Società e Politica
stampa

Sant'Artemio, vendere o non vendere? Il grande dilemma

Che fare con la sede della Provincia inaugurata dieci anni fa nell’ex ospedale psichiatrico restaurato? Una scelta non facile. Ma il dibattito si è aperto nelle ultime settimane.

Parole chiave: sant'artemio (9), provincia (62), treviso (1387), provincia treviso (23), stefano marcon (21)
Sant'Artemio, vendere o non vendere? Il grande dilemma

L’attuale presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, a dicembre ha dichiarato che se l’amministrazione della sede provinciale del Sant’Artemio è insostenibile, allora è meglio vendere. Perché, all’improvviso, un investimento pubblico di 80 milioni di euro, un mutuo in scadenza solo nel 2034, una straordinaria operazione di recupero architettonico e riqualificazione ambientale rischia di diventare inutile? In primo luogo, perché quella sede doveva accogliere almeno 700 dipendenti e ora non arrivano a 400.
Possibili risposte
Poi, si possono azzardare altre possibili risposte. Perché è decentrata rispetto alla città: la dura battaglia, che l’allora presidente, Luca Zaia, ingaggiò con Fondazione Cassamarca, che progettava di portare tutti i servizi nel Nuovo Appiani, si è risolta praticamente alla pari, con l’aggravio che il centro di Treviso si è svuotato a favore di questi due complessi, lontani dal cuore della città. A Padova Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia, è in pieno centro, in piazza Antenore; a Trento si esce dalla stazione ferroviaria e al di là dei giardini di piazza Dante si vede la sede della Provincia.
Un’altra possibile risposta è perché della Provincia strutturata come alla fine degli anni ‘90 non c’è più bisogno, nonostante l’attuale Governo mostri di avere tutte le intenzioni di cancellare la legge Del Rio e riaprire le Province del passato. Forse, dirà qualcuno, perché in quel parco era meglio portarci le scuole, qualche istituto superiore, farne un grande campus della formazione.
O, forse, per lo strumento finanziario utilizzato, all’inizio molto simile a quei derivati che si sono dimostrati devastanti per le Amministrazioni pubbliche e poi lentamente trasformatosi in un più tradizionale, ma pesante, mutuo. Nelle provocatorie dichiarazioni del presidente Marcon, c’è forse la consapevolezza che se anche alle Province si restituisse la capacità di spesa di un tempo, comunque quella sede, che alcuni definiscono faraonica, rischierebbe di minare alla base il bilancio di qualsiasi futura amministrazione.
Un po’ di storia
Nel 2004, quando l’Ulss di Treviso dichiara di voler alienare i nove ettari dell’ex manicomio inseriti nel Parco dello Storga (82 ettari), si muovono i comitati civici per mantenere a uso pubblico quell’area. L’allora presidente della Provincia, oggi Governatore del Veneto, immagina il recupero degli edifici sparsi nel parco per farne non solo la sede della Provincia di Treviso, ma un polo di servizi per tante istituzioni pubbliche. Il nome scelto per rivitalizzare l’intera area è quello dell’architetto Toni Follina. Il progetto e la sua esecuzione sono indubbiamente innovativi, ma costosi, una prima stima parla di 65 milioni di euro. Viene realizzato il recupero dell’area verde, niente auto nel parco, passerelle in vetro, vialetti e padiglioni immersi nel verde. Alla fine vengono realizzati 128.489 metri cubi con 18.150 metri quadri di parcheggio pubblico da oltre 530 posti. Riqualificati anche i 78 ettari dell’adiacente Parco dello Storga.
Fu un restauro conservativo, un recupero storico, architettonico e ambientale, progettato nelle linee di indirizzo dell’architetto Follina, appoggiato e condiviso dalla Sovrintendenza. L’area ora ha disponibili 13 blocchi, è stata recuperata una chiesa dedicata a san Giovanni di Dio, ha la possibilità di un ristorante, un bar, e recentemente si sta tentando di aprire un nido integrato per i dipendenti. La sede punta sull’autosufficienza energetica, grazie a un impianto fotovoltaico di circa 200 kilowatt e una centrale a biomassa per il riscaldamento degli ambienti.
Se l’idea fu di Luca Zaia, la realizzazione fu poi portata avanti dal suo successore sulla poltrona di presidente della Provincia, Leonardo Muraro. Secondo la sua valutazione, i costi si attestarono attorno ai 45 milioni di euro, tuttavia nel 2009 al momento dell’inaugurazione il consigliere provinciale dei Comunisti italiani, Stefano Mestriner, aveva calcolato circa 80 milioni e aveva elencato ogni singola voce: acquisizione ex ospedale psichiatrico dall’Ulss 9, 9 milioni di euro; importo totale progetto, 45 milioni per lavori e 13,5 milioni per somme a disposizione dell’amministrazione, totale 58.500.000; impianto fotovoltaico 1.150.000; primo e secondo stralcio viabilità e prima variante (bretella e sottopassi), 8.500.000; arredi e trasloco, 3.600.000 euro.
Uno spazio di qualità
Non c’è dubbio, però, che lo spazio è di qualità. Chi vi lavora si trova bene, non mancano spazi e confort, però non è facile raggiungere questa sede, chi arriva dalla stazione deve prendere un autobus specifico. L’Amministrazione provinciale ha ottenuto forti risparmi, la sede precedente era in affitto, quella cifra ora è stata capitalizzata, il sistema energetico consente forti risparmi, non ci sono sedi periferiche e tutto è concentrato in un unico punto. Lo spazio verde è a disposizione di tutti, aperto fino al tardo pomeriggio, chiude con la chiusura degli uffici.
Ora è il tempo delle decisioni, della visione prospettica per capire come nel tempo pagare il mutuo senza pesare sui servizi ai cittadini. Ci sono ancora molti spazi vuoti che possono essere utilizzati da istituzioni ed enti pubblici. La partita della valorizzazione è decisiva, altrimenti la provocazione di Marcon, la messa in vendita di questo patrimonio, potrebbe essere l’unica via d’uscita.

Tutti i diritti riservati
Sant'Artemio, vendere o non vendere? Il grande dilemma
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento