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Polizia: Treviso la più penalizzata del Veneto

Nella Marca un dipendente della Questura ogni 3.160 abitanti, record negativo. La denuncia del SILP CGIL: “Personale all’osso, sempre meno giovani, mezzi insufficienti e inadeguati, crescente richiesta di pratiche e di sicurezza. Si rischia l’immobilità del sistema di pubblica sicurezza”.

Parole chiave: forze dell'ordine (1), polizia (21), cgil (42), sicurezza (90)
Polizia: Treviso la più penalizzata del Veneto

La Marca, come ogni altra provincia italiana, si confronta con una significativa diminuzione di donne e uomini, mezzi e risorse, impegnati dallo Stato nell’azione di tutela della sicurezza, di garanzia dell’ordine pubblico, di contrasto alla commissione di reati. La denuncia viene da un rapporto del Silp Cgil. Una riduzione ormai di sistema, in atto da circa dieci anni, che ha conosciuto un’accelerazione assai significativa negli ultimi anni. Pur non scorgendosi ancora quelle situazioni di criticità estrema presenti in altre realtà italiane, con un organico di appena 281 dipendenti, uno ogni 3.160 residenti in provincia, ne esce un’immagine preoccupante sulla tenuta, attuale e futura, dell’intero sistema.

Anche Treviso soffre di un organico sottodimensionato rispetto al territorio e alle accresciute esigenze che ricadono sugli uffici di polizia. Basti pensare all'aumento della popolazione, e in particolare di quella straniera degli ultimi venticinque anni e alla necessità di avere uffici in grado di lavorare migliaia di pratiche di soggiorno all'anno. Il Dossier Veneto sulle condizioni di vita e di lavoro degli operatori di Polizia ci aiuta ad analizzare il quadro.

Complessivamente la Questura conta 281 dipendenti, suddivisi tra i 233 della sede centrale e i 48 del Commissariato di Conegliano. L’organico ministeriale prevedeva 286 unità, quindi saremmo in presenza di un deficit di sole 5 unità, un dato pressoché nullo alla luce del fatto che le piante organiche ministeriali del 1989, riprese dalle precedenti del 1979 e sostanzialmente invariate, sono evidentemente inadeguate e incoerenti all’attuale realtà territoriale, rendendo del tutto superate e inutili le indicazioni numeriche. La popolazione della provincia di Treviso è, infatti, aumentata dal 1971 a oggi di oltre 220mila abitanti. Tra gli attuali 888mila abitanti, quasi 94.300 sono cittadini stranieri residenti, persone che necessariamente transitano una o più volte per la Questura che, con i suoi 29 poliziotti addetti all'Ufficio Immigrazione, presenta uno dei rapporti lavoratore/utenza tra i più elevati del Veneto e del Paese.

Se raffrontata alle altre realtà regionali di pari grandezza la Marca soffre maggiormente di tali carenze di organico. Mentre Venezia ha un dipendente ogni 1.009 residenti, Verona ogni 2.143, Padova ogni 2.340, Vicenza ogni 2.635, in provincia di Treviso c’è un dipendente ogni 3.160 residente. Inoltre, diversamente dalle altre province venete, oltre al capoluogo, sono presenti sul territorio ben altri 5 comuni con una popolazione superiore a 25.000 abitanti Conegliano (34.997), Castelfranco (33.251), Montebelluna (31.336), Vittorio Veneto (28.542) e Mogliano (27.698). Dunque, non solo la distanza tra previsioni teoriche e richiesta ma anche la distribuzione effettiva del territorio è inadeguata.

“Ad aggravare la situazione Lavoro – ha detto Giovanna Gagliardi, segretario generale SILP CGIL di Treviso - vi è la progressiva perdita della memoria storica degli uffici investigativi perché, per ogni collega esperto che va in pensione non si è provveduto, per tempo, al necessario affiancamento con nuovo personale, rendendo ogni giorno l'ufficio più povero di conoscenze, esperienze e relazioni”.

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roberto kolm 19/12/2014 17:20
SICUREZZA
Meno polizia e carabinieri, commissariati e tenenze ridotti, " migranti"i da accogliere sempre di più.
E' una bella equazione.
Aggiungiamo la recente depenalizzazione dei reati " minori" ( furto, truffa, raggiro, stalking) e abbiamo fato " Bingo":

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