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Senza giovani non c'è sviluppo

Ricerca Swg per conto di Unioncamere Veneto, “Il Veneto di domani: i freni allo sviluppo” presentata venerdì 29 novembre a Monastier, nella sede dell’azienda Texa Spa. “Il nostro è un Paese che da anni ha smesso di investire sui giovani, è necessario invertire la tendenza, questo è un tarlo che ha trasformato l’agognata flessibilità in precarizzazione sociale”.

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Senza giovani non c'è sviluppo

I principali fattori che frenano lo sviluppo e la crescita economica del Veneto sono tasse, burocrazia, scarsi investimenti. Lo dice un campione di 400 imprenditori e 966 cittadini, intervistati da Swg per conto di Unioncamere Veneto, in merito alla ricerca “Il Veneto di domani: i freni allo sviluppo” presentata venerdì scorso 29 novembre a Monastier, nella sede dell’azienda Texa Spa.

Al di là dei meri dati statistici, che sono stati presentati dal direttore scientifico di Swg, Enzo Risso, quello che traspare - come ha spiegato lo stesso ricercatore - è che “la società sta cambiando e con essa i suoi paradigmi. Gli italiani oggi hanno una grande voglia (ma anche un bisogno forte!) di futuro. Il nostro è un Paese che da anni ha smesso di investire sui giovani, è necessario invertire la tendenza, questo è un tarlo che ha trasformato la tanto agognata flessibilità in precarizzazione sociale, ferendo in diversa misura ciascuno di noi”.

“Dalla ricerca di Swg emerge una percezione di moderata positività rispetto alla situazione veneta e aziendale - ha dichiarato Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto -; nonostante l’economia venga considerata in peggioramento negli ultimi cinque anni, le imprese sembrano reggere l’urto e sperare in un miglioramento, a patto che vengano sbloccati alcuni ostacoli che impediscono al territorio di emergere ed essere competitivo”.

Il 62% degli intervistati considera la burocrazia statale il primo freno allo sviluppo e al fare impresa, il 59% accusa la forte tassazione dello Stato, il 28% attribuisce la colpa alla mancanza di una politica che aiuti a trattenere i giovani talenti, il 27% lamenta la mancata autonomia regionale, il 21% la carenza di investimenti in infrastrutture da parte dello Stato e il 17% la mancanza di una politica nazionale a favore di investimenti privati sul territorio.

“I dati parlano chiaro, - ha aggiunto Pozza - gli imprenditori sono stanchi. Se non si ascoltano le esigenze delle aziende, il Veneto rischia di perdere la partita della competitività. Le Camere di Commercio ce la stanno mettendo tutta per dare alle imprese il supporto e i servizi utili all’internazionalizzazione, alla trasformazione digitale, all’orientamento al lavoro e alle professioni, nonostante da quattro anni siano appese a una riforma che nessuno ha il coraggio di portare a termine”.

Tra gli interventi da attuare con più urgenza le imprese indicano la semplificazione della burocrazia (53%), l’investimento sulla formazione professionale dei giovani e l’innovazione tecnologica (27%), il sostegno alle nuove imprese (23%). Quanto agli investimenti in infrastrutture, la priorità per le imprese del Veneto è terminare la terza corsia sull’A4 (35%), completare la Pedemontana (31%) e investire nella banda larga (27%).

Il dato che fa maggiormente riflettere è quello sull’autonomia. L’81% degli intervistati ritiene infatti che l’autonomia regionale sia un fattore incisivo per il rilancio dell’economia. A limitare lo sviluppo del Veneto sarebbero per lo più fattori nazionali (71%), anziché quelli locali 12% e internazionali 12%. La sensazione generale è quella di sentirsi trascurati da parte dello Stato, a confermarlo è il 38% degli imprenditori e il 51% dei cittadini.

Di autonomia hanno trattato Mario Bertolissi, docente di Diritto costituzionale dell’Università di Padova e il presidente Luca Zaia, che è stato intervistato a margine dell’incontro dal direttore del “Gazzettino”, Roberto Papetti. In merito alla partita autonomia, Zaia ha dichiarato: “Per mesi le nostre richieste sono state bollate come «secessione dei ricchi» e si è parlato del rischio di «un Paese di serie A e uno di serie B». Oggi finalmente a livello nazionale mi pare si sia cambiato atteggiamento nei confronti dell’autonomia della diverse Regioni”. A proposito di economia, Zaia ha detto: “La Regione Veneto vuole essere parte autorevole del cambiamento. Per quanto riguarda il contesto economico, dopo la pioggia viene il sereno; ma purtroppo oggi molti si concentrano solo sulla pioggia. Eppure il mondo non si ferma, le opportunità ci saranno sempre, come dimostrano bene le aziende di cui abbiamo ascoltato oggi le testimonianze”.

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