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Sindaci e Fism insieme: "Stato e Regione facciano di più per le materne non statali"

Incontro ieri tra Anciveneto e i rappresentati della Fism e della Conferenza Episcopale del Triveneto

Parole chiave: fism (102), asili (71), sindaci (135), scuola dell'infanzia (39), anci (96), scuola (567)
Sindaci e Fism insieme: "Stato e Regione facciano di più per le materne non statali"

Lo Stato contribuisca di più per le materne paritarie e la Regione Veneto si faccia valere in tal senso. E’ la richiesta emersa all’incontro di ieri tra Anciveneto e i rappresentati della Fism e della Conferenza Episcopale del Triveneto (Cet), tenutosi a Zelarino nel Veneziano. «Le 1167 scuole venete dell’infanzia incluse nell’accezione di paritarie, parrocchiali e non solo, continuano a soffrire per il poco sostegno da parte dello Stato italiano –ricorda il presidente dell’Anci regionale Giorgio Dal Negro, presente ieri assieme al vicepresidente Pier Antonio Tomasi- Hanno tagliato le risorse per tutti gli istituti “privati”, ma si dimenticano della specificità veneta dove più del 65 per cento di queste strutture non è statale. E, paradossalmente, sono proprio queste ultime a garantire un netto risparmio alle casse statali». Scorrendo i dati discussi ieri con il presidente della Fism Veneto Ugo Lessio e il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo (in veste di responsabile Cet per la commissione scuola), si notano costi ridotti a meno della metà: per un bambino che frequenta una materna parrocchiale vengono spesi 2960 euro all’anno, per uno iscritto alle comunali 5120 e per una statale 6351. «Dei 2960 euro, quasi il 62 per cento li mette mediamente la singola famiglia, un 14 per cento mediamente la municipalità (anche se i contributi variano moltissimo nei singoli casi) e il resto viene da Regione e ministero –continua Dal Negro- considerando che dei 581 comuni veneti ben 298 hanno solo paritarie nel loro territorio e altri 157 ne hanno comunque almeno una, e che gli stessi enti locali soffrono già per il taglio di trasferimenti noto a tutti, si rischia di privare tanti bambini e genitori di un servizio importantissimo».
Ecco, perciò, che lo stesso Dal Negro pone paletti precisi in vista del prossimo incontro con la Fism, previsto a metà marzo in luogo da destinarsi: «Da Roma devono essere aumentati i fondi in questo senso. C’è però bisogno che anche la Regione faccia la voce grossa, per cui auspico che il governatore Luca Zaia (con cui contiamo di tornare a parlare a breve) ritorni sull’argomento alla prossima conferenza Stato - Regioni».

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