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Prezzi dei cereali: "Al momento la preoccupazione è la zootecnia"

A spiegarlo è Antonio Maria Ciri, direttore del Consorzio agrario di Treviso

Parole chiave: consorzio agrario (7), zootecnia (7), cereali (6), prezzi (10), allevamento (9), mangimi (2)
Prezzi dei cereali: "Al momento la preoccupazione è la zootecnia"

“Continuiamo a fornire mangime e concime, i prezzi sono saliti in maniera importante, ma al momento non abbiamo problemi di approvvigionamento”. Così Antonio Maria Ciri, direttore del Consorzio Agrario di Treviso, racconta l’attuale situazione. “L’aumento dei prezzi è forte soprattutto per quanto riguarda i carburanti e i mangimi”. Ai problemi congiunturali si aggiunge il fatto che continua a non piovere e questo potrebbe compromettere i raccolti. “Al momento, però, - continua Ciri - la più grande preoccupazione è per la zootecnia, che non riesce e non può scaricare l’aumento dei costi sul prezzo finale. Si produce in perdita. Se i costi continuano a crescere, se il settore cerealicolo non trova un equilibrio, si potrebbe ricorrere ad abbattimenti degli animali per recuperare parte del capitale”.

Le piccole aziende di 50 anni fa non esistono più, quelle potevano essere in qualche modo autosufficienti, autarchiche. Oggi le aziende sono più strutturate, anche dal punto di vista del benessere animale. Sono aziende di medie dimensioni, pur non insistendo su grandi superfici, sono ampie organizzazioni in genere di tipo cooperativo. “Sono aziende che hanno bisogno di forniture di mais, di mangimi. In questa fase poi serve un intervento straordinario per generare liquidità in azienda, magari con una moratoria sui mutui, con il credito di imposta. La guerra sta sviluppando dei costi che dobbiamo assorbire”.

A lungo termine occorre pensare anche a un riallineamento dei prezzi. “Servono aumenti, ad esempio per il latte e i suoi derivati, che ripaghino adeguatamente le produzioni. Per contrastare l’inflazione dovremmo invece pensare a una riduzione del costo del lavoro, mettendo più soldi in busta paga”.
Ciri conferma lo sviluppo delle produzioni a chilometro zero: “Comunque, rappresentano un 5 per cento della produzione, mentre, ad esempio, il 70 per cento dei prodotti lattiero caseari viene venduto nella piccola e grande distribuzione”.

Un’altra occasione per ridurre i costi è offerta, proprio in questo periodo, dal bando per il fotovoltaico. “Le aziende agricole si stanno adeguando. Stalle, rimesse degli attrezzi, ospiteranno pannelli solari. Si sono formati raggruppamenti di aziende che produrranno energia elettrica e la distribuiranno tra i soci”.

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