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Tragedia Marmolada, sei morti e venti dispersi. Un ferito grave al Ca' Foncello

Le condizioni cliniche attuali sono stabili: la prognosi rimane riservata. Il paziente, la cui identità resta al momento sconosciuta, è tuttora sedato e intubato.Molte le reazioni, il cordoglio dei vescovi di Belluno e Trento.

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Tragedia Marmolada, sei morti e venti dispersi. Un ferito grave al Ca' Foncello

“Il ghiaccio ha spezzato la vita di tante, troppe persone. Alle vittime e ai loro familiari va la nostra vicinanza e il nostro più profondo cordoglio. Di fronte a questa tragedia senza precedenti resta solo la forza dell’abbraccio fraterno, capace di portare un po’ di luce nel buio che tutti, in quest’ora, ci travolge”. Così l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, e il vescovo di Belluno, mons. Renato Marangoni, intervengono sulla tragedia avvenuta nel primo pomeriggio di domenica 3 luglio in Marmaloda. Al momento, il bilancio provvisorio delle vittime del crollo di un enorme seracco è di 6 morti, 9 feriti e circa 20 dispersi.

Il paziente trasferito ieri al Ca’ Foncello dopo la tragedia della Marmolada presentava al momento del ricovero politrauma e ipotermia. Dopo le prime valutazioni è stato sottoposto a embolizzazione per lesioni agli organi interni. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato un importante edema cerebrale la cui origine è in fase di definizione.

Le condizioni cliniche attuali sono stabili: la prognosi rimane riservata. Il paziente, la cui identità resta al momento sconosciuta, è tuttora sedato e intubato.

 

 

La telefonata di Mattarella e il cordoglio di Draghi

Molte le reazioni delle Istituzioni rispetto a quanto è accaduto.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, e il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, “per esprimere solidarietà ai familiari delle vittime della tragedia della Marmolada, riconoscenza ai soccorritori e vicinanza alle comunità locali”. Ne dà notizia il Quirinale. “Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime il più profondo cordoglio per le vittime del terribile crollo sulla Marmolada. Il Governo è vicino alle loro famiglie e a tutti i feriti”. Ne ha dato notizia Palazzo Chigi a seguito della tragedia avvenuta nel primo pomeriggio di ieri sulla Marmolada. In una nota è stato precisato che il presidente Draghi “è costantemente informato sull’andamento dei soccorsi dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dal soccorso alpino, dai vigili del fuoco, dalle autorità locali, che ringrazia per il loro incessante lavoro”.

 

 

Zaia: in campo con tutte le forze possibili

“Quanto è successo sulla Marmolada è una tragedia che ci tocca tutti e che ci colpisce profondamente. – dichiara il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia - La macchina della Regione Veneto è intervenuta con tutti i mezzi, gli operatori e i volontari possibili per portare in salvo i feriti, alcuni dei quali sono stati trasportati e presi in carico dalle nostre strutture ospedaliere. Continuo, soprattutto tramite la Protezione Civile e il Suem 118 regionale (i cui uomini e donne stanno dando il massimo, lavorando senza sosta), a seguire gli sviluppi di un incidente che si fa fatica ad accettare e a comprendere. Siamo vicini ai famigliari delle vittime di questa terribile domenica sulla Regina delle Dolomiti”.

 

 

Verdi: effetto dei cambiamenti climatici

Dai co-portavoce di Europa Verde – Verdi del Veneto, Enrico Bruttomesso e Luana Zanella. E dalla consigliera regione di EV, Cristina Guarda, arriva “Il nostro cordoglio e pensiero alle vittime e ai feriti sulla Marmolada. Perdono la vita alpinisti, che sono in primis amanti della montagna e custodi della sua natura, spesso feroce e violenta, che vedono donne e uomini attrezzati salire su un ghiacciaio destinato a scomparire prima del tempo.”

I co-portavoce regionali aggiungono che “Gli scienziati già da tempo hanno lanciato l'allarme sul fatto che le Alpi si stanno trasformando velocemente a causa del riscaldamento climatico. La crisi climatica ci pone d’avanti a scelte da intraprendere senza se e senza ma, come vietare le salite sui ghiacciai dai mesi primaverili per la sicurezza degli amanti della montagna.

Rimaniamo purtroppo inermi osservatori degli effetti del cambiamento climatico nella nostra regione, che colpiscono dallo scioglimento dei ghiacci alla feroce siccità che colpisce la nostra agricoltura in pianura, riduce le portate dei nostri fiumi e mette alla prova i cittadini attanagliati nelle isole di calore delle nostre città dove le temperature arrivano ai limiti della sopportabilità.”

La consigliera Guarda dichiara che la posizione di Europa Verde – Verdi Veneto è chiara: “La regione deve riconoscere la Crisi Climatica. Già tre anni fa, nella scorsa legislatura, chiedevo con una mozione in consiglio regionale di dichiarare la Crisi Climatica nella nostra Regione. Oggi verrà riproposta, memore che i consiglieri della precedente legislatura la bocciarono alla fine, nonostante il Vaia, l'acqua Granda in Consiglio, tornado, downburst, alluvioni, gelate, siccità, bombe d'acqua, inquinamento di acqua ed aria ed effetti della cementificazione. Politicamente si è ancora troppo legati al mantenimento dello status quo dello "sviluppo scorsoio", agendo con passi minuscoli, solo quando un'emergenza diventa socialmente inaccettabile.

Fonte: Comunicato stampa
Sir
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