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Sfida per una bussola globale: a Venezia una convention con leader da tutto il mondo

E’ quella raccolta dall’associazione Global Youth Compass: composta da politici e imprenditori di tutto il mondo, terrà il suo convegno fondativo a Venezia, dal 4 al 6 ottobre, con ospiti da circa 25 Paesi. Del direttivo fa parte anche il trevigiano Giorgio De Carlo.

Sfida per una bussola globale: a Venezia una convention con leader da tutto il mondo

Un’opportunità per accostare il Veneto a scenari e opportunità internazionali. E per pensare “in grande” riguardo alle sfide, globali ma con indubbia valenza locale, del mondo d’oggi. La sfida sarà lanciata, non a caso, a Venezia, nel corso della convention “Compass Global Gathering” che si terrà dalla sera di giovedì 4 a sabato 6 ottobre al San Clemente Palace Kempiski. Una “bussola globale”, a questo richiama il titolo, promossa dall’associazione Global Youth Compass.
Una nuova realtà, che ha visto mettersi insieme, nel direttivo, dieci professionisti e imprenditori di tutto il mondo, tra cui un trevigiano, il fondatore e direttore dell’istituto Quaeris Giorgio De Carlo, tra i vicepresidenti dell’organismo, guidato dalla romena Oana Livia Badea. Oltre a De Carlo, l’unico altro italiano è il giovane Alex Dipalo. Gli altri membri del direttivo sono l’albanese Albjon Bodgani, la svizzera Miruna Klaus, l’indo-australiano Archie Ravishnakar, il messicano John Robert Hernandez, l’anglo-canadese Sanjay Varma, il libico Khaled Al Senussi e l’ungherese Patrik Kovacs. Tutti guidati dalla medesima aspirazione di favorire sinergie, forme di cooperazione e di dialogo nell’attuale realtà globale, puntando in particolare alla formazione dei giovani.
All’incontro di Venezia parteciperà un centinaio di leader: imprenditori, professionisti, politici e governanti di vari orientamenti (sono rappresentate in particolare le famiglie politiche europee di popolari, socialisti e liberali), provenienti da tutti i continenti e da circa 25 Paesi. Spicca la presenza dei sindaci libici di Tripoli e Bengasi, del già citato messicano Hernandez, stretto collaboratore della famiglia Bush, dell’ex premier romeno Victor Pont, dell’ex primo ministro bulgaro Sergej Stanisev, attuale leader del Partito socialista europeo, e dell’ex ministro britannico James Wharton. Ma ci sono attesi anche rappresentanti palestinesi e israeliani. Si attendono altre conferme di illustri personalità italiane e straniere. E’ stato invitato anche il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero vaticano per il servizio allo Sviluppo umano integrale. Sarà impossibilitato a partecipare,  per il contemporaneo Sinodo dei Vescovi, ma probabilmente invierà un suo rappresentante. Una “piccola Onu”, insomma.
Saranno sei i temi di confronto, corrispondenti ad altrettanti “panel”, laboratori tematici incentrati sul futuro della politica, sui cambiamenti climatici, sull’immigrazione, sull’economia digitale, sul dialogo tra religioni e culture, nell’ottica di prevenire il fenomeno del terrorismo. Un ultimo “panel” vedrà la partecipazione di una quindicina di giovani, opportunamente selezionati, che porranno domande ai vari leader.
Come accennato, tra i promotori del Global Youth Compass figura anche il trevigiano Giorgio De Carlo, noto all’opinione pubblica locale in qualità di sociologo e sondaggista. Come direttore dell’istituto Quaeris, De Carlo ha condotto in questi anni numerose ricerche sia per aziende che per leader politici e ha, in particolare, lavorato per le campagne elettorali di diversi leader, non solo in Italia e particolarmente a livello triveneto, ma anche in vari Paesi europei (tra cui la Romania, la Bulgaria, l’Albania), negli Stati Uniti (in occasione delle Presidenziali del 2012) e in Messico. Ma come mai un sondaggista figura in una realtà di questo tipo? “Si tratta - ci risponde - di un’attività distinta rispetto al mio principale lavoro, che continua a darmi soddisfazioni, dato che Quaeris è in grande crescita e stiamo pensando a ulteriori progetti particolarmente innovativi. Non nego, però, che la mia esperienza e i miei contatti internazionali hanno pesato nell’intraprendere questa avventura. Proprio lavorando all’estero, mi sono accorto che tra l’Italia e il resto del mondo c’è un gap del quale soffrono molti giovani e molti imprenditori, magari per pigrizia”. De Carlo è felice che l’associazione si presenti a Venezia: “Oggi l’Italia è negletta a livello internazionale, si taglia le gambe da sola per la poca propensione a «buttarsi» nell’internazionalizzazione e nel confronto. Eppure noi italiani abbiamo capacità e visione. L’obiettivo, sicuramente ambizioso, è portare il mondo a Venezia per colloquiare con il mondo”. Una prospettiva che “punta in particolare sui giovani - prosegue De Carlo. Nel direttivo dell’associazione io sono il «vecchietto» della compagnia, alcuni compagni d’avventura sono poco più che trentenni. Eppure hanno maturato nei loro campi un’esperienza significativa, che possono trasmettere ad altri giovani, lasciando una traccia duratura per il futuro”.
Non a caso, l’obiettivo è di creare qualcosa di duraturo: “Pensiamo di dare al convegno una cadenza annuale e di celebrarlo sempre a Venezia”, dice De Carlo. Che conclude: “Anche a livello locale, per esempio parlando con la Regione, ho trovato interesse per l’esperienza. Penso che per il nostro territorio si tratti di una bella occasione”.
Bruno Desidera

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