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Superstrada pedemontana veneta quasi completa, arriveranno i capannoni?

L'ultimo tratto trevigiano della Spv, il collegamento con l'A27, è pronto. Ma esplode un'altra polemica sull'uso del suolo. 

Superstrada pedemontana veneta quasi completa, arriveranno i capannoni?

Il manto d’asfalto è già steso, la segnaletica orizzontale tutta tracciata: alla vista, il collegamento tra il casello di Spresiano della Superstrada pedemontana veneta, Spv, e l’autostrada A27, sembra già percorribile. Un breve tratto, neanche due chilometri, che unisce il casello di Spresiano con lo svincolo.

Per ora non si parla di inaugurazioni di questo tratto che dovrebbe, a detta di tutti, fare la differenza e consacrare definitivamente la Superstrada come arteria privilegiata per gli spostamenti da e per la Pedemontana di Vicenza e di Treviso.

Zone industriali vicine ai caselli

Non si abbassa, però, la polemica. Fin dalla sua progettazione questa strada ha sempre fatto parlare, lo fa anche oggi quando si ragiona dei terreni limitrofi ai caselli.

Secondo il responsabile Ambiente del Partito democratico del Veneto, Matteo Favero, si sta innescando una corsa alle aree che più facilmente accedono ai caselli della Spv. La convenzione stipulata con la Regione Veneto prevede che sia la Regione, e non il Comune, a decidere sui piani urbanistici delle aree che si trovano nel raggio di due chilometri rispetto ai caselli. 

Durissimo il commento di Favero: “E’ paradossale che si pensi a costruire altre zone industriali in Veneto. A Treviso ci sono già tante aree produttive, con capannoni vuoti o dismessi, e si pensa a realizzarne un’altra a Ponzano Veneto, tra l’altro a pochi chilometri da quella di Villorba. Possibile che sindaci i quali, a parole, si dicono a sostegno della tutela dell’ambiente, vedasi il caso di Cava Morganella, diano poi il via libera a operazioni imprenditoriali che sfregiano ancora una volta il nostro territorio?”. 

Bersaglio di Favero è il sindaco di Ponzano, Antonello Baseggio, che da un lato fa dichiarazioni ambientaliste su cava Morganella e dall’altro ha mandato in Regione per la sua approvazione una variante per l’utilizzo come zona industriale dell’ex area dismessa da Veneta Strade.

Favero (Pd):“Logica da cambiare”

“La logica è sempre quella di recuperare soldi dagli oneri di urbanizzazione. Non si pensa alle conseguenze di un possibile centro logistico in quell’area. Consumiamo ancora territorio. Il suolo consumato in provincia di Treviso nel 2021 era pari complessivamente a 41.503 ettari, il 16,7 per cento del totale, contro una media regionale dell’11,9 per cento e nazionale del 7,21 per cento. La Marca è al settimo posto in Italia per percentuale di territorio utilizzato sul totale, seconda in Veneto solo a Padova”.

Non interessa che quel terreno sia già compromesso. Favero chiede di rovesciare la filosofia, e fare progetti che pensino a un futuro ecocompatibile. “Perché non realizzare in quell’area un bosco urbano, c’è tanto bisogno di vegetazione in pianura Padana, dove ogni anno si sfondano i limiti di pm10. Oppure si potrebbe pensare a un campo fotovoltaico inserito in una comunità energetica. L’iniziativa sarebbe sostenuta dagli incentivi governativi”.

Secondo Favero non è vero neppure che solo il centro logistico produca occupazione. “Perché attività rispettose dell’ambiente non creano lavoro? Il bosco urbano deve essere realizzato e manutenuto, come pure il campo fotovoltaico. Abbiamo 11mila capannoni dismessi in Veneto, facciamo là il centro logistico”. Neppure i centri direzionali rappresentano un futuro. “Con aziende che si affidano sempre  di più allo smart working siamo proprio sicuri che avremo bisogno ancora di spazi per uffici e front office per utenti ormai abituati all’online?”.

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Il sindaco di Ponzano Veneto, Baseggio: "Rivalutiamo solo un'area degradata"

“E’ un’area degradata. C’è l’amianto. Era presente una discarica. Farne la terza zona industriale di Ponzano era la soluzione migliore”. Difende la scelta della variante per l’ex area Veneta Strade il sindaco, Antonello Baseggio. Si parla di un’area produttiva di quasi 50 mila metri quadrati, lungo la Postumia romana. Saranno due lotti per complessivi 22 metri quadrati coperti. Se la Regione darà il via definitivo se ne occuperà la società Edilcrema, che ha investito nel 2019 più di un milione di euro. L’area potrà contare anche sulla vicinanza del casello di Povegliano della Spv. Forse le ditte di logistica potrebbero essere interessate, anche se la viabilità verso Povegliano passa per il centro abitato.

“Noi abbiamo approvato un’area artigianale - precisa Baseggio . Un’area pensata per gli imprenditori. Se poi ci sarà attività di logistica lo verificheremo, ma per ora non è questo il problema”. 

Il rimprovero, gli obiettiamo, è di non aver pensato al fotovoltaico e al verde. “Al verde, a boschi e alberi era proprio impossibile, in zona è presente amianto e non possiamo piantare alberi. Farne un bosco da frequentare, meno che meno. Invece, al fotovoltaico abbiamo pensato. L’area della vecchia discarica, su cui non si può costruire nulla, sarà un parco fotovoltaico. Credo che per un’area così compromessa abbiamo fatto scelte possibili e utili”. 

Nel commentare il ruolo della Spv, il sindaco conferma che l’accesso a Povegliano è vicino, ma per ora non si è notato nessun mutamento nelle abitudini degli automobilisti. Nella Postumia romana il traffico non è diminuito, ma neppure è aumentato il traffico da sud a nord, su via Roma e la provinciale per Camalò, strade che salgono verso il casello di Povegliano. Ad oggi la Spv non ci sembra molto trafficata”. 

Più preoccupato il sindaco di Povegliano, Rino Manzan, che forse non si aspettava la terza zona industriale a due passi da Povegliano, e con l’itinerario per arrivare al casello che passa per il suo centro abitato. “Questo progetto mi preoccupa. La bretella, che dal casello doveva arrivare fino a Paderno, è stata scartata dai miei predecessori, o meglio hanno ritirato un ricorso al Tar in cambio della copertura dei costi di progettazione da parte della Sis, realizzatrice della Spv. Ora, però, la Regione non ha gli undici milioni necessari per realizzare la bretella”.

Un altro problema nato dalla mancata realizzazione della viabilità di collegamento alla Spv. “Finora la Superstrada pedemontana veneta non ha cambiato la distribuzione del traffico, il «conta auto» nel centro di Povegliano - conclude il sindaco - non ha registrato aumenti dopo l’apertura del casello. Quando sarà aperto il collegamento con la A27, sarà un’altra storia”. 

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