo polo”, appunto Carlo Calenda e Matteo Renzi, passano le giornate ad attaccare Letta, e lo stesso, dall’altra parte, sta facendo Giuseppe Conte, leader del M5S.

Il Pd, intanto, è già impegnato a vivere un Congresso che sarà una vera e propria resa dei conti interna, con numerosi candidati ai nastri di partenza e un rischio concreto: quello di altre scissioni, o a destra o a sinistra, a seconda di chi vincerà tra il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, più vicino al centro, e la più accreditata contendente, Ellie Schlein, già vice di Bonaccini (il terzo nome possibile è quello del sindaco di Firenze, Dario Nardella). Ma i tempi della politica non aspettano il travaglio del Pd.

Clima di dialogo a livello locale 

Incomunicabilità totale a Roma, ma non in Veneto, in particolare a Treviso, dove si voterà il prossimo anno per le Comunali. Terzo polo e Pd si stanno parlando, per arrivare a un nome unitario, come conferma Martina Cancian, coordinatrice provinciale di Italia Viva, il movimento di Matteo Renzi. “Stiamo dialogando con le possibili forze che sono in campo - afferma - per arrivare alle migliori Amministrazioni possibili. Questo vale in particolare per la città, rispetto alla quale si tratta di scrivere un programma per la città”. Insomma, nessuna polemica, “il modus operandi dev’essere quello di guardare al merito, senza esclusioni pregiudiziali. Questo vale per Treviso, come per la Lombardia”.

Dal Partito democratico, Matteo Favero, trevigiano, che fa parte della direzione regionale e dell’assemblea nazionale del partito, afferma a sua volta: “Abbiamo fatto governi con Lega, Berlusconi e la Sinistra. Abbiamo accolto nel nostro partito esponenti del fu Popolo della libertà, abbiamo eletto segretari e parlamentari nazionali europei che ci hanno abbandonato poco dopo, costituendo, peraltro, partiti che cercano di farci concorrenza. Se c’è la politica - quella alta e dedita agli interessi dei cittadini -  si può costituire davvero un’alleanza democratico-repubblicana per scardinare il governo della destra. Sia a livello locale che nazionale. Vediamo, infatti, tutta la fragilità dell’alleanza Salvini-Berlusconi-Meloni e l’evanescenza di tante promesse elettorali. Dobbiamo essere pronti al collasso della Lega, specie in Veneto. Certo, bisogna essere all’altezza di queste sfide”. E qui il discorso si sposta sul futuro, assai incerto, del Pd: “Lo scorso 14 ottobre il Partito democratico ha compiuto 15 anni, ed è, credo, a tutti ben noto quanto l’età adolescenziale sia una fase complessa. Per restare in questa metafora, è necessario - in questo processo evolutivo - non «buttare il bambino con l’acqua sporca», bensì tutelare e mobilitare le idee ed energie migliori, per arrivare a una rifondazione vera”.

Non è una questione solo di ricambio anagrafico, secondo Favero. “Fermando l’analisi agli ultimi tre segretari, è bene dire che ci hanno provato, ma non ci sono riusciti. Ci sono, poi, candidature in campo da settimane e recenti disponibilità. Prima dei nomi va detto che noi Democratici abbiamo bisogno di un nuovo progetto per salvare un ampio spazio politico male o poco rappresentato. Anche a livello europeo. Servono subito persone nuove e inedite, linguaggi nuovi, nuove solidarietà in cui rendere magari protagonista quella parte di società che tiene in piedi la nostra amata Italia: liberi professionisti, commercianti, artigiani, partite iva, cococo, lavoratori del terzo settore. Quella parte di popolazione, così numerosa in Veneto, spesso a cavallo tra la generazione X e quella dei Millennials che ha dato tanto e ricevuto poco, che ha conosciuto la precarietà, i costi della sanità privata, gli effetti di iniqui e farraginosi sistemi fiscali e previdenziali. E figuriamoci per una casa. La strada ci viene ben indicata da quei mille, tra donne e uomini, imprenditori ed economisti che hanno lo scorso settembre partecipato, anche dal Nordest, ad Assisi, alla terza edizione dell’Economia di Francesco. Un’economia civile, un modo nuovo di guardare all’uomo, al lavoro, all’ambiente”. 

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