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Scuole paritarie, Giordano (Fism): "Contributo diretto è vitale, il Governo decida se vuole tenerci in vita o ucciderci"

“Ora la parola passa al Governo. Deve decidere se, in questa fase, il sistema nazionale di istruzione ed educazione va mantenuto, oppure se vuole farlo franare. Ci si gioca tutto nei prossimi giorni”, afferma Stefano Giordano, avvocato di Spinea e presidente nazionale della Federazione italiana scuole materne.

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Scuole paritarie, Giordano (Fism): "Contributo diretto è vitale, il Governo decida se vuole tenerci in vita o ucciderci"

“Ora la parola passa al Governo. Deve decidere se, in questa fase, il sistema nazionale di istruzione ed educazione va mantenuto, oppure se vuole farlo franare. Ci si gioca tutto nei prossimi giorni”. Stefano Giordano, avvocato di Spinea e presidente nazionale della Federazione italiana scuole materne, è comunque ottimista, sul fatto che il futuro delle scuole paritarie, e in particolare quello delle scuole dell’infanzia, venga preservato: “Certo, non siamo riusciti a far passare alla Camera, in sede di conversione del decreto Cura Italia, l’emendamento che prevedeva un sostegno diretto alle scuole paritarie da parte del Governo. L’Esecutivo ha dato il suo assenso a un ordine del giorno che lo impegna in questo senso. Siamo in contatto e abbiamo riscontrato sensibilità nella ministra della Famiglia Elena Bonetti e nel Ministero della Pubblica istruzione, in particolare nella sottosegretaria Anna Ascani. Ora si aspetta il passaggio in Europa, per capire i margini di manovra, e poi penso che il Governo darà vita al cosiddetto decreto Aprile. In quell’ambito ci aspettiamo di trovare un capitolo di spesa strutturale, e non temporaneo, per le scuole paritarie”.

In caso contrario? “Assisteremo alla fine dell’attuale sistema nazionale d’istruzione ed educazione. E il Governo si troverà a dare direttamente una risposta ai 370mila bambini dai tre ai sei anni attualmente accolti nelle scuole della Fism, o ai 175mila bimbi in età da 0 a 3 anni che trovano posto in strutture non statali. Certo, noi oggi abbiamo bisogno assoluto di un contributo diretto, come ha scritto a nome della Cei don Ivan Maffeis (vedi intervento qui a fianco, ndr). Il sistema delle detrazioni può dare frutti nel medio e lungo periodo”.

Per il presidente della Fism, nel caso arrivi il contributo, “si potrà sgravare le famiglie anche di quel 35% di pagamento della retta che costituisce i costi vivi per il mantenimento delle nostre strutture, anche quando non sono funzionanti. E potremo ragionare anche sull’apertura di nuovi e più ampi spazi. La prossima domanda infatti sarà su come rispondere alle esigenze didattiche mantenendo le misure di distanziamento e sicurezza”.

Nelle trattative con il Governo, Giordano parte da un’altra certezza: “Noi siamo una realtà non profit, e non intendiamo sederci allo stesso tavolo con quelle realtà, beninteso rispettabili, che operano con finalità di profitto. Noi abbiamo un profilo diverso”.

Infine, uno sguardo all’estate: “Per la ripresa, siamo concentrati più sul come che sul quando. Ma se si parla di attività educativa, siamo pronti in qualsiasi momento. Se si tratta di dare il nostro aiuto ad attività extrascolastiche, tipo centri estivi o Grest, per la fascia d’età che ci compete, siamo disponibili a collaborare”. 

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