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Rapporto Istat Iss: in Veneto in novembre mortalità aumentata del 42%

Questo l'effetto della seconda ondata autunnale, con i dati aggiornati a novembre, mentre ci si attendono cifre ancora più drammatiche relative a dicembre. E' quanto emerge dal rapporto dell'Istat e dell'Istituto superiore di sanità diffuso il 30 dicembre, mentre nella nostra regione i numeri dei decessi non calano: anzi, martedì 29 si è registrato il numero più alto di morti in 24 ore da inizio pandemia, 191. Alcune stime, relative a dicembre, fanno presagire che oltre la metà delle persone morte fosse positiva al Covid-19.

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Rapporto Istat Iss: in Veneto in novembre mortalità aumentata del 42%

Un forte aumento della mortalità, soprattutto al Nord. In modo maggiore rispetto a marzo-aprile, con l'eccezione della Lombardia. E in Veneto si registra un'impennata del 42%, contro il 30% di primavera. Questo l'effetto della seconda ondata autunnale, con i dati aggiornati a novembre, mentre ci si attendono cifre ancora più drammatiche relative a dicembre. E' quanto emerge dal rapporto dell'Istat e dell'Istituto superiore di sanità diffuso il 30 dicembre, mentre nella nostra regione i numeri dei decessi non calano: anzi, martedì 29 si è registrato il numero più alto di morti in 24 ore da inizio pandemia, 191. Anche se – precisa l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin – nel bollettino dell’ultima giornata si sommano i decessi di più giorni. Alcune stime, relative a dicembre, fanno presagire che oltre la metà delle persone morte fosse positiva al Covid-19.

In Italia, dunque, nella seconda ondata della pandemia da coronavirus Covid-19 resta invariata la prevalenza della componente femminile (54%), ma diminuisce la classe di età mediana dei casi: 45-49 anni rispetto a 60-64 anni della prima ondata. Cala, in percentuale, il dato dei contagi registrato nella popolazione molto anziana (80 anni e più) che passa da 26% nella prima ondata a 8% nella seconda. È quanto si legge nel quarto Rapporto sull’“Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente” per il periodo gennaio-novembre 2020 diffuso oggi da Istituto nazionale di statistica (Istat) e Istituto superiore di sanità (Iss).
“Tale diminuzione – viene spiegato – è verosimilmente in gran parte dovuta all’aumentata capacità diagnostica tra le classi di età più giovani e nelle persone con sintomi meno severi”.
Dal report emerge che “a partire dalla metà di ottobre 2020 diventano via via più evidenti gli effetti della seconda ondata dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale. In termini assoluti si stima per i mesi di ottobre e novembre 2020 un aumento di decessi per il complesso delle cause di oltre 31mila e settecento unità”.
La seconda ondata, viene spiegato, si caratterizza a ottobre per un eccesso di decessi totali del 13% sia al Nord che al Centro-sud riscontrato, mentre nel mese di novembre si distingue nuovamente l’eccesso di mortalità del Nord (+61,4%), rispetto al Centro (+39,3) e al Sud (+34,7%). In molte Regioni del Nord l’eccesso di mortalità totale del mese di novembre supera quello del picco di marzo-aprile: in Valle d’Aosta (+139,0% rispetto al +71,0% di aprile), in Piemonte (+98,0% a novembre rispetto al +77,0% di aprile), Veneto (+42,8% rispetto al +30,8% di aprile), e Friuli-Venezia Giulia (+46,9% vs +21,1%).

In Italia, nel periodo di osservazione dell’epidemia di Covid-19 (febbraio-novembre 2020) si stimano complessivamente circa 84mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. I decessi di persone positive al Covid-19 registrati dalla Sorveglianza integrata riferiti allo stesso periodo sono 57.647 (il 69% dell’eccesso totale). 
Dal report emerge che “dalla fine del mese di febbraio si è osservata una netta inversione di tendenza rispetto alla favorevole evoluzione della mortalità che aveva caratterizzato la stagione invernale 2019-2020”. Nei mesi di marzo e aprile, infatti, contemporaneamente alla diffusione dell’epidemia di Covid-19 si è osservato un importante incremento dei decessi per il complesso delle cause rispetto al livello atteso sulla base della media del periodo 2015-2019. Durante la prima fase dell’epidemia si sono contati oltre 211mila decessi (da marzo a maggio del 2020), 50mila in più rispetto alla media dello stesso periodo del 2015-2019, di cui oltre 45mila relativi a residenti nel Nord del Paese. L’incremento nelle Regioni del Nord ha fatto registrare quasi un raddoppio dei decessi nel mese di marzo (+94,5% rispetto alla media dello stesso mese del periodo 2015-2019) e un incremento del +75,0% ad aprile.
Nel periodo giugno-settembre, in corrispondenza con la fase di transizione della diffusione dell’epidemia di Covid-19, si è osservata una riduzione della mortalità totale che ha portato, in tutte le Regioni/Province autonome, il numero dei decessi per il complesso delle cause registrati nel 2020 in linea con i valori di riferimento del periodo 2015-2019.

Fonte: Sir
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