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Settimana sociale: "Anno Zero" e nuovi germogli

La stagione che segna il tentarivo di “ripartire” dopo l’arrivo del Covid-19, appare per certi aspetti come un “Anno zero”. Ed è proprio questo il titolo della trentaquattresima edizione della Settimana sociale dei cattolici trevigiani, con il seguente sottotitolo: “Dalla crisi del Covid germogli di fraternità, cittadinanza e socialità, in vista del bene comune”. La convinzione è che una ripartenza non possa prescindere da una vera e propria rinascita del tessuto sociale, da una nuova stagione di partecipazione e solidarietà. Un “anno zero” che coinvolge anche, per alcuni aspetti, la formula stessa delle Settimane sociali.

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Settimana sociale: "Anno Zero" e nuovi germogli

La stagione che segna il tentarivo di “ripartire” dopo l’arrivo del Covid-19, appare per certi aspetti come un “Anno zero”. Ed è proprio questo il titolo della trentaquattresima edizione della Settimana sociale dei cattolici trevigiani, con il seguente sottotitolo: “Dalla crisi del Covid germogli di fraternità, cittadinanza e socialità, in vista del bene comune”. La convinzione è che una ripartenza non possa prescindere da una vera e propria rinascita del tessuto sociale, da una nuova stagione di partecipazione e solidarietà. Un “anno zero” che coinvolge anche, per alcuni aspetti, la formula stessa delle Settimane sociali.

In questo contesto, si legge nel pieghevole che accompagna l’iniziativa, è parso “non solo opportuno, ma addirittura urgente, ai promotori della Settimana sociale dei cattolici trevigiani, assicurare anche quest’anno il consueto appuntamento di riflessione, formazione e dibattito che viene proposto alla nostra Chiesa e alla nostra comunità civile”. Pur conservando la formula delle quattro serate, molte saranno le novità: se questo è un “anno zero” per tutta la società, in parte lo vuole anche essere per la Settimana sociale. La vita del popolo, Azione cattolica, Ufficio di pastorale sociale e Meic intensificano la collaborazione con la scuola sociopolitica di “Partecipare il presente”. Insieme a questa realtà, che già raggruppa numerosi soggetti del mondo economico, lavorativo e sociale, la Settimana vorrebbe favorire la promozione di altre iniziative sul territorio, nell’ambizione di creare un “laboratorio dal basso”. Un’ulteriore collaborazione avviata quest’anno è con la Settimana Laudato Si’, e in particolare con la Comunità Laudato Si’ di Treviso e con Slow Food.

Insomma, una Settimana sociale che si allarga, anche grazie alle modalità di partecipazione. Tutto questo sarà favorito anche dalle molteplici possibilità di partecipazione: in presenza, anche se in modo forzatamente limitato (180 posti), nell’auditorium del collegio Pio X a Treviso; attraverso YouTube; ma anche attraverso la presenza in alcuni punti della diocesi, in via di definizione, che saranno collegati via webinar con la sede degli incontri. L’elenco di questi luoghi sarà dato sul prossimo numero del nostro giornale.

 

Il programma

Le serate si terranno lunedì 28 e martedì 29 settembre, lunedì 5 e martedì 6 ottobre alle 20.30.

Lunedì 28 settembre: “Il contesto di fondo con il quale siamo chiamati a «ripartire»: i punti problematici e i «germogli». Intervento introduttivo di mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso, e successivo intervento del sociologo Mauro Magatti (Università Cattolica del Sacro Cuore).

Martedì 29 settembre: “Fraternità e bene comune”, con le relazioni del teologo Andrea Grillo (docente di Teologia dei sacramenti e Filosofia della religione, Pontificio Ateneo S. Anselmo), su “Chiamati alla fraternità”, e del sociologo Davide Girardi (Iusve di Venezia) su “Solidarietà, sussidiarietà, partecipazione: fondamento del bene comune”.

Lunedì 5 ottobre (nel tempio di San Francesco): Carlo Petrini, co-fondatore delle Comunità Laudato Si’, dialogherà con il vescovo Michele Tomasi sul recente libro “Terra futura, dialoghi con papa Francesco sull’ecologia integrale”. La serata è in collaborazione con la Comuntà Laudato Si’ e Slow Food, nell’ambito della Settimana Laudato Si’.

Martedì 6 ottobre: “Educare al bene comune e ai «beni comuni»: i «cantieri» del post Covid”. Relazione di Patrizio Bianchi (Cattedra Unesco Educazione, crescita e uguaglianza dell’Università di Ferrara). La serata è in collaborazione con “Partecipare il presente”, che proprio in questa occasione avvia i suoi incontri socio-politici.

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