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Statuto veneto: il Pd presenta una legge istitutiva della Conferenza delle autonomie locali

E’ uno degli organismi di partecipazione previsti dal nuovo statuto regionale e che ancora mancano all’appello, ma nelle ultime settimane sono state depositate ben due proposte di legge per dare vita al Consiglio delle autonomie locali: prima in ordine di tempo è arrivata quella della Giuntae, poi quella depositata ieri dal Partito democratico

Statuto veneto: il Pd presenta una legge istitutiva della Conferenza delle autonomie locali

E’ uno degli organismi di partecipazione previsti dal nuovo statuto regionale e che ancora mancano all’appello, ma nelle ultime settimane sono state depositate ben due proposte di legge per dare vita al Consiglio delle autonomie locali e dare così attuazione all’articolo 16 della carta statutaria. Prima in ordine di tempo è arrivata quella della Giunta regionale, seguita a ruota dalla proposta depositata ieri dal Partito democratico, primo firmatario Bruno Pigozzo. “Ci siamo affrettati a depositare un testo diverso da quello della Giunta – spiega Pigozzo – per evitare al Veneto inutili doppioni,. La proposta della Giunta disegna profilo, compiti e funzioni del nuovo Consiglio delle autonomie locali attenendosi a quanto previsto dallo Statuto, ma non abolisce l’attuale Conferenza permanente delle autonomie locali, organismo ristretto di rappresentanza che rimarrebbe in vita per dare pareri consultivi alla Giunta nella fase di progettazione di leggi e provvedimenti. Secondo noi, invece, l’organo di rappresentanza delle autonomie locali dovrà essere uno soltanto e dotato di tutti i poteri di proposta, indirizzo e cooperazione previsti dallo statuto regionale”. Il Veneto – sottolinea Pigozzo, che è uno dei due rappresentanti del Consiglio nella Conferenza permanente delle autonomie locali – è una delle ultime regioni a non aver ancora istituito il cosiddetto Cal (Consiglio delle autonomie locali). “Con la nostra proposta – aggiunge il consigliere Pd – intendiamo sollecitare il Consiglio ad affrettare i tempi e a provvedere subito al varo della legge istitutiva, in modo che le autonomie locali abbiano il loro organo di rappresentanza regionale a partire dalla nuova legislatura. In questa fase di riforma dell’architettura dello Stato, di revisione costituzionale e di ridisegno delle competenze tra centro e periferia, è fondamentale coinvolgere anche i comuni, le unioni, le comunità montane e quel che resta delle province nei processi decisionali del governo regionale”. La proposta del Pd consta di 17 articoli e disegna un Consiglio delle autonomie locali a rappresentanza variabile, composto cioè da membri di diritto, membri elettivi e da eventuali altri partecipanti privi però di diritto di voto. Saranno componenti di diritto i presidenti delle province venete, i sindaci dei comuni capoluogo, il sindaco della città metropolitana (quando ci sarà), il presidente dell’Anci; su base elettiva invece verranno nominati due sindaci per ogni provincia (o città metropolitana), un rappresentante delle Unioni montane e uno delle Unioni di comuni. Potranno inoltre partecipare al Consiglio delle autonomie, ma senza diritto di voto, i presidenti della Giunta e del Consiglio regionale (o un loro delegato), l’assessore agli enti locali e, su decisione dell’ufficio di presidenza del Cal, alcuni rappresentanti delle autonomie funzionali del Veneto, vale a dire università, camere di commercio, rappresentanti di specifiche aree territoriali. I componenti in totale non potranno essere più di 30. Così come indicato dallo statuto della Regione, la proposta di legge istitutiva prevede che il Cal rimanga in carica per l’intera legislatura (5 anni), abbia un suo presidente e un suo ufficio di presidenza eletto tra i componenti e che i membri non percepiscano indennità ma solo rimborso spese. Per il funzionamento dell’organo la proposta di legge del Pd (così come quella della Giunta) prevede una copertura finanziaria di 74 mila euro, in quanto sede e risorse umane di supporto dovranno essere garantite dal Consiglio regionale del Veneto. Il Cal svolgerà attività consultiva esprimendo pareri obbligatori su leggi e delibere in itinere, ma potrà anche presentare proposte di legge, proporre ricorsi alla Corte Costituzionale, presentare osservazioni su provvedimenti e atti della Giunta. Le sedute saranno pubbliche, pareri e atti saranno resi pubblici nel sito del Consiglio regionale del Veneto. Nella proposta di legge del Pd si prevede, infine, che ogni anno il Cal presenti un rapporto annuale sullo stato delle autonomie locali in Veneto e che ne discuta il Consiglio regionale in un’apposita seduta congiunta aperta ai rappresentanti delle autonomie locali.

Fonte: Comunicato stampa
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