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Profughi: domani lutto cittadino a Treviso, ma niente novità sull'accoglienza

“Nessuna volontà di entrare in polemica con il Prefetto ma è necessario un forte ripensamento della politica dell’accoglienza”. Queste le parole del sindaco Manildo.

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Profughi: domani lutto cittadino a Treviso, ma niente novità sull'accoglienza

Nulla di fatto  dal vertice sull'emergenza profughi convocato a Venezia dal prefetto Domenico Cuttaia, dopo che da Roma il governo ha chiesto di accogliere in Veneto altri 700 rifugiati. Fra i primi cittadini dei Comuni capoluogo di provincia c'era il solo Jacopo Massaro, di Belluno. Assente il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, così come il collega di Vicenza Achille Variati. Il sindaco di Padova Massimo Bitonci ha inviato l'assessore Brunetti.

Ha partecipato il presidente della Regione Luca Zaia che ai giornalisti ha poi riferito: "Abbiamo detto no al prefetto di Venezia. Non siamo più disponibili ad accogliere altri profughi in Veneto, regione che ha già l'11 per cento di immigrati sulla popolazione, terza in Italia. Non siamo disponibili neanche ad accoglierli in caserme dismesse, che sono discariche a cielo aperto, e neanche in tendopoli".

Manildo: lutto cittadino, ma non abbiamo strutture di accoglienza

Su richiesta del Sindaco di Treviso Giovanni Manildo nella giornata di domani martedì 21 aprile 2015 verrà esposta a Palazzo dei Trecento e a Ca' Sugana la bandiera della Città di Treviso a mezz'asta, in segno di lutto cittadino, per la tragedia dei migranti avvenuta nel Canale di Sicilia.

Ma il sindaco interviene anche sul vertice di stamattina a Venezia. “Nessuna volontà di entrare in polemica con il Prefetto ma è necessario un forte ripensamento della politica dell’accoglienza”. Queste le parole del sindaco che, invitato dal Prefetto di Venezia Domenico Cuttaia è restato a Treviso per altri impegni istituzionali. “La tragedia del Canale di Sicilia ci dimostra che la dimensione per affrontare il problema è quella europea ed è necessario un cambio di passo nella politica dell’integrazione. Le strutture di proprietà del Comune sono assolutamente inadeguate, non hanno le caratteristiche richieste e proprio i numeri dimostrano che un Comune da solo non può risolvere la questione. Dobbiamo riprendere la gestione del problema quanto meno a livello regionale, a livello nazionale ed europeo. Infine per quanto riguarda le caserme credo che debbano essere gli organi dello Stato a discutere della questione in maniera costruttiva”. Gli ultimi profughi arrivati nelal Marca sono intanto stati ospitati a Paderno di Ponzano nelle strutture della parrocchia, guidata da don Aldo Danieli.

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