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Sanità in Veneto: il piano della Regione per l'estate

Nello specifico, il piano mette a sistema la frequenza dei test periodici per operatori sanitari, prevede soglie minime di tamponi da effettuare a seconda della situazione epidemiolgica e ridefinisce la durata dei periodi di quarantena e le procedure relative all'attività di contact tracing. Introduce poi raccomandazioni per l'utilizzo dei test in autosomministrazione e aggiorna le indicazioni per le attività di centri diurni e dei gruppi per i disabili.

Parole chiave: sanità (157), veneto (537), covid-19 (230), estate (87), ospedali (21)
Sanità in Veneto: il piano della Regione per l'estate

La Regione Veneto ha predisposto un nuovo Piano di sanità pubblica, il quarto dall'inizio della pandemia, per seguire l'evoluzione dell'emergenza tenendo conto della situazione epidemiologica e dell'evoluzione tecnica. "Adattiamo comportamenti e misure allo scenario epidemiologico, siamo in condizione di bassa circolazione e quindi le misure vanno riviste", afferma la direttrice della direzione prevenzione della Regione, Francesca Russo. Il Piano "è in continuazione rispetto ai precedenti, di cui è un aggiornamento", aggiunge l'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin. "Non abbassiamo la guardia, come le maison d'alta moda stiamo già pensando alla collezione autunno inverno e stiamo schierando tutta l'artiglieria... Non ci sarà un calo dei test in estate e resteranno aperti i Covid point", chiarisce infine il presidente della Regione Luca Zaia. Nello specifico, il piano mette a sistema la frequenza dei test periodici per operatori sanitari, prevede soglie minime di tamponi da effettuare a seconda della situazione epidemiolgica e ridefinisce la durata dei periodi di quarantena e le procedure relative all'attività di contact tracing. Introduce poi raccomandazioni per l'utilizzo dei test in autosomministrazione e aggiorna le indicazioni per le attività di centri diurni e dei gruppi per i disabili. Per quanto riguarda lo screening del personale di ospedali e case di riposo, il tampone è previsto ogni 30 giorni per i soggetti vaccinati e ogni sette giorni per quelli non vaccinati. Gli ospiti delle Rsa saranno invece sottoposti al test ogni 20 giorni nel caso siano vaccinati, altrimenti ogni sette giorni.

La Regione Veneto prevede poi di fare almeno 150 tamponi ogni 100.000 abitanti in zona bianca, che salgono a 250 in zona gialla, 350 in zona arancione e 500 in zona rossa. Questo vuol dire almeno 7.350 tamponi al giorno in zona bianca, 12.500 in zona gialla, 17.170 in zona arancione e almeno 25.000 in zona rossa. In caso un soggetto risulti positivo, l'isolamento scende da 14 a 10 giorni, con tampone negativo alla fine del periodo. I positivi a lungo termine potranno comunque terminare la quarantena dopo 21 giorni, termine che non vale però per chi risulta positivo ad una variante diversa da Voc, che dovrà rimanere isolato fino alla negativizzazione. Chi ha avuto un contatto a basso rischio con un positivo non dovrà più effettuare la quarantena, mentre chi ha avuto un contatto ad alto rischio o anche un contatto a basso rischio con un soggetto positivo ad una variante dovrà fare un tampone, stare in quarantena 10 giorni e poi effettuare un tampone.

Fonte: Dire
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