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Sme: lavoro, etica e coraggio

Renato Sartorello, titolare del Gruppo, scomparso qualche settimana fa, non ha mai aperto di domenica, per scelta

Parole chiave: sme (2), renato sartorello (1), lavoro (298), economia (140), ecologia integrale (5), aperture domenicali (5), negozi (8), grande distribuzione (7)
Sme: lavoro, etica e coraggio

Le  liberalizzazioni della distribuzione che hanno preso avvio a fine anni ’90 hanno cambiato progressivamente la fisionomia dei consumi, dei territori agricoli del nord, dei centri storici, hanno imposto un cambiamento profondo nei tempi di lavoro e una conseguente maggiore flessibilità nei contratti.

Cambiando in maniera importante i tempi delle relazioni e i ritmi delle famiglie. Ognuno può essere contemporaneamente, nell’ingranaggio che si è creato, sicuramente consumatore, ma anche lavoratore, produttore, distributore, oltre che sempre e comunque cittadino. I vantaggi di una distribuzione diversificata, maggiore offerta, contenimento dei prezzi, comodità nei tempi d’acquisto hanno avuto alcune contropartite importanti. Fra tutte il sacrificio di suolo per le (troppe) aree commerciali e la difficoltà di creare un orario di lavoro compatibile con una vita di relazione.

Quando si parla di ecologia integrale, troppo spesso si ignora il cambiamento di vita che la società del consumo, creata per favorire sempre maggiori bisogni e non per soddisfare la domanda, ha provocato. Qualche giorno fa è scomparso Renato Sartorello, titolare del Gruppo Sme, azienda con oltre mille dipendenti, della distribuzione di mobili elettrodomestici e casalinghi. Un colosso nostrano della grande distribuzione. Per volontà del titolare, per rispetto dei tempi di riposo del personale, Sme non ha mai aperto di domenica se non nei periodi natalizi.

Questa decisione e la motivazione che ne sta alla base meritano di essere raccontati da questa Commissione Pastorale del Lavoro. E’ una decisione che riempie di contenuto il senso del riposo e quindi anche il senso del lavoro. Andrebbe celebrata anche dalle organizzazioni di tutela dei lavoratori. Ma anche da quelle degli imprenditori. Andrebbe sostenuta anche nei confronti di chi usa strumentalmente e sfacciatamente ogni festività (anche le più delicate) per fare business agganciati solo a parametri finanziari spesso lontani da ogni logica imprenditoriale e di mercato. Scelte imprenditoriali sicuramente fonte di danno sociale di cui si stanno vedendo da tempo gli effetti, che favoriscono una società fondata sull’individuale spesso a discapito se non contro il comunitario, irrobustiscono il senso di anonimato per ognuno di noi, che poi è il primo passo verso una sempre maggiore de-responsabilizzazione, verso gli altri e verso il futuro. Per  questo è giusto sottolineare la scelta di Renato Sartorello e del Gruppo Sme di mantenere per sé e per i propri dipendenti il tempo del riposo. E ricordarla.

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