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Superbonus per le ristrutturazioni, artigiani: "Servono regole certe"

Cna Veneto chiede proroghe agli incentivi anche per i lavori sulle abitazioni indipendenti e l'eliminazione del tetto Isee. In regione nel 2020 sono state effettuate detrazioni per quasi un miliardo di euro

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Conferenza stampa cna

Secondo i dati presentati da Alberto Cestari, ricercatore dell’osservatorio Economia e territorio di Cna Veneto, nel 2020 gli importi in detrazione presentati nelle dichiarazioni dei redditi e relativi ai bonus dell’edilizia in Veneto sono pari a 952 milioni di euro (+10,3% sul 2019). Il 73,8% di questo importo, oltre 700 milioni di euro, riguarda lavori già conclusi. Il settore delle costruzioni è decisamente tra quelli più in crescita in regione, tanto che la variazione tra valore aggiunto nel 2019 e 2021 registra un +12,9%.

Questo nonostante gli occupati non abbiano ancora raggiunto i numeri del pre-Covid e tantomeno quelli precedenti alla crisi economica del 2008. Alla data del 31 ottobre erano stati ammessi al Superbonus 7.237 riqualificazioni. Il Veneto si afferma così la seconda regione italiana per interventi, dietro alla Lombardia. Solo il 30% degli investimenti riguarda condomini, mentre il resto è dedicato a edifici unifamiliari e indipendenti.

Soprattutto alla luce di questo ultimo dato, il neo presidente di Cna Veneto Moreno De Col ha lanciato un appello al Parlamento, affinché siano prorogate le scadenze per poter usufruire del Superbonus per le abitazioni indipendenti e affinché venga tolto il tetto dell’Isee. Anche a causa di tutte le difficoltà burocratiche che chi voleva usufruire dell’incentivo ha incontrato nell’ultimo anno, che hanno sicuramente rallentato delle pratiche per l’inizio dei lavori.

“Il settore - l’appello di De Col - ha bisogno di chiarezza per operare in tranquillità”. “Le tempistiche per le case indipendenti - ha chiarito - non sono sufficienti per poter usufruire a pieno del bonus nel nostro territorio dove alle palazzine delle grandi città prevalgono le case costruite negli anni ’60 e ’70 nei paesi. I ritardi nelle richieste sono dovuti alla confusione normativa, nonché alle difficoltà oggettive nel reperimento e all’aumento dei prezzi delle materie prime. Inoltre nel settore, dalla crisi del 2008, manca il personale qualificato. Andrebbe bene anche una percentuale più bassa di beneficio, purché sia prorogata la scadenza. Il Governo non pensi solo ai costi, ma anche ai benefici sull’economia e sull’ambiente”.

Un’ultima battuta il presidente l’ha riservata al provvedimento contro le frodi, auspicando che il comportamento disonesto di alcuni non penalizzi le imprese per bene con ritardi nell’ottenimento dei fondi, che creerebbero problemi di liquidità e il blocco della ripresa economica.

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