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Tra Minniti e i sindaci il patto è il salita

Vertice a Treviso tra il ministro dell'Interno e i primi cittadini del Veneto. Stato ed enti locali devono essere alleati, dice il responsabile del Viminale, che elude però alcune richieste. E la Lega diserta l’incontro.

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Tra Minniti e i sindaci il patto è il salita

Decisionista lo è, stando ai fatti. Sincero, pare, anche, a costo di essere ruvido. “Non sono qui per promettere quello che farò”. Anche perché l’emergenza immigrazione “è una questione non facilmente risolvibile”.
Il ministro dell’Interno Marco Minniti, all’indomani di un importante accordo con Europa e Paesi nordafricani per cercare di ridurre i flussi dalla Libia, sbarca a Treviso e all’auditorium Appiani, per incontrare i sindaci del Veneto. O meglio, una trentina di primi cittadini, quasi tutti del Pd, visto che la Lega ha chiesto ai suoi amministratori di disertare l’incontro di martedì 21 marzo.
Il rischio, vale a dire quello di deludere le speranze dei sindaci, alle prese con un’emergenza che sta diventando permanente e strutturale, era reale. E puntualmente si è verificato. Se invece si guarda il problema dal punto di vista opposto, rischiano invece di essere delusi coloro (a partire da numerose organizzazioni umanitarie) che ritengono sia velleitario stringere accordi con il debolissimo governo libico per provare a mettere un fragile tappo su quella pentola a pressione che è oggi il continente africano.
I sindaci che hanno parlato prima del Ministro non hanno rinunciato a rivolgere domande precise. “Non possiamo tollerare che vinca la paura”, cosa possibile se si continua così, dice la presidente dell’Anci regionale Maria Rosa Pavanello. “Il populismo avanza perché alcune regole non ci sono”, tuona il sindaco di Vicenza Achille Variati, che chiede anche l’obbligatorietà dei lavori socialmente utili per i richiedenti asilo. “Ci vuole simmetria tra le regole e la capacità di farle rispettare”, aggiunge il sindaco di Belluno Jacopo Massaro. “Accoglienza diffusa è una bella parola, ma è tale solo se davvero effettiva”. Cosa difficile se la maggioranza dei sindaci non ne vuol sapere e rifiuta qualsiasi dialogo, segnala il sindaco di Treviso Giovanni Manildo.
Minniti non risponde a tutte le istanze. Ma è considerato un interlocutore dai primi cittadini. Se l’obiettivo dell’incontro era “Un patto per la comunità” tra Governo ed Enti locali, qualche mattone viene posto. Il Ministro rivendica i decreti da lui fatti passare: quello sui nuovi criteri dell’accoglienza ai migranti e quello sulla sicurezza nelle aree urbane. “I sindaci sono i miei alleati”, dice. Conferma la scelta dei 3 stranieri ogni 1.000 abitanti e Manildo porta a casa la promessa riduzione delle presenze alle Serena. Ma nessuno spiega come si fa a garantire la media se più della metà dei Comuni non è disponibile a collaborare. Dichiara che l’obiettivo è evadere le richieste di asilo in sei mesi (si era partiti da due anni). E che chi non ha i requisiti dev’essere rimpatriato. Conclusione: “Nessuna società può accogliere senza integrazione”. (Bruno Desidera)

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