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Scuole dell'infanzia paritarie, stipendi a rischio

Decreto ministeriale in ritardo. L'on. Simonetta Rubinato ha depositato alla Camera un’interrogazione con cui chiede al ministro Stefania Giannini di intervenire perché l’iter sia concluso al più presto e siano erogati in tempi più sostenibili i finanziamenti necessari a garantire una corretta funzionalità del servizio.  

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Scuole dell'infanzia paritarie, stipendi a rischio

Il ritardo nell’emanazione del decreto ministeriale che fissa i criteri e parametri per l’assegnazione dei contributi per l’anno scolastico 2015/2016 (dovuto alla necessità di tener conto della sentenza del Tar che ha dato ragione ad un ricorso di Aninsei, sulla questione della definizione delle scuole 'senza fini di lucro') preoccupa fortemente i gestori delle scuole paritarie dell’infanzia del Veneto. Per questo Simonetta Rubinato ha depositato alla Camera un’interrogazione con cui chiede al ministro Stefania Giannini di intervenire perché l’iter sia concluso al più presto e siano erogati in tempi più sostenibili i finanziamenti necessari a garantire una corretta funzionalità del servizio.  

“Di questo passo – osserva l’on. Rubinato – si rischia che l’erogazione dei contributi per l’anno scolastico in corso arrivi addirittura dopo la data dell’anno scorso, quando il decreto ministeriale fu emanato il 22 aprile e i contributi furono concretamente ricevuti dalle scuole del Veneto solo tra la fine di agosto e i primi di settembre. Il prorogarsi di un ulteriore ritardo nell’emanazione del DM significa far slittare ad ottobre i pagamenti mettendo a rischio l’erogazione degli stipendi agli insegnanti nei mesi estivi in cui i gestori non ricevono le rette delle famiglie”. 

L’iter della procedura prevede dopo il via libera del Decreto Ministeriale, infatti, altri passaggi: la delibera della Direzione Generale Ordinamenti e i successivi adempimenti da parte degli Uffici scolastici regionali e degli Uffici scolastici provinciali. La situazione è particolarmente preoccupante in Veneto, dove le scuole paritarie dell’infanzia accolgono quasi 90 mila bambini coprendo il 65% dell’offerta formativa, anche alla luce del fatto che i gestori devono già fare i conti con i ritardi nell’erogazione dei contributi regionali. 

Fonte: Comunicato stampa
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