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Torneranno le cicogne? Incontro con il vescovo Tomasi a Zero Branco

Il vescovo di Treviso ha riflettuto sul tema "La vita è un dono, perché è diventato così difficile donare?". Significativa è stata la partecipazione del pubblico e la presenza dei sindaci dei comuni limitrofi che si sono dimostrati sensibili al tema trattato, tema che interroga tutte le nostre comunità civili.

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Torneranno le cicogne? Incontro con il vescovo Tomasi a Zero Branco

Quest'anno il gruppo “@Pensatoio sociopolitico” di Zero Branco e Quinto, ci ha proposto una serie di incontri per riflettere su cause, conseguenze e prospettive future del calo demografico che ha portato anche il nostro territorio a investire poco sul futuro generazionale, basti considerare i dati pubblicati recentemente dall’Istat. Nei primi 2 incontri, tenuti a Quinto con il prof. Dalla Zuanna (demografo dell'Università di Padova) ed il prof. Girardi (sociologo dello IUSVE di Venezia), ci si è chiesti quali trasformazioni sociali e culturali ci stiano portando verso l'inverno demografico.

Giovedì 13 febbraio scorso, presso la sala polivalente della parrocchia  di Zero Branco, è intervenuto monsignor Michele Tomasi, vescovo di Treviso, che ha riflettuto sul tema "La vita è un dono, perché è diventato così difficile donare?".

Significativa è stata la partecipazione del pubblico e la presenza dei sindaci dei comuni limitrofi che si sono dimostrati sensibili al tema trattato, tema che interroga tutte le nostre comunità civili.

Monsignor Tomasi ha subito posto l’accento sull’importanza di saper riconoscere il dono presente in ogni frangente della nostra società, non solo in forme evidenti di volontariato, ma anche nascosto in ogni relazione umana. Questo dono viene esercitato nella sua forma più semplice ma più vera in quella che può essere considerata la cellula primordiale della società che è la famiglia.

Vivere la dimensione del dono all’interno del contesto familiare spinge lo stesso ad aprirsi verso la comunità sociale e civile arricchendola di gratuità, ma allo stesso tempo coinvolgendola in un processo di corresponsabilità nella cura dei figli.

Questo fattivamente si esplica nel momento in cui la società civile crea un tessuto che permette alla coppia di farsi dono attraverso l’apertura alla vita.

Questa gratuità nelle relazioni  porta ad andare oltre la logica del dovuto sostegno economico, pur importante, da parte dell’istituzione, che non può far altro che cogliere  il valore impagabile del dono di ogni figlio per la società.

Ecco che a contribuire a questo percorso sono chiamate in causa, allora,  non solo la famiglia e lo Stato, ma anche tutti quei “corpi intermedi”, così definiti da monsignor Tomasi, che dovrebbero essere l’anello di congiunzione fra il personale ed il sociale che, promuovendo la dignità umana, realizza una società più attenta alla crescita di ogni persona quale fondamento e ricchezza della società stessa.

Come un pastore, il nostro Vescovo ha accompagnato i presenti nel riconoscere l’importanza del farsi dono attingendo alla fonte che è Dio, riconoscibile in Gesù Cristo, quale sorgente che attraversa la vita, tutte le vite.

 

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