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Trasporto pubblico, nuovo esposto dei pendolari

La richiesta di Legambiente e dei Comitati presentata a San Donà: "La Regione Veneto deve mettersi alla pari delle altre regioni del nord".

Parole chiave: trasporto pubblico (28), pendolari (15), treni (33), regione (393)
La stazione Fs di San Donà

Sono stati presentati oggi, 6 febbraio, a San Donà di Piave i contenuti del nuovo esposto che Legambiente e i Comitati Pendolari di San Donà e Di Quarto d’Altino hanno presentato alla Procura della Repubblica di Venezia. “Inutili le proposte di modifica e integrazione che abbiamo presentato alla Regione e inutili anche le richieste di incontro con l’Assessore Regionale Renato Chisso – affermano i rappresentati dei Comitati e dell’Associazione ambientalista. -  Ancora una volta i cittadini non trovano risposte dall’Amministrazione regionale. Per questo abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica, allegando una cronistoria di quanto avvenuto in questi ultimi mesi”. Con questo esposto, si legge in un comunicato, "i rappresentanti dei pendolari chiedono di chiarire se sia stato effettivamente rispettato il diritto alla mobilità dei cittadini veneti e di far luce sull’entità e sull’allocazione delle risorse stanziate: “i fondi del Tpl utilizzati dalla Regione Veneto per pagare il servizio cadenzato – spiegano – provengono esclusivamente da trasferimenti statali e devono quindi essere impiegati per coprire il servizio universale, tutelando quindi anche le fasce più deboli, ora fortemente penalizzate”.

Associazione e Comitati denunciano come, ancora una volta, decisioni che interessano la qualità della vita di migliaia di persone siano state prese senza un’approfondita analisi dei bisogni dei pendolari. Disservizi per le fasce più deboli, insensati tagli nei giorni festivi, maggiore confusione sulle tipologie di servizio… Centinaia di utenti costretti ad utilizzare mezzi propri con conseguente aumento dei costi per i singoli, senza parlare dell’aumento delle emissioni di gas climalteranti dovuto all’aumento dei veicoli circolanti.

“A parità di spesa – affermano - si sarebbe potuto tutelare il diritto alla mobilità di tutte le fasce più deboli e disagiate, ovvero i lavoratori turnisti, che vengono pesantemente danneggiate dal nuovo orario. A ciò si aggiunge la scelta assurda di ridurre fortemente i collegamenti su Venezia nelle giornate di sabato e festivi. Il nuovo orario, inoltre, anziché essere semplificato, si articola su quattro tipi di servizio ovvero: dal lunedì al venerdì, il sabato, i festivi e, infine, i periodi non scolastici. Un vero rebus cui si somma l’assoluta mancanza di integrazione tra i vari vettori, ferro – gomma”.

 Questa la richiesta di Legambiente e dei Comitati: "La Regione Veneto deve mettersi alla pari delle altre regioni del nord, investendo nel Pubblico Locale: il rapporto Pendolaria di Legambiente dimostra come il Veneto spenda solo lo 0,31 del bilancio regionale contro l’ 1,19 della Lombardia o lo 0,76 del Friuli. “E nonostante i continui disservizi e gli scarsi investimenti, il numero dei pendolari è aumentato di circa 10.000 unità tra il 2012 e il 2013, da 150.000 a oltre 160.000- spiegano. Ora vogliamo essere certi che nel nuovo bilancio regionale, in discussione in questi giorni, vengano stanziate adeguate risorse per rispondere alle esigenze di tutti questi cittadini”.

 

“Gli aumenti tariffari già annunciati da Chisso dovranno essere realizzati solo quando la Regione avrà garantito un servizio adeguato – affermano”. Sempre secondo il Rapporto Pendolaria, infatti, il Veneto, nell’ultimo anno, a fronte di un taglio ai servizi del 3,35%, ha aumentato le tariffe del 15%.

I rappresentanti dei pendolari chiedono che il Veneto costituisca un tavolo permanente sulla mobilità a cui possano sedere rappresentanti dei pendolari di tutte le province venete, sull’esempio di quanto realizzato nelle altre regioni.

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