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Tangentopoli Veneta, il mondo della politica attonito e disorientato

Si moltiplicano le reazioni politiche. Manildo: "Ma la Città metropolitana non si fermi". Cacciari: "Non mi hanno ascoltato". I 5 Stelle: "Solo la punta di un iceberg".

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Giancarlo Galan e Renato Chisso

Non si contano le reazioni da parte del mondo politico locale, oltre che nazionale, e della società civile all’ondata di arresti della Procura di Venezia per l’indagine sul Mose. Sono giunte attraverso comunicati stampa e i social network, Ecco le principali.

 

Francesca Zacccariotto, presidente Provincia di Venezia. «Sono rimasta esterrefatta per quanto accaduto, e prendo atto che c’è un’indagine in corso. Mi colpisce soprattutto da un punto di vista umano, perché si tratta di persone che conosco bene, e mi auguro che tutto si possa risolvere nel migliore dei modi per loro e per le loro famiglie, e anche nell’interesse dei  cittadini e della città di Venezia».

 

Giovanni Manildo, sindaco di Treviso. "Sono sconcertato. L'indagine della Procura di Venezia delinea un preoccupante intreccio tra potere politco, anministrativo ed economico. Per quanto riguarda poi il coinvolgimento della Regione credo che siamo davanti ad un sistema e a un funzionamento che devono certamente cambiare. Il coinvolgimento di Chisso, uno degli assessori più importanti delle giunta Zaia, pone serie questioni anche sul governo della Regione. Per quanto riguarda il Comune di Venezia credo che l'indagine avrà serie ripercussioni sia a livello comunale che regionale. Il coinvolgimento del sindaco Orsoni in questa vicenda mi lascia incredulo e appunto sconcertato. Non dobbiamo però abbandonare, al di là degli interpreti, i progetti avviati in particolare quello della Città metropolitana".

 

I parlamentari veneti del Movimento 5 Stelle. “Il Mose è solo la punta di un iceberg. Gli arresti di stamane confermano che in Veneto vige un circuito perverso e corrotto Nell’assegnazione degli appalti per le grandi opere. Un sistema che, come nel caso dell'Expo, coinvolge il mondo politico di destra e di sinistra riproponendoci, dopo oltre 20 anni, gli orrori di una nuova Tangentopoli".

Lo dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle.
 “Auspicando che il Parlamento si esprima quanto prima per dare l'autorizzazione a procedere all'arresto nei confronti dell'ex ministro Galan, chiediamo inoltre - concludono i parlamentari - che il ministro Lupi riferisca in tempi rapidi sull'attuale stato delle commesse degli appalti veneti”.

Andrea Zanoni, parlamentare europeo uscente del Pd. “Serve una legge che preveda dei controlli speciali sin dal nascere di ogni appalto relativo alle opere pubbliche, non e’ tollerabile che le opere italiane costino anche il doppio di quanto costano nei paesi fondatori dell’UE, bisogna scardinare l’intreccio tra potere politico, amministrativo ed economico una volta per tutte senza guardare in faccia a nessuno”.

Laura Puppato, senatrice Pd. ''Dall'inchiesta sul Mose viene fuori la parte peggiore della politica del passato e tutti gli errori che sono stati fatti in merito ai modelli applicati per realizzare le infrastrutture. Quello che ho sempre contestato, fin da quando ero capogruppo del Pd nel consiglio regionale del Veneto, e' che per i lavori in Italia si sia sempre agito o in emergenza o comunque, come con la legge obiettivo, in deroga alle normative, creando un'area opaca in cui venivano a mancare trasparenza e garanzie e in cui potevano purtroppo proliferare meglio corruzione e infiltrazioni di ogni tipo. Questa e' la vecchia guardia, noi con Renzi stiamo voltando pagina da tutto questo''. Lo dice la senatrice del Pd Laura Puppato, eletta in Veneto. ''Quel che mi stupisce - prosegue Laura Puppato - e' che tra le figure coinvolte ci sia il sindaco Orsoni, sulla cui moralità non avevo dubbi e sul quale sospendo il giudizio e mi riservo di approfondire.

Antonino Pipitone, Idv: Antonino Pipitone, capogruppo di Italia dei valori in Consiglio regionale, sollecita una convocazione urgente e straordinaria dell'assemblea legislativa del Veneto, dopo le prime notizie sugli arresti per le tangenti veneziane del Mose. ''Il Veneto non appare immune dalle nuvole che si addensano su progetti milionari e intrecci tra mondo degli affari e della politica - dichiara - L'anno scorso, quando esplose il caso Mose, dicemmo che si scorgevano all'orizzonte i prodromi di una tangentopoli veneta. E chiedemmo al presidente del Consiglio regionale di convocare una seduta straordinaria sulla questione. Ora ribadiamo questa richiesta, preoccupati piu' che mai. E' giunto il momento di tracciare una linea. La politica faccia chiarezza subito, non si rifugi nel silenzio''.

Matteo Salvini, segretario Lega Nord. “È terribile, l'inchiesta riguarda non solo politici ma anche ex uomini della Questura, della Guardia di finanza oltre a cooperative e imprenditori, cioè quasi un 'pacchetto completo'". Così Matteo Salvini, in diretta ad Agorà su Rai3, a proposito dell'inchiesta sul Mose, sottolineando di non ritenerla una "inchiesta a orologeria". Il segretario del Carroccio si dice certo dell'estraneità della Lega sulla vicenda e pronto a "mettere la mano sul fuoco" per quanto riguarda la posizione di Luca Zaia, governatore veneto. 

Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia. «Le mie posizioni sono da molto tempo conosciute: da sindaco, durante i governi Prodi e Berlusconi, avviai un processo di verifica ed in tanti passaggi ebbi modo di ripetere, senza essere ascoltato, che le procedure assunte non permettevano alcun controllo da parte degli enti locali e che il Mose si poteva fare a condizioni più vantaggiose».
 Così l'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, intervistato da Radio Città Futura, subito dopo la notizia dell'ondata di arresti disposti dalla procura di Venezia. «Sì, ammetto - dice - sono stupito. Ho sempre contestato le procedure assunte per dare il via ai lavori del Mose, ma non pensavo certo a provvedimenti della magistratura nei confronti dell'attuale sindaco». Negli anni del governo Prodi, all'ultima riunione del Comitatone, che diede il via libera al proseguimento dei lavori del Mose - ricorda Cacciari - fui l'unico a votare contro, con il solo sostegno di una parte del centrosinistra. Da allora non me ne sono più interessato».

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