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Settimana sociale, una nuova economia per "ricucire il mondo"

“The economy of Francesco. L’impegno dei giovani per un’economia più equa, solidale e fraterna” è stato il titolo della seconda serata della Settimana sociale. L’incontro ha visto dialogare Giampietro Parolin, economista e docente presso l’università Sophia, insieme a due giovani testimoni dell’incontro svolto negli ultimi giorni di settembre ad Assisi: ludovica Montesanto e Francesco Polo.

Settimana sociale, una nuova economia per "ricucire il mondo"

“The economy of Francesco. L’impegno dei giovani per un’economia più equa, solidale e fraterna” è stato il titolo della seconda serata della Settimana sociale. L’incontro ha visto dialogare Giampietro Parolin, economista e docente presso l’università Sophia, insieme a due giovani testimoni dell’incontro svolto negli ultimi giorni di settembre ad Assisi.

“Sarebbe ingenuo pensare che a problemi complessi si possano indicare soluzioni semplici o addirittura immediate - ha affermato don Paolo Magoga, direttore della Pastorale sociale e del lavoro. Non è così, ci sarà una lunga notte da abitare, ma la speranza di un pensiero nuovo, giovane, di un’economia fatta di equità, giustizia, rispetto della madre terra, ci fa credere che le energie ci sono per un futuro più umano e solidale”.

Ludovica Montesanto, giovane presente all’incontro tra il Papa, gli economisti, gli imprenditori e gli studenti svolto ad Assisi, ha proseguito: “Vorrei parlarvi del processo che è diventato Economy of Francesco. Noi giovani, fin dal 2019, siamo stati chiamati a pensare a un’economia di pace, che si prenda cura del creato e non lo depredi, un’economia a servizio della persona, rispettosa soprattutto dei più fragili, un’economia dove la cura sostituisce lo scarto e l’indifferenza. C’è stato un grande entusiasmo. Riconosciamo che possiamo avere una forza, una spinta che può portare, a piccoli passi, verso un cambiamento strutturale e non solo di facciata”.

Francesco Polo, anche lui presente ai tre giorni ad Assisi, ha affermato: “E’ uno stile nuovo che non cerca polarizzazioni. Non ci rivolgiamo contro qualcosa o contro qualcuno, ma cerchiamo di metterci a disposizione con le nostre proposte e con uno stile propositivo. Apparentemente sembra che il nostro compito sia ripudiare il mondo che abbiamo, per proporre un cambiamento, ma in realtà ciò che conta per noi è uno sviluppo intergenerazionale, non vogliamo condannare le generazioni precedenti ma lavorare per far emergere il buono che già c’è”.

Giampietro Parolin ha proseguito: “Nella visione di oggi c’è non solo una divisione del lavoro ma anche dell’etica, per cui quando sono un imprenditore, quando sono un economista ragiono in un modo e solo quando svesto i panni dell’uomo economicus provo empatia. Ecco allora che l’Economy of Francesco cerca di rimettere insieme questi pezzi d’uomo. Un’economia diversa esiste. Il cambiamento non avviene perché ci si sveglia la mattina e si dice «si potrebbe fare questa cosa». Avviene perché si è già iniziata una riflessione. Questo movimento è l’inizio di un processo, però dentro un percorso profetico di vita e di pensiero. Siamo abituati a leggere l’economia sempre con gli occhiali con cui siamo abituati a vedere ciò che ci circonda, quindi probabilmente Francesco, Ludovica e i giovani di Economy of Francesco, con questi nuovi occhiali scopriranno che ci sono molte realtà di persone, di imprese, di associazioni, di politici che vivono con prospettive nuove, etiche, eque. Solo che oggi non c’è una massa critica, cioè non si raggiunge mai un livello tale per cui il sistema cambi”.

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