Società e Politica
stampa

Referendum una scelta che impegna. Dibattito alla Settimana sociale

Partecipato dibattito nel corso della seconda serata con due giuristi: Stefano Ceccanti e Luca Antonini. In un clima di reciproco rispetto le ragioni del sì e del no.

Parole chiave: settimana sociale (94), referendum (106), riforme (23), stefano ceccanti (8), luca antonini (3)
Referendum una scelta che impegna. Dibattito alla Settimana sociale

E’un bel dilemma. Per tanti cittadini. In questa occasione, anche per quei cattolici abituati a votare in coscienza e in modo consapevole. Dire sì o no alla riforma costituzionale del prossimo 4 dicembre? L’incertezza è molta, ma non mancano neppure le occasioni di approfondimento. Mettendo in conto anche opzioni diverse, nel reciproco rispetto.
A Treviso la campagna referendaria si è infiammata con l’arrivo in città, mercoledì scorso, di Matteo Renzi, impegnato come non mai in prima persona nella battaglia per il sì. Ma qualche giorno prima, venerdì 30 settembre, più di quattrocento persone si erano date appuntamento per cercare di capirne di più, nel corso della seconda serata della Settimana sociale dei cattolici trevigiani. “Sul crinale del cambiamento”, il tema della trentesima edizione dell’evento promosso da Ac di Treviso, La Vita del popolo, Istituto Toniolo. Un crinale fatto di incertezza, nello scenario di un cambiamento d’epoca. Dentro questo orizzonte c’è anche il referendum sulle riforme istituzionali. A parlarne sono stati due giuristi: il prof. Stefano Ceccanti (per il sì) e il prof. Luca Antonini (per il no). Entrambi hanno dato atto che ci sono delle ragioni anche nella parte avversa.
Ceccanti però ha avvertito: “Non siamo chiamati a mettere a confronto la riforma votata dal Parlamento con quella che noi sogniamo, ma con l’attuale bicameralismo perfetto. La domanda è: la riforma migliora l’attuale sistema oppure è meglio che tutto resti come prima?”. Per Ceccanti il provvedimento, pur migliorabile, mette fine al bicameralismo perfetto e fa sì che le Regioni abbiano una loro voce nel nuovo Senato, al di là delle ridotte competenze. “Io credo che sia impossibile che si possa peggiorare l’attuale sistema di fare le leggi, lo dico anche per esperienza personale, essendo stato senatore. E attenzione: il no sarebbe la pietra tombale su qualsiasi riforma, per molto tempo”. Proprio sulla fine del sogno federalista insiste invece Antonini: “Nessuno nega la necessità di superare il bicameralismo e di mettere ordine nelle competenze tra Stato e Regioni. Avevamo iniziato bene, anch’io come Ceccanti facevo parte della Commissione di esperti istituita dal Governo Letta, da cui si è partiti nel fare la riforma. Su quel primo testo voterei sì di corsa. Ma su questo no, la considero una riforma piena di «verità impazzite»”. In particolare, secondo Antonini, vengono tolte fondamentali competenze alle regioni virtuose: “Facciamo l’esempio della Sanità. Noi rappresentiamo un modello virtuoso e un nuovo centralismo rischia di livellarci verso il basso, verso la Calabria”. Inoltre, questa riforma rischia di pepetuare un sistema populista. E’ il populista Renzi che crea Grillo e Salvini. Non sono catastrofista, se vince il no si ripartirà su altre basi”.

Referendum una scelta che impegna. Dibattito alla Settimana sociale
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento