Società e Politica
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Tessuto etico da ricostruire

Se ci spaventa persino l'organizzazione delle Olimpiadi

Tessuto etico da ricostruire

E così Matteo Renzi candida l’Italia a ospitare le Olimpiadi del 2024. Al centro del progetto la capitale Roma, con il coinvolgimento di altre città: da Firenze, a Napoli, alla Sardegna. Da gennaio partirà il Comitato promotore. Il termine ultimo per presentare le candidature è il 15 settembre 2015. L’assegnazione avverrà nel 2017.
L’ultima volta che il nostro Paese ospitò i giochi olimpici fu nel 1960, 55 anni fa. La candidatura dunque dovrebbe essere quasi naturale e potrebbe essere una grandissima opportunità economica e di promozione. Ma il condizionale è d’obbligo. Diciamocelo: le preoccupazioni al riguardo sono molte. La scelta dell’Esecutivo avviene in un momento particolarmente delicato per il Paese: le difficoltà economiche sono ancora tutte presenti e con esse la scarsità di risorse e poi, soprattutto, siamo ancora storditi e scandalizzati per quanto sta emergendo su Mafia Capitale. E così quella che dovrebbe essere un’occasione unica di sviluppo e crescita rischia di essere percepita come un pericolo.
E se anche questa volta non riuscissimo a realizzare tutto con trasparenza, rispettando le previsioni di costi, evitando corruzioni e illegalità? Dopo l’Expo, il Mose, Mafia Capitale, non c’è il rischio di dover fare i conti con l’ennesimo scandalo anche sulle Olimpiadi? Quanti affaristi hanno stappato la bottiglia alla notizia di questa candidatura immaginando facili e abbondanti guadagni? Sono timori assolutamente fondati. Ma se l’Italia dovesse rinunciare per il rischio corruzione, significherebbe ammettere che siamo irrimediabilmente condannati al declino, perché non riusciamo a estirpare il bubbone dell’illegalità. Il problema, peraltro, c’è ed è gravissimo. Le classifiche internazionali al riguardo sono impietose. C’è un sistema pervasivo che vive sull’illegalità, che ha fatto della corruzione il proprio sistema di funzionamento. Il vero dramma è che non c’è solo un manipolo di colletti bianchi delinquenti avidi e insaziabili, ci sono ampi strati della popolazione che pratica la stessa logica.
Più di 20 anni fa Tangentopoli scoperchiò il malaffare nel nostro Paese. Da allora sembra che nulla sia cambiato, anzi. Il governo ha messo in campo misure più dure e va bene, ma non basta. Anzi rischia di essere tutto inutile se non c’è una svolta culturale e morale. C’è un tessuto etico da ricostruire. Serve uno sforzo educativo e culturale enorme e non più rinviabile. In questo la Chiesa, i credenti impegnati nella società e nella politica sono una risorsa fondamentale per fare in modo che questo Paese non perda in maniera definitiva la Sua anima. È una responsabilità che riguarda tutti anche senza le Olimpiadi.

Fonte: Sir
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