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Settore alimentare traino dell’economia trevigiana

In tre anni +14% fatturato e +7% occupazione. I Sindacati: “Rimane invece disatteso l’accordo siglato con Unindustria nel 2012, per gli incentivi ai dipendenti. Visti i risultati del comparto, ci sembra il momento di applicarlo gratificando i lavoratori e rendendo ancora più competitive le nostre aziende:”

Parole chiave: agroalimentare (5), economia (89), sindacati (60)
Settore alimentare traino dell’economia trevigiana

l  comparto dell'industria alimentare è considerato tra i meno colpiti dalla crisi e ritenuto un importante traino per l'economia trevigiana sia in termini di riconoscimento delle tipicità territoriali che per il contributo alle dinamiche dell'export ( aumento di quasi il 60% per l'agroalimentare e di quasi il 75% per le bevande dal 2008)
I Sindacati trevigiani del comparto, hanno così voluto indagare gli indici di performance di 124 aziende del territorio,  selezionandole tra le società di capitali con più di 20 dipendenti.
In totale queste aziende occupano circa 3900 persone.
Nel trevigiano, i settori dell’agroalimentare godono di buona  salute  e i dati sui bilanci aziendali lo confermano. Nei quattro principali  comparti del campione preso in considerazione, (prodotti da forno, paste alimentari, bevande, lattiero caseario) seppure costantemente esposti a forte competizione sia a livello nazionale che estero, nel triennio 2011/2013 il fatturato è cresciuto mediamente del 14% mentre l’occupazione del 7%.
I fatturati in crescita ed il buon andamento produttivo generale hanno portato riflessi positivi anche sugli indicatori di redditività aziendale.
La recente ricerca pubblicata sui bilanci 2013 delle prime 500 aziende trevigiane conferma infatti le buone performance del comparto, 6 aziende tra le prime 50 e 70 sulle 500 totali per fatturato.
Anche i dipendenti sono stati protagonisti dei risultati ottenuti, come vogliono sottolineare le organizzazioni sindacali, ricordando l'apporto fattivo che hanno dato al settore, riportando così l’attenzione sul protocollo siglato  tra le categorie dell’agroalimentare di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil  e Unindustria Treviso il 9 maggio del 2012.
L’accordo prevede la possibilità, per le imprese alimentari della Provincia di Treviso, di introdurre premi aziendali ed interventi di  welfare integrativo collegati ai risultati d’impresa, al fine di incentivare incrementi di produttività ed efficienza aziendale; si sono definiti i parametri di riferimento, i valori lordi nominali del premio con riferimento agli obiettivi (da un minimo di 300 ad un massimo di 650 euro) ed eventuali interventi di welfare aziendale.
L’accordo, siglato ormai più di due anni fa, vuole quindi consegnare alle imprese trevigiane del settore uno strumento per aumentare la produttività e allo stesso tempo premiare i lavoratori che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il tutto prevede uno sgravio fiscale del 20% circa.
“Siamo convinti che misurarsi e migliorarsi faccia  bene sia alle imprese che ai loro dipendenti, le aziende che consolidano la loro presenza sul mercato, infatti, consolidano anche l'occupazione. Attualmente solo una minoranza delle aziende trevigiane applica la contrattazione aziendale sprecando, così,  gli incentivi previsti, - dichiarano Andrea Zanin  Segretario  Fai Cisl Belluno-Treviso, Gino Dal Prà Segretario Flai Cgil Treviso e Michele Gervasutti Segretario UILA Uil Belluno-Treviso  –  Considerando che i premi di produttività sono detassati per i dipendenti e possono godere della decontribuzione per i datori di lavoro, è quindi importante beneficiare di questa possibilità per aumentare la competitività della propria azienda riconoscendo, allo stesso tempo, un valore aggiunto ai lavoratori.”
“Insistiamo pertanto sull’importanza di sfruttare questa opportunità per far ottenere ai lavoratori e alle imprese i benefici previsti dagli accordi sindacali e dalla legge – incalzano le Ooss del comparto agroalimentare –  E’ per questo motivo che, con l’inizio del nuovo anno, avvieremo una  campagna di sensibilizzazione diretta al settore alimentare della provincia di Treviso, per portare a conoscenza le possibilità di questo accordo e, finalmente, applicarlo nella dovuta maniera.”

Fonte: Comunicato stampa
Settore alimentare traino dell’economia trevigiana
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