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Scuole dell'Infanzia paritarie e scuole professionali fanno la voce grossa in Regione

Mille scuole per l’infanzia e cento centri di formazione professionale in Veneto non riescono più a pagare gli stipendi a insegnanti e operatori e rischiano di chiudere. Di fronte all’allarme lanciato dal presidente della Fism Stefano Cecchin e dal presidente di Forma Veneto Renato Meggiolaro ai consiglieri di palazzo Ferro-Fini, il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato ha rilanciato il problema su scala nazionale.

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L'incontro tra i rappresentanti delle scuole e i consiglieri e assessori regionali

Mille scuole per l’infanzia e cento centri di formazione professionale in Veneto non riescono più a pagare gli stipendi a insegnanti e operatori e rischiano di chiudere. Di fronte all’allarme lanciato oggi dal presidente della Fism (la federazione delle scuole materne) Stefano Cecchin e dal presidente di Forma Veneto (il consorzio degli enti di formazione professionale Renato Meggiolaro ai consiglieri di palazzo Ferro-Fini, il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, affiancato dall’assessore Elena Donazzan, ha rilanciato il problema su scala nazionale e ha proposto la convocazione di un tavolo con tutti i parlamentari veneti per trovare una soluzione che aggiri i vincoli del patto di stabilità. Il sistema delle scuole paritarie per l’infanzia (1073 scuole, 91516 alunni e 9280 dipendenti, di cui 6 mila insegnanti) – hanno spiegato i rappresentanti Fism - attende dalla Regione il pagamento dei 42 milioni di contributi arretrati per l’’esercizio finanziario 2014 e guarda con preoccupazione alle ridotte poste di bilancio 2015, dove – stando al bilancio previsionale stilato dalla Giunta – mancano all’appello 5 milioni di euro.

“Se la Regione non erogherà rapidamente i 42 milioni promessi a fine anno dall’assessore Bendinelli – ha scandito il presidente Cecchin – non saremo più in grado di erogare gli stipendi al personale delle nostre scuole, che in Veneto sono frequentate da 2 bambini su 3 in età compresa 6mesi-6anni e fanno risparmiare allo stato circa mezzo miliardo di euro l’anno”. Analoga la richiesta dei centri di formazione professionale di Forma Veneto (Enaip, Ficiap, Cif, salesiani, Irigem e Dieffe) che contano 19.600 allievi, 2 mila operatori tra insegnanti e tecnici e rappresentano l’85 per cento dell’offerta formativa professionale nella Regione: “I nostri centri vantano quasi 65 milioni di euro di arretrati (su 83 milioni di contributo annuo previsto) nei confronti della Regione e hanno ormai esaurito le possibilità di fido o anticipazione bancaria – ha riassunto il presidente di Forma Veneto – I dipendenti di alcuni enti sono scesi in piazza perché senza stipendio da mesi. In assenza di contributi regionali e di tempi certi di erogazione il sistema della formazione professionale rischia il collasso”.

“Il problema posto da Fism e Forma Veneto non ha soluzioni su scala regionale – ha replicato l’assessore Donazzan – perché tutte le strade sperimentate sinora per anticipare i contributi previsti a bilancio si infrangono contro le ferree regole del patto di stabilità. La soluzione può arrivare solo da Roma, se il governo e il parlamento rivedranno il patto e correggeranno la legge di stabilità, che ha innalzato l’Iva per gli enti non profit dal 10 al 22 per cento”.

Fonte: Comunicato stampa
Scuole dell'Infanzia paritarie e scuole professionali fanno la voce grossa in Regione
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