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Quella tricolore è una fascia che pesa sempre di più

Alle elezioni Comunali, sono una ventina su 44 i sindaci uscenti che si ricandidano: molti hanno completato i due mandati, altri (per esempio i sindaci di Ponzano, Caerano, Altivole) coloro che hanno scelto di non ripresentarsi.Ma la vera novità è un’altra, e non è certamente positiva. Se fino a qualche anno fa si assisteva a una presenza spesso perfino frammentata ed eccessiva, stavolta ci sono vari casi di Comuni con un solo candidato sindaco, chiamato a sfidare l’astensionismo. Succede a Povegliano e a Cimadolmo, nel nostro territorio diocesano. E in altri diversi Comuni del Vittoriese.

Parole chiave: comunali 2019 (2), comuni (157), sindaci (91), amministrative (20), elezioni (224)
Quella tricolore è una fascia che pesa sempre di più

Tutti ai nastri di partenza. Sabato 27 aprile è scaduto il termine per la presentazione delle candidature per le elezioni Europee e Amministrative del prossimo 26 maggio.

Non mancherà la possibilità di conoscere più da vicino i programmi delle forze politiche e i volti di chi si candida a parlamentare europeo o a sindaco. Vale la pena, intanto, di rilevare alcune linee di tendenza che appaiono dalle liste.

 

Poco Veneto a Strasburgo?

Iniziamo dalle elezioni Europee. A Nordest si presentano 17 liste, non poche. Molte di meno quelle che hanno concrete possibilità di essere rappresentate al Parlamento di Strasburgo. Già vari commentatori hanno rilevato che il Veneto, una delle regioni più dinamiche del continente, è stata penalizzata nella composizione delle liste. Cambiano i governi e le maggioranze, ma la situazione rimane la stessa. Perfino la Lega della nostra regione ha dovuto fare la voce grossa, in sede di formazione delle liste. E’ abbastanza facile prevedere che non saranno numerosissimi gli eurodeputati della nostra regione. Questo non significa che non ci sia una discreta pattuglia di candidati del nostro territorio, alcuni dei quali decisamente “in corsa”. Nella Lega Nord il volto trevigiano è quello del vittoriese Toni Da Re, segretario regionale. Due i trevigiani nella lista del Pd: il primo è una “new entry” della società civile, Antonio Silvio Calò, cittadino europeo dell’anno e noto per ospitare da anni nella propria abitazione sei richiedenti asilo; la seconda è Laura Puppato, già sindaca di Montebelluna e senatrice, che ritenta dopo dieci anni la corsa per Strasburgo. In Forza Italia corre il trevigiano Emanuele Crosato, mentre l’uscente Remo Sernagiotto, legato al movimento di Raffaele Fitto, “trasloca” in Fratelli d’Italia. L’altro uscente, l’ex grillino David Borrelli ha trovato posto nella lista + Europa, grazie al legame con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Per Sinistra italiana si presenta, invece, Fausto Pozzobon.

Molti i “big” presenti nella circoscrizione Nordest: Matteo Salvini (Lega), Silvio Berlusconi (Forza Italia), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Carlo Calenda (Pd- Siamo europei).

 

Nei Comuni “vuoti” preoccupanti

Venendo invece alle elezioni Comunali, sono una ventina su 44 i sindaci uscenti che si ricandidano: molti hanno completato i due mandati, altri (per esempio i sindaci di Ponzano, Caerano, Altivole) coloro che hanno scelto di non ripresentarsi.

Ma la vera novità è un’altra, e non è certamente positiva. Se fino a qualche anno fa si assisteva a una presenza spesso perfino frammentata ed eccessiva, stavolta ci sono vari casi di Comuni con un solo candidato sindaco, chiamato a sfidare l’astensionismo (in questa eventualità, infatti, si è eletti solo se va a votare la metà più uno dell’elettorato). Succede a Povegliano e a Cimadolmo, nel nostro territorio diocesano. Sarebbe probabilmente successo a Fonte, senza la discesa in campo all’ultimo minuto dell’ex direttore della Vita del Popolo e dell’Avvenire Dino Boffo. Succede, fuori dal nostro territorio, in altri piccoli comuni trevigiani: Gorgo al Monticano, Mansuè, Miane.

Non era mai accaduto e si tratta, probabilmente, di un segno preoccupante: la partecipazione dal basso è in crisi, la fascia tricolore pesa, ma è anche così che una democrazia rischia di svuotarsi dall’interno. Un segnale da non sottovalutare.

Concludendo, balza all’occhio un’altra “assenza”: il Movimento 5 Stelle, primo gruppo politico italiano alle Politiche dello scorso anno, riesce a presentare propri candidati solo in un comune trevigiano (Mogliano Veneto), in uno padovano (Trebaseleghe) e in uno veneziano (Spinea). Così, gli elettori “orfani” del Movimento, se andranno alle urne, rischiano di essere decisivi.

Bruno Desidera

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