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Superstrada, i lavori rischiano di fermarsi. Ma si apre un tavolo per risolvere l'impasse

Vertice a Roma: ministro Del Rio promette a Zaia di adoperarsi per assicurare la sostenibilità finanziaria dell'opera. La richiesta della Regione è che la Cassa depositi e prestiti dia il via libera ai “project bond” per finanziare l’opera. Puppato accusa: "Il Governo deve coprire gli errori della classe politica veneta".

Superstrada, i lavori rischiano di fermarsi. Ma si apre un tavolo per risolvere l'impasse

Il lavori della Superstrada pedemontana rischiano di fermarsi. Il ministro Del Rio promette a Zaia di adoperarsi per assicurare la sostenibilità finanziaria dell'opera. La richiesta della Regione è che la Cassa depositi e prestiti dia il via libera ai “project bond” per finanziare l’opera. E scoppia la polemica politica , con un durissimo botta e risposta tra la sen. Laura Puppato e l’assessore regionale Elena De Berti.

 

Puppato: rivedere i pedaggi, se paga solo lo Stato

“Il Governo chieda alla Regione di rivedere il calcolo dei pedaggi sulla Pedemontana, perché i Veneti non paghino due volte l’opera, una con i contributi e facendo da garante al debito e un'altra volta con il pedaggio sine die. Se sarà lo Stato a garantire i fondi necessari per realizzare in-te-gral-men-te la Pedementana non si capisce perché non si sia verificata solvibilità dell'impresa promotrice della strada, prima di affidarle oltre 2 mld di lavori, non si capisce dove stia il rischio di impresa se a pagare c'è solo lo Stato, a questo punto rivalutiamo il progetto, al fine di rendere questa strada a pedaggio gratuita per i Veneti. Se dobbiamo regalare soldi a qualcuno meglio regalarli ai Veneti, annullando i pedaggi, visto che sono senza strade e la Regione ha regalato loro solo costi e debiti sotto forma di pedaggi..”. Lo dice Laura Puppato, intervenendo nuovamente sulla superstrada veneta.

“L’intervento del Governo va a coprire gli errori della classe politica regionale veneta, errori perpetuati in perfetta continuità, anche nelle plurime inaugurazioni avvenute negli ultimi 10 anni, tra Galan e Zaia, ma è tempo che chi ha sbagliato sia messo di fronte alla responsabilità politica di scelte che hanno portato all’esplosione di costi e di tempi fino alla beffa di dover richiedere l’intervento del Governo centrale, già peraltro ottenuto per poter avviare i lavori con un beneficio anticipato di ben 370milioni - ha detto ancora Puppato - qui l'unico che paga è lo Stato, Zaia inaugura mentre i contribuenti Veneti pagheranno caramente gli errori della politica veneta, perché la Pedemontana, stante così le cose, verrebbe pagata due volte”.

 

“Luca Zaia non pensi di portare a casa questo risultato come sua vittoria, è un fallimento su tutta la linea, a cui il Ministro Delrio è chiamato a porre rimedio. A questo punto bene guardarci dentro, pagare le insolvenze di 180gg delle imprese che vi hanno lavorato e realizzare una superstrada senza pedaggi a servizio del territorio e con accessi frequenti secondo il modello Nesi del lontano 2001” ha concluso.

 

De Berti: “Sciocchezze, non sai di cosa parli”

“Le sciocchezze che dice la Senatrice Puppato sulla Pedemontana non sono neppure degne di commento. E’ delirante che un Senatore della Repubblica, già Sindaco di Montebelluna, faccia affermazioni stravaganti e intrise di veleno e per nulla costruttive”. A dirlo è l’assessore alle infrastrutture della Regione del Veneto, Elisa De Berti, replicando alle affermazioni della sen. Laura Puppato in merito alla realizzazione della Pedemontana.

 

“La Senatrice Puppato – prosegue l’assessore veneto - si metta d’accordo con la sua Capogruppo in Consiglio Regionale che è di tutt’altro avviso. Per fortuna all’interno del Partito Democratico ci sono persone che responsabilmente hanno compreso l’importanza dell’opera e la necessità di risolvere questo stallo solamente burocratico. Queste persone rispondono al nome di Graziano Delrio e Alessandra Moretti”.

“Evidentemente la Senatrice Puppato vuole il blocco dell’opera – puntualizza l’assessore De Berti -  e non si preoccupa dei soldi che avanzano le imprese che stanno lavorando, dei pagamenti agli espropriati e alla perdita del lavoro da parte di più di 1500 persone. Le sue preoccupazioni evidentemente sono altre. Comunque ricordo alla Senatrice Puppato che la Cassa Depositi e Prestiti, oggetto di questa impasse su Pedemontana, è partecipata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e non dalla Regione Veneto. Quindi è il Governo che deve precisare le sue intenzioni”.

“Dalle sue dichiarazioni – conclude l’assessore - è peraltro evidente che la senatrice non sa di cosa sta parlando: i soldi (1 miliardo 600 milioni) ci sono, il Concessionario li  ha recuperati sul mercato attraverso la banca JP Morgan. Non si va dunque al Ministero a chiedere soldi. Si va soltanto a chiedere di combattere la burocrazia che sta bloccando la prima e più importante opera in via di realizzazione in Italia. E che peraltro fra due anni sarà completata e operativa. Come hanno chiesto tutti i sindaci della zona”.

 

La preoccupazione degli artigiani

Lo stop ai lavori della Pedemontana Veneta sarebbe un danno gravissimo per tutto il sistema economico regionale ed un ritardo inaccettabile nella realizzazione di un’arteria (di quasi 100 kilometri), di fondamentale importanza per il movimento di merci e persone nel Veneto. Una superstrada a doppia corsia a pedaggio, con esenzione temporanea a scalare per i residenti di 70 comuni trevigiani e vicentini più direttamente coinvolti dal tracciato e che si stima sarà percorsa da 30mila veicoli al giorno”. Ad affermarlo è Luigi Curto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto. “Rivolgo un appello alla politica regionale e nazionale affinché non si accumulino ritardi con il rischio che l’opera diventi un’eterna incompiuta”.

“Sulla base del monitoraggio dello stato di avanzamento lavori –spiega il Presidente-, possibile grazie allo specifico osservatorio Dinamis appena avviato dalla Confartigianato Imprese Veneto sulle infrastrutture materiali ed immateriali, rileviamo che ormai è trascorso il 45% del tempo utile per la realizzazione dell’opera e sono stati contabilizzati lavori per un importo pari al 15% dell’investimento previsto. Qualora sia necessario investire risorse private, secondo la filosofia del project financing, questo deve essere fatto con la massima priorità nell’esclusivo interesse dei veneti che hanno diritto ad una mobilità dinamica ed efficiente”.

“Purtroppo -prosegue il Presidente- a quasi 5 anni – era il novembre 2011 - dalla posa della prima pietra della superstrada, oggi, anziché iniziare a pensare ai festeggiamenti per la sua apertura –così era nelle dichiarazioni di allora- ci troviamo di fronte ad una minaccia di interruzione dei lavori. Se ai ritardi nei lavori pubblici siamo orami abituati, quello che non si può proprio spiegare è che adesso si discuta ancora di interessi che nulla hanno a vedere con quelli dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese e degli artigiani. Non è accettabile che proprio quando il traffico pesante sulle nostre autostrade si avvicina ai livelli pre crisi (Autovie Venete, 7 luglio 2016) rimandandoci dei segnali incoraggianti – se i camion circolano è perché le nostre imprese producono ed esportano -  si discuta di nuovo di clousing finanziario dell’opera. Chi va a spiegarlo ai nostri cittadini e alle nostre imprese?”

Fonte: Dire
Comunicato stampa
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