Società e Politica
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Province nel limbo

Mentre a Venezia parte la Città metropolitana e a Treviso Muraro, a mesi, concluderà il mandato, c’è confusione sulle funzioni del nuovo ente eletto dai sindaci, sui finanziamenti e sulla mobilità dei dipendenti.

Parole chiave: province (14), muraro (13), treviso (1535), venezia (81), città metropolitana (11)
Province nel limbo

Graziano Delrio, oggi ministro delle Infrastrutture, continua a dire che le Province devono diventare leggere, leggerissime. La legge che porta il suo nome a partire dall’8 aprile 2014 ha abolito le Province come ente di primo livello, restano solo Comuni e Regioni ad essere eletti direttamente dai cittadini, e le ha trasformate in “enti territoriali di area vasta” i cui amministratori sono scelti tra i sindaci del territorio. La legge Delrio prevede la gratuità degli incarichi di: presidente della provincia, consigliere, componente dell’assemblea dei sindaci, sindaco metropolitano, consigliere metropolitano, componente della conferenza metropolitana. La mancata elezione dei consiglieri provinciali nelle amministrative del 2014 ha già consentito un risparmio di 110 milioni di euro. Il Governo ha anche stabilito il dimezzamento dei dipendenti e un’ulteriore riduzione di un miliardo di euro di finanziamento nella legge di stabilità 2015. Gianclaudio Bressa, sottosegretario agli Affari Regionali, definisce lo snellimento delle Province la più grande riforma della pubblica amministrazione mai avviata. Lo Stato vuole un’ente provinciale che non duplica quello che fanno Comuni e Regioni. La cultura, ad esempio, o il turismo non dovrebbero essere competenza delle Province, se ne occupano già il Comune per l’attuazione e la Regione per la programmazione.
C’è però un passaggio chiave, che nel Veneto deve essere ancora compiuto, ovvero decidere le funzioni che la Regione assegna ai Comuni e quelle che intendono conservare. Può farlo solo la Regione, perché queste funzioni le sono assegnate dalla Costituzione e lo Stato non può intervenire. L’idea di fondo è che il cittadino sappia chi fa una determinata cosa, chi fa quel servizio per capire dove prende i soldi e come li utilizza. Complice la scadenza elettorale, la Regione Veneto il 31 dicembre 2014, quando scadeva il termine per fissare le funzioni di Province e Comuni, si è limitata a spostare il termine di un anno. Ha prorogato le competenze provinciali senza però garantire il necessario finanziamento. Siamo entrati così in stallo. A complicare ulteriormente le cose i rilievi della Corte dei Conti che dovrebbero trovare soluzione nel Decreto legge sugli enti locali che il Governo si appresta a varare. I sindaci, intanto, aspettano quelle risposte che consentano loro di guidare gli enti di area vasta e di portare a termine il compito per cui si sono impegnati.

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