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Preiscrizioni: liceo classico meno "gonfio"

Anche nel Trevigiano si conferma il calo, anche se inferiore al previsto. A Treviso il Canova tiene. E la dirigente regionale parla di "riequilibrio dopo tante sperimentazioni". Bene invece Scientifico e Linguistico, al 37 per cento gli istituti tecnici. 

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Preiscrizioni: liceo classico meno "gonfio"

Abbiamo sbattuto sul fondo, non si scende più. Così almeno sperano presidi e soprattutto docenti di greco e latino dei licei classici del territorio diocesano. Il terrore per alcuni era di non aprire neanche una sezione, invece tutti hanno trovato quella ventina di alunni per aprire l’unica IV ginnasio dell’unica sezione rimasta. Negli ultimi due anni sono sparite almeno tre sezioni di classico e sembrava che la caduta fosse inarrestabile, invece liceo Giorgione di Castelfranco e Levi di Montebelluna - qui addirittura per qualche giorno si è sperato di ritornare alla doppia sezione - hanno fatto regolarmente la loro classe ginnasiale e lo storico Liceo Canova di Treviso ha portato a casa circa 120 iscritti, rimanendo più che stabile. Si adegua al trend anche il Liceo Majorana-Corner di Mirano che quest’anno aprirà una sola classe di Liceo Classico, 29 iscritti, lo scorso anno le matricole ginnasiali erano state il doppio. Al Majorana-Corner esplode il fenomeno linguistico che in cinque anni raggiunge le cinque sezioni.

Ovviamente le cifre sono ancora ufficiose, ma il quadro è chiaro. Il Veneto nel complesso tiene come somma complessiva di classi e iscrizioni, ma evidenzia alcune differenze rispetto alla media nazionale, dove i licei restano sopra la metà degli iscritti, il 51,9 per cento, mentre i tecnici sono un terzo delle preferenze 30,5, il resto va ai professionali 17,6 per cento. Il Veneto invece dovrebbe essere la prima regione per quanto riguarda la scelta degli istituti tecnici che arrivano al 37% del totale, superando Emilia, Lombardia e Friuli. La crescita complessiva dei licei non si conferma nel Veneto dove, tutti assieme, scientifico, classico, artistico, musicale, scienze applicate, linguistico non sono in linea con il dato nazionale. I licei classici nel Veneto calano dal 4,1% dello scorso anno al 3,7. Così, a salvare i numeri del classico è sostanzialmente il Centro-sud Italia: nel Lazio quasi il 10 per cento si iscrive al classico, mentre supera l’8% in Calabria e Basilicata: in questo modo il dato nazionale resta invariato rispetto allo scorso anno, al 6 per cento. Netta la prevalenza delle ragazze al classico, 70%, ma questa non è un novità, già dieci anni fa fece notizia la classe tutta femminile del Tito Livio di Padova, oggi si distribuiscono nelle classi i maschi per salvare il “genere”. “Il riordino con i regolamenti del 2010 ha di fatto ridotto le sperimentazioni liceali, così pure le diverse caratterizzazioni che alcuni licei classici avevano sperimentato - spiegava Daniela Beltrame, direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto, qualche giorno fa, quando il calo del Classico si stava delineando -. La riduzione delle iscrizioni nel Liceo classico è in realtà un riequilibrio, nel senso che ha riportato coerenza di scelta in questo percorso che forse aveva riscontrato eccessiva adesione per effetto delle opzioni aggiunte, che spesso alteravano il nucleo di base dell’istruzione classica. Il Liceo classico, se vuole mantenere la sua straordinaria qualità formativa (riconosciuta dal mondo intero) si deve rivolgere a studenti di alto corredo attitudinale e di spiccata passione per lo studio. Forse è la società che ha perso la passione per la fatica ed ha alimentato l’idea che per ottenere un diploma basti iscriversi ad un percorso, per avere poi il successo garantito. Tutti i licei hanno una componente di studio irrinunciabile e ineludibile. Il Classico ha in più il confronto con il lontano nel tempo e il linguisticamente oscuro. Senza una motivazione di ferro e una capacità di guardare lontano, questi studi diventano incomprensibili non solo sul piano della sostanza, ma su quello della legittimità educativa. Se il classico è in calo, forse è perché è cresciuto troppo su basi poco credibili. Non si può illudere nessuno sulla facilità del greco e del latino. Per la verità nemmeno sulla matematica e sulla fisica si può mentire. Il liceo classico è in crisi perché purtroppo sono in crisi i valori forti della nostra società civile”.

Sorridono invece i licei scientifici che a livello nazionale si attestano al 23,7 per cento, un punto in più dello scorso anno e i licei linguistici che con il loro 10 per cento doppiano il Classico, un ottimo risultato vista anche la loro recente istituzione; sono entrati, infatti, a regime solo con la riforma Gelmini del 2010. Lo studio delle lingue sembra crescere anche nei Licei non statali Pio X, Maria Assunta, Istituti Filippin, ma, come è tradizione, per conoscere questi dati occorre attendere ancora qualche mese. Le famiglie infatti le confermano solitamente a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico.

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