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Qualità dell'aria: botta e risposta tra Regione e ambientalisti

Per l'assessore regionale Bottacin il lavoro svolto negli ultimi anni "è positivo", anche se servono ulteriori investimenti. Legambiente: "Il Veneto è la regione più latitante"

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Qualità dell'aria: botta e risposta tra Regione e ambientalisti

In occasione di una riunione sulla qualità dell’aria tenutosi a Bologna tra il Ministro dell’Ambiente e agli assessori delle Regioni del Bacino Padano, l’assessore del Veneto Gianpaolo Bottacin ha sottolineato al Ministro Galletti l’assoluta necessità di continuare ad investire sul territorio, affinché si possa raggiungere a breve l’obiettivo di evitare lo sforamento dei parametri previsti dalla normativa europea collegata al PM10.

“In Veneto da anni, grazie alle tante azioni ambientali messe in campo – ha detto Bottacin -  il trend è in costante miglioramento, con una riduzione del 40% negli ultimi 10 anni. Ma ancora molto bisogna fare: stiamo infatti parlando dell’indicatore più critico per l’inquinamento atmosferico, che continua ad essere superato ancora diffusamente in tutta la Pianura Padana e pertanto è necessario moltiplicare gli sforzi atti a ridurre la presenza di questo inquinante”.

In tal senso è stato evidenziato, sia dall’assessore veneto che dai colleghi delle altre Regioni, che i finanziamenti messi in campo dal Ministero per il disinquinamento da PM10 vadano riservati in modo particolare al Nord Italia.

“Abbiamo concordato – riferisce Bottacin - che, proprio in relazione alle quattro Regioni interessate, venga previsto un apposito piano d’investimento utile a ridurre ulteriormente la presenza di PM10. Gli elementi su cui ragionare ci sono: noi del Veneto, insieme alla Lombardia, abbiamo infatti già predisposto e approvato nei rispettivi Consigli Regionali il Piano Aria, ma anche Emilia Romagna e Piemonte si stanno in tal senso attrezzando. I 4 piani verranno quindi coordinati con il Ministero che si è impegnato a investire risorse sulle linee di intervento condivise”.

Le critiche di Legambiente: "Parole dell'assessore stupefacenti, Veneto latitante"

Poco prima del tavolo politico, Legambiente, davanti al palazzo della regione Emilia Romagna, ha organizzato un flash mob con i presidenti regionali di Legambiente Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emila Romagna per ricordare la grave emergenza smog che soffoca ormai le città italiane, in particolare quelle dell'area della pianura padana, con lo slogan “Ci siamo rotti i polmoni!”.
Secondo l'associazione, che cita dati ufficiali, le polveri sottili invadono sempre di più le città ed anche il 2017 si è aperto nella morsa dello smog: per quanto riguarda il Veneto, nei primi 29 giorni di gennaio si sono registrati 20 giorni di sforamento del limite di legge  giornaliero previsto per il PM10 a Padova e Vicenza, 19 a Treviso e Venezia, 15 a Rovigo e Verona (S.Bonifacio). In pratica, Belluno esclusa, quasi il 50% del totale dei giorni consentiti dalla legge già “bruciati” in nemmeno un mese da tutte le più importanti aree urbane del Veneto.
Legambiente Veneto si dichiara sbalordita dalle recenti dichiarazioni dell'assessore Bottacin.  “Ma quale calo importate – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – si tratta di pochi giorni di differenza e, se andiamo a guardare i dati validati da Arpav per quanto riguarda il mese peggiore per il mal d'aria, il mese di gennaio, ci possiamo facilmente accorgere che gennaio 2017 ricalca praticamente gli stessi sforamenti di gennaio 2016, con alcune minime differenze. Senza considerare i 13 anni consecutivi di sforamento dei limiti di legge per 6 città capolouogo su 7". Situazione preoccupante se si pensa anche ai rilevanti impatti sulla salute: ogni anno, stando alle ultime stime, l’inquinamento dell’aria causa oltre 467 mila solo in Europa e i costi sanitari associati quantificabili sono tra 400 e 900 miliardi di euro all’anno. Insomma, di Smog ci si ammala e si muore ma chi deve governare le decisioni a livello locale, ancora fa fatica a prenderne atto.
 
“Insomma la situazione dell'aria che respiriamo è drammatica – prosegue Lazzaro – e non si può più perdere tempo prendendo in giro i veneti: è urgente andare oltre alla mera definizione delle politiche e metterle in pratica, come hanno già fatto altre regioni dell'area padana da cui l'assessore ha molto da imparare”. “Ci auguriamo – conclude Lazzaro – che l'incontro di oggi con il ministro e gli altri assessori regionali attivi un reale coordinamento di azioni di area vasta ma soprattutto speriamo aiuti l'assessore Bottacin a schiarirsi le idee ed a comprendere la gravità della situazione, inducendolo ad avviare in Veneto almeno quanto già è stato fatto di positivo nelle altre regioni: la regione Emilia-Romagna ad esempio ha messo a disposizione 300 milioni di euro per azioni di disinquinamento dell'aria, la regione Veneto invece, le risorse stanziate equivalgono a zero euro. Vogliamo partire da qui? Non ci aspettiamo grandi genialità ma almeno la capacità di copiare gli altri.”.

Fonte: Comunicato stampa
Qualità dell'aria: botta e risposta tra Regione e ambientalisti
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