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Scuola: il Veneto in grado di formare professionalità

La regione è ancora prima per iscrizione negli istituti tecnici, pur mantenendo un'ottima percentuale di iscritti ai licei. Facciamo il punto con la dottoressa Carmela Palumbo, direttrice dell'Ufficio scolastico veneto

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Scuola: il Veneto in grado di formare professionalità

La direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto, dottoressa Carmela Palumbo, fa il punto delle iscrizioni nei diversi ordini di scuole con Vita del Popolo.
Un osservatorio privilegiato il suo, da cui può confrontare tutti i dati del Veneto. Ha, inoltre, maturato anche una lunga esperienza al Ministero dell’Istruzione a Roma.

Dottoressa, il Veneto ancora primo per iscrizioni negli istituti tecnici, pur mantenendo un’ottima percentuale di iscritti ai licei.
Certo ci confermiamo terreno in grado di produrre professionalità adeguate al tessuto produttivo molto vitale della nostra regione. Anche l’istruzione professionale va bene, siamo secondi solo all’Emilia Romagna. Mi pare che l’area tecnico professionale possa estendersi. Aiuterà la spinta che il Piano nazionale di ripresa e resilienza sta dando agli Istituti tecnici superiori, Its, corsi di alta formazione professionale post diploma. Il Pnrr è molto centrato su questi percorsi, è prevista una riforma ordinamentale. Per gli Its ci sarà un’ulteriore promozione, serve intercettare la domanda e coprire tutti i posti disponibili. Sarà necessaria una crescita delle infrastrutture, ovvero delle sedi, e del numero di iscritti di questi corsi. Credo si debba arrivare a 15 mila iscritti, per ora in Veneto sono poco più di duemila.

Il rapporto tra licei e formazione tecnica le pare equilibrato?
Direi di sì, forse siamo la regione più in equilibrio.
Ci aiuta il successo dell’opzione scienze applicate del liceo scientifico.
Un indirizzo che offre una buona preparazione di base con un solido approfondimento scientifico e un occhio all’informatica.

Cominciamo a risentire, alle superiori, del calo demografico?
Non direi. Piuttosto la situazione della primaria ormai è molto delicata. L’effetto della denatalità è evidente.
Siamo obbligati a riorganizzare e a prepararci a una situazione molto diversa dal passato.

Netto il calo del liceo classico. Ha perduto un po’ del suo fascino?
Sono stata sempre una sostenitrice del liceo classico.
Non direi che sia meno interessante, il fatto è che si sono moltiplicati gli indirizzi: pensate all’incremento del liceo sportivo, del musicale, prima c’erano solo due strade liceali, oggi il ventaglio è più ampio.

La modalità di iscrizione online sembra funzionare?
Assolutamente. Aumentano i genitori nativi digitali. Una spinta in avanti è arrivata dallo Spid, la pratica dell’identità digitale ha facilitato le iscrizioni, anche se abbiamo dovuto dare una proroga fino al 4 febbraio, permettendo a tutti di adeguarsi. Ormai le iscrizioni online sono entrate nella mentalità comune.

Ora bisogna pensare anche a queste nuove matricole, arrivano da una secondaria di primo grado, scuola media, svolta praticamente tutta online.
Effettivamente hanno iniziato le medie nell’anno scolastico 2019-2020.
Sono ragazzi che devono essere oggetto di grande cura anche per eventuali lacune. Stiamo monitorando non solo l’aspetto psicologico, come Ufficio scolastico regionale del Veneto abbiamo chiuso un protocollo con l’Ordine degli psicologi, ma anche l’eventuale spinta sulla dispersione scolastica: bocciature ripetute, debiti scolastici che si accumulano sono parametri da tenere sotto stretto controllo.

Nell’immediato futuro c’è l’esame di maturità, l’esame di Stato. Cosa consiglia dopo un anno svolto in parte con la didattica a distanza?
Siamo ritornati alla vecchia prova, vengono ripristinati i due scritti.
Per la prova di italiano consiglio di svolgere le simulazioni proposte dal Ministero, riprendendo la consuetudine con lo scritto. La seconda prova avrà le caratteristiche di un compito in classe, sarà preparata dai loro docenti che li conoscono bene e hanno proposto prove simili durante l’intero anno.

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