Società e Politica
stampa

Settimana sociale: "Uniamo le forze", l'appello di Carlo Petrini e del Vescovo

All’interno della splendida cornice del tempio di San Francesco, Carlo Petrini e il vescovo Michele Tomasi hanno dialogato lunedì scorso sul tema dell’Ecologia integrale. La terza serata della Settimana sociale coincideva, in questo caso con l’apertura della Settimana Laudato Si’.

Parole chiave: michele tomasi (89), vescovo tomasi (102), carlo petrini (3), settimana sociale (66)
Settimana sociale: "Uniamo le forze", l'appello di Carlo Petrini e del Vescovo

All’interno della splendida cornice del tempio di San Francesco, Carlo Petrini e il vescovo Michele Tomasi hanno dialogato lunedì scorso sul tema dell’Ecologia integrale. La terza serata della Settimana sociale coincideva, in questo caso con l’apertura della Settimana Laudato Si’.

A partire dal libro “Terra futura, dialoghi con papa Francesco sull’ecologia integrale”, scritto a quattro mani dal fondatore di Slow Food e delle comunità Laudato Si’ con il contributo di interventi editi e inediti del pontefice, i due relatori hanno tracciato la direzione da percorrere per prendersi cura, tutti insieme, come fratelli, del mondo che ci circonda.

Fulcro fondamentale della serata, il concetto ribadito anche da don Paolo Magoga, direttore dell’Ufficio per la Pastorale sociale, attraverso le parole di papa Francesco: “La salute dell’uomo non può prescindere dall’ambiente in cui vive”, “Non c’è ecologia senza equità, non c’è equità senza ecologia”.

I due concetti sono infatti imprescindibili e questo è il punto rivoluzionario di un’enciclica come la Laudato Si’, che parla di ecologia, ma non è un discorso semplicemente ambientalista. E’ un discorso sociale, che lega la cura del creato e la conversione ecologica alla giustizia sociale, portando al “significato della vera politica” come ha spiegato Petrini. Per questo, la Laudato Si’ si cuce a filo doppio al messaggio di “fraternità” e “amicizia sociale” approfondito nella nuova enciclica del Papa Fratelli tutti.

Tutto ciò usando il dialogo come metodo di confronto, senza pregiudizi, “con capacità di ascolto, comprensione delle ragioni dell’altro e rispetto della diversità”. Il dialogo è infatti uno strumento lento, che non prevede l’imposizione di idee, ma che genera stimoli potenti grazie al processo dialettico. “Una biodiversità anche umana e religiosa – ha precisato il Vescovo – fa crescere l’amore. Se mi lascio sfidare dalla diversità ricevo un universo in dono”.

In un presente in cui si sommano tre crisi senza precedenti, quella economica, quella ambientale e quella sanitaria, secondo il fondatore di Slow Food è necessario un movimento intergenerazionale che permetta di costruire una società migliore da lasciare ai chi verrà dopo di noi. Cambiare le sorti del pianeta è possibile solo se ognuno farà la propria parte con comportamenti virtuosi, nel rispetto dell’ambiente e se si riuscirà a creare un vero patto di fratellanza e solidarietà fra gli uomini e una nuova economia che rispetti tutti.

Il concetto di Ecologia integrale, secondo le parole del Vescovo, apre una stagione di dialogo nella Chiesa. Mons. Tomasi ha ricordato che anche nella prospettiva laica prendersi cura dell’altro e del creato, significa una propensione a uscire da sé, a trascendere se stessi: “La nostra umanità ha la caratteristica di essere eccentrica – ha proseguito il presule –, io mi trovo quando esco da me e questa credo sia un’esperienza umana. E’ una sfida radicale che sia il Papa a proporre l’ecologia integrale; mi costringe a guardare alla fede nel mio essere profondamente umano. Tutta quella dimensione lì (di rispetto e armonia con il creato ndr) non è accessoria rispetto alla politica, e nemmeno rispetto alla fede”.

Dunque l’invito di Carlo Petrini a riconoscere una spiritualità anche all’interno del mondo laico e di unire le forze di tutti per lavorare al bene comune della società. Tante ancora le storture, le disuguaglianze, le sofferenze degli ultimi del mondo da cui partire per creare una strada comune che porti a dei risultati, per “costruire insieme nuovi paradigmi”. “Il momento storico - ha chiosato Petrini - chiede a tutti noi di implementare i beni di relazione e sostenere la biodiversità” ambientale ma soprattutto umana.

Una battaglia contro il divario economico sempre maggiore fra ricchi e poveri del mondo si combatte, secondo il fondatore delle comunità Laudato Si’, con il ritorno al locale e alla solidarietà.

Una solidarietà che parte dalle relazioni, da una interdipendenza che costruisca qualcosa di più ricco della somma delle nostre parti, ha chiarito mons. Tomasi. La responsabilità del bene comune è dunque di ognuno di noi. “E’ necessario guardare con grande attenzione alle nuove generazioni, con il coraggio di mettere in campo un intervento intergenerazionale e non dimenticando l’elemento fondamentale, cioè l’amicizia”, ha concluso Petrini.

Il punto fermo sulla serata lo ha messo il Vescovo confessando un suo sogno: “Vorrei che potessimo sentirci così voluti bene da non avere più paura. Non devono esserci persone escluse che non riescono a fare questa esperienza: si tratta di allargare le comunità e se riusciamo a fare questo, allora avverrà anche una riforma della Chiesa”.

Tutti i diritti riservati
Settimana sociale: "Uniamo le forze", l'appello di Carlo Petrini e del Vescovo
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento