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Rapporto immigrati, i commenti: Attenti alla bomba demografica!

E’ chiaro che il processo migratorio è in calo e il nostro è un Paese che sta sempre più invecchiando – afferma Franco Lorenzon (Cisl). Don Baratto: “E’ preoccupante che la notizia principale di queste settimane sia la difficoltà di gestire un centinaio al massimo di profughi e richiedenti asilo, contro la gestione di 101mila residenti".

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Da sinistra: don Davide Schiavon, Franco Lorenzon, Franco Marcuzzo, don Bruno Baratto e Francesca Marengo

Lieve calo dei cittadini stranieri in provincia di Treviso al 31 dicembre 2013. Oltre 3.300 nuovi cittadini italiani. Sono alcuni dei dati che emergono dall'annuale rapporto Anolf Cisl - Migrantes, presentato oggi a Treviso (vai all'articolo). Questi i commenti dei curatori del rapporto.

“I dati relativi all’aumento delle cittadinanze italiane acquisite possono essere ricondotti sia all’incremento delle domande, al termine dei dieci anni di permanenza sul territorio, sia allo snellimento burocratico delle pratiche – dichiara Franco Marcuzzo, Responsabile Anolf Treviso – Ottenere la cittadinanza significa certamente un maggiore radicamento sul territorio, una stabilità famigliare, ma da anche avvio a percorsi di mobilità, potenzialmente europea, del tutto nuovi e da approfondire. Per quanto riguarda l’occupazione e il mondo del lavoro – prosegue Marcuzzo -   continua il trend negativo con 4000 posti di lavoro persi, di cui 1000 stranieri. Crescono però di oltre il 2% le assunzioni, soprattutto nei contratti di lavoro a somministrazione e a tempo determinato, nei settori dei servizi. Resta da capire se questa sia una tendenza di rinnovato movimento nel mercato del lavoro o semplicemente un’incidenza casuale”.

“E’ la prima volta in 12 anni che registriamo un calo nelle iscrizioni scolastiche per studenti di nazionalità non italiana – afferma don Bruno Baratto, Direttore Ufficio Migrantes – L’incidenza è maggiore  nelle scuole secondarie di primo grado e può significare un rientro nei paesi di origine di parte della famiglia, figli compresi, o il fatto, già ribadito all’inizio, che molti di questi ragazzi sono diventati a tutti gli effetti cittadini italiani, quindi non più considerati stranieri. Infatti, questo calo  è più significativo in nazionalità come il Marocco e il Senegal, prime ad arrivare in veneto vent’anni fa e di conseguenza tra le prime nazionalità a poter ottenere la cittadinanza italiana”.

“I dati riguardanti l’immigrazione nel nostro territorio viaggiano di pari passo con quelli del mercato del lavoro elaborati dall’Osservatorio Economico della CCIAA di cui facciamo parte. E’ chiaro che il processo migratorio è in calo e il nostro è un Paese che sta sempre più invecchiando – afferma Franco Lorenzon Segretario Generale Cisl Belluno Treviso – Gli stranieri arrivati nel nostro territorio avevano abbassato l’età media e ricoperto posizioni lavorative vacanti. Ora c’è il rischio di una bomba demografica che può scoppiare. Sbagliava chi sosteneva che la provincia di Treviso avrebbe raggiunto presto il milione di residenti. La precarietà degli stranieri potrebbe far vacillare anche il sistema sociale e il welfare territoriale”

“I dati del Dossier ben evidenziano come a fronte della crisi, che ormai attanaglia il nostro Paese da 6 anni, non ci sia stata una fuga di massa dei residenti stranieri – sottolinea Francesca Marengo, Cooperativa sociale Servire – Stiamo quindi effettuando dei questionari su un numero significativo di immigrati, per elaborare entro fine anno una ricerca qualitativa sulle strategie messe in atto dagli stranieri per affrontare la crisi e sulle loro condizioni abitative e relazionali.”

La presentazione del Dossier è stata anche l’occasione per un commento sulla situazione d’emergenza e difficoltà, nell’accoglienza territoriale dei profughi in arrivo dal nord africa.

“E’ preoccupante che la notizia principale di queste settimane sia la difficoltà di gestire un centinaio al massimo (per la provincia di Treviso) di profughi e richiedenti asilo, contro la gestione di 101mila residenti nel territorio provinciale che da anni fanno fronte a mille difficoltà – dichiara Don Bruno Baratto – Sono vent’anni che sosteniamo con forza che il fenomeno immigratorio va governato in tutte le sue sfaccettature, ma solo il privato sociale e le realtà ecclesiali se ne sono veramente fatte carico.”

“Dopo vent’anni ci troviamo a rincorrere costantemente l’emergenza, anche quando è rappresentata da trenta persone da gestire. Questo è un chiaro segnale di una mancata presa di responsabilità delle autorità preposte. – conclude Franco Marcuzzo”.

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