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Superbonus, Comuni intasati dalle pratiche edilizie

L’Associazione Comuni ha inviato ai parlamentari veneti cinque proposte migliorative per sbloccare il “collo di bottiglia” nei Comuni e incentivare la messa a terra della misura di rilancio.

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Superbonus, Comuni intasati dalle pratiche edilizie

Superbonus 110%, l’Associazione Comuni ha chiesto ai parlamentari veneti, con una lettera inviata nelle scorse settimane, di farsi parte attiva per la modifiche della normativa.

I Comuni trevigiani, infatti, sono in difficoltà: ingolfati dalle pratiche edilizie, pur non volendolo stanno facendo da “collo di bottiglia” nella messa a terra di questa misura così importante per il rilancio dell’economia del nostro territorio e la riqualificazione “verde” del suo patrimonio edilizio.

«Il Superbonus ha dato un nuovo impulso alla nostra economia – constata Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana -, ma ha anche comportato un aggravio dell’attività istruttoria per le strutture tecniche dei nostri Comuni, non solo i piccoli e i medi. Infatti non avendo gli archivi informatizzati, non è possibile accedervi in modalità smart working, rallentando così le risposte ai cittadini. Ai nostri parlamentari abbiamo segnalato le modifiche necessarie alla disciplina che regola il Superbonus, che oltretutto ha una notevole difficoltà applicativa».

Sono cinque i punti evidenziati nella missiva:

1. L’estensione della durata della misura al 31 dicembre 2024 “considerati i tempi di programmazione e gestione dei procedimenti e degli interventi”;

2. Lo snellimento delle procedure di selezione per l’assunzione (a termine) di professionalità da dedicare all’istruttoria delle pratiche edilizie, alle pratiche di riqualificazione energetica e ambientale e quelle di controllo e messa in sicurezza del territorio “sottraendo tali assunzioni al limite massimo di spesa annua corrispondente a quanto speso nel 2009 allo stesso titolo o per assunzioni a tempo determinato”. Quello attuale infatti è “un paletto vecchio (…) che ha eroso progressivamente la capacità di assunzione del personale da parte dei Comuni”;

3. Lo snellimento, e il relativo taglio dei tempi e dei costi, delle procedure di istruttoria delle pratiche edilizie relative al Superbonus “con applicazione del principio di affidamento e del silenzio-assenso per le asseverazioni tecniche dei professionisti”;

4. L’uniformità nei prezzi di tali pratiche edilizie che “dovrebbero riferirsi a costi standard, per evitare aggravi procedimentali e disparità di trattamento”;

5. L’estensione dell’applicabilità del Superbonus agli edifici di categoria catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) anche per incentivare la rigenerazione dei centri storici e dei borghi diffusi, caratterizzati dalla presenza di dimore storiche e ville venete.

L’Associazione Comuni della Marca Trevigiana ha condiviso queste proposte con le rappresentanze delle imprese e dei professionisti al tavolo tecnico di lavoro sul Superbonus istituito dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno.

Fonte: Comunicato stampa
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