Società e Politica
stampa

Referendum autonomia, perché Sì: "E' l'interruttore che accende la luce"

“Teniamo a mente innanzitutto che stiamo parlando di un referendum consultivo – spiega il presidente del Veneto Luca Zaia – e dunque non produrrà effetti concreti il giorno dopo. Ma la storia ci insegna che il valore e la forza di un popolo sono molto più grandi di quelli di un qualsiasi governatore, per quanto bravo, che scende a Roma a trattare".

Parole chiave: zaia (206), luca zaia (56), referendum autonomia (16), veneto (411), referendum (97)
Referendum autonomia, perché Sì: "E' l'interruttore che accende la luce"

“Guardate il timing. Dopo il referendum catalano, l’Europa non sarà più la stessa. E il 22 ottobre avremo gli occhi del mondo addosso”.
Su questo, Luca Zaia non ha dubbi. Ma anche dando per buona l’idea che “sarà una pagina di storia”, sul valore del referendum e sugli scenari che si apriranno per il Veneto lunedì 23 ottobre, gli interrogativi che ancora attendono una risposta precisa non mancano. A partire, naturalmente, dalla sua valenza: visto che la Corte costituzionale non ha ammesso i quesiti relativi alle tasse o alla specialità regionale (non parliamo poi dell’indipendenza...), quel che rimane in piedi è un puro atto simbolico, utile alla Lega anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, o conserva una qualche forma di concretezza?
“Teniamo a mente innanzitutto che stiamo parlando di un referendum consultivo – sottolinea il governatore Zaia – e dunque non produrrà effetti concreti il giorno dopo. Ma la storia ci insegna che il valore e la forza di un popolo sono molto più grandi di quelli di un qualsiasi governatore, per quanto bravo, che scende a Roma a trattare. E questo per un semplice fatto: se ci sarà una grande affluenza alle urne, chiunque si troverà seduto dall’altra parte del tavolo, saprà che tra i votanti c’erano anche i suoi elettori. E questo cambia radicalmente le cose, tanto è vero che il governo non ci ha certo spianato la strada...”.
Il giorno dopo il referendum, da dove inizierà la battaglia per una maggiore autonomia? Di nuovo dall’articolo 116 della costituzione e da una contrattazione col governo perché venga affidata al Veneto la competenza sulle materie che oggi sono “spartite” tra stato e regione?
Io paragono il percorso autonomista a una stanza buia nella quale entriamo, senza sapere bene come muoverci. C’è chi pensa che il referendum sia una cosa inutile, io credo invece che sia come l’interruttore della luce: una volta accesa, potremo capire bene quali sono i pulsanti giusti da premere. In ogni caso, la nostra proposta “di minima” è già pronta: chiederemo di gestire tutte le 22 materie che oggi sono a competenza concorrente tra Roma e Venezia, utilizzando la procedura prevista dall’articolo 116 della costituzione.
Il governo si era già detto disponibile ad avviare la trattativa. Perché andare al referendum, invece di sedersi al tavolo?
Perché quello del governo era un abbraccio mortale. La sentenza della Corte costituzionale è feroce e sibillina. I giudici hanno scritto nero su bianco, nell’ammettere finalmente il referendum dopo due bocciature, che deve essere anteriore ed esterno alla trattativa. Ecco perché all’improvviso il Governo ci ha fatto ponti dorati… aprire una trattativa era la strada più breve per cancellare il referendum. Io sono stato chiaro: “Se siete davvero così disponibili, non serve aprire un tavolo. Fate un decreto indicando quali competenze ci attribuite. Male che vada rifiuteremo”. Il ministro Costa ci ha risposto: “Intanto testiamo qualche competenza”… ma scherziamo?
Sul referendum siete riusciti a compattare tutte le principali forze del Consiglio regionale. C’è un pezzo di strada da fare assieme, anche con il centrosinistra veneto?
Intanto diciamo con chiarezza che questo referendum non è mio o della Lega ma dei veneti. E a tutti dico col cuore di andare a votare, favorevoli o contrari che siano. La sensazione, guardando al centrosinistra, è che l’elettorato del Pd vota sì, la dirigenza vota ni. Ma è un peccato. Io conosco un Pd autonomista, e sono sicuro che lo rivedremo in azione non appena il centrodestra andrà al governo… e tutto il giorno verrà a domandarci dove è finita l’autonomia.
Ecco, appunto. Se mai il centrodestra andasse al governo…
Chi pensa che il referendum serva per mettere in difficoltà il Pd, non ha capito niente. Chi oggi deve dormire sogni poco tranquilli è il centrodestra, perché è chiaro che in Veneto su questo tema ci si gioca il futuro. Anzi, i nostri leader li avviso già adesso: la proposta che faremo il giorno dopo varrà per qualsiasi governo dovesse arrivare. E se è vero che il centrodestra sul fronte delle riforme si è impegnato, è altrettanto vero che nei 16 anni di mancate deleghe alle regioni ci sono anche quelli col centrodestra al governo.
Ci resta l’ipotesi B: il referendum non raggiunge il quorum. Zaia cosa fa, si dimette?
Non la sentirei come una mia sconfitta, perché questo è un referendum proposto in consiglio regionale ed è figlio di vent’anni di tentativi. Una cosa però è certa: se il risultato dell’affluenza non sarà soddisfacente, le carte dell’autonomia le chiudo in fondo a un cassetto. (Guglielmo Frezza)

Referendum autonomia, perché Sì: "E' l'interruttore che accende la luce"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento