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Treviso: protesta "civile" degli artigiani contro gli indicatori di affidabiità

“Considerato che le stime più accreditate collocano l’entità dell’evasione fiscale nel nostro Paese al di sopra dei 100 miliardi di euro, e che mai una volta è circolata la notizia che l’evasione sia stata significativamente ridotta - ha dichiarato Ennio Piovesan, presidente del mandamento Confartigianato Imprese di Treviso -, appare evidente che gli strumenti di contrasto escogitati sino a oggi riescono a conseguire l’unico e deprecabile risultato di complicare la vita a chi già rispetta le regole".

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Treviso: protesta "civile" degli artigiani contro gli indicatori di affidabiità

Confartigianato Imprese Treviso avvia la “protesta civile” contro gli Isa, Indicatori sintetici di affidabilità, nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate che va a sostituire gli studi di settore nell’indagine sulla virtuosità fiscale delle aziende.

“Considerato che le stime più accreditate collocano l’entità dell’evasione fiscale nel nostro Paese al di sopra dei 100 miliardi di euro, e che mai una volta è circolata la notizia che l’evasione sia stata significativamente ridotta - ha dichiarato Ennio Piovesan, presidente del mandamento Confartigianato Imprese di Treviso -, appare evidente che gli strumenti di contrasto escogitati sino a oggi riescono a conseguire l’unico e deprecabile risultato di complicare la vita a chi già rispetta le regole. Ma a quanto pare ancora non basta, visto che la manovra di bilancio in cantiere in questi giorni sembra fondata su un’ulteriore attacco all’evasione, senza che peraltro si possa capire come. Al netto della fatturazione elettronica e di quanto potrà riservarci il futuro, mi preme accennare ad almeno altri due adempimenti che non esito a qualificare come pura persecuzione fiscale, vale a dire l’introduzione dell’obbligo di certificazione telematica dei corrispettivi e la finta abolizione degli studi di settore a favore degli Isa”.

L’associazione di categoria rappresenta 2.800 aziende sul territorio trevigiano e durante due incontri dal titolo “Il fisco tra corrispettivi telematici ed Isa”, il 15 e il 22 ottobre, chiederà ai propri associati di avviare una “protesta civile” durante la compilazione degli Isa.

Il nuovo indicatore calcola un punteggio per l’azienda attraverso un programma, sono da considerarsi meritevoli e da premiare le aziende che ricevono un punteggio superiore a 8, rientrano nella norma le aziende con un punteggio tra 6 e 8, mentre sono da considerarsi a rischio controlli le imprese con un punteggio inferiore a 6.

I tecnici di Confartigianato Dario Marzola e Andrea Mestriner hanno spiegato come non si riesca a capire con che calcoli si passi dalle informazioni fornite dall’azienda al punteggio finale, che tra l’altro gli imprenditori possono alzare sottoscrivendo una dichiarazione di aumento dei ricavi secondo il calcolo che il software presume più corretto.

“A dispetto della retorica dalla quale sono stati preceduti, pare che gli indici sintetici di affidabilità non costituiscano una significativa semplificazione rispetto agli studi di settore - ha spiegato il dottor Carlo Ceriana, segretario Confartigianato Imprese Treviso -, dovevano premiare le aziende virtuose per il fisco, invece verranno utilizzati solo come spia per nuovi eventuali controlli”.

I tecnici hanno, quindi, deciso di chiedere delucidazioni sul calcolo degli indicatori, ma la risposta dell’Agenzia delle Entrate è stata quella di riportare tutti i dubbi nelle “annotazioni” previste dal modello.

L’invito della Confartigianato alle sue imprese è, dunque, quello a non adeguare i fatturati agli indicatori suggeriti dal software solo per ottenere un punteggio più alto e allontanare la minaccia di un controllo fiscale e di riempire la casella “annotazioni” con una nota congiunta scritta dai tecnici dell’associazione. “Voglio essere chiaro - questo l’appello del presidente Piovesan - sul fatto che gli imprenditori onesti hanno già dato molto, rispettando le infinite regole, che li costringono a far certificare da professionisti terzi i propri crediti fiscali, per poterne disporre; li costringono a continui e costosi adempimenti; li costringono a certificare quotidianamente il proprio operato con la fattura elettronica; li costringono a certificare di minuto in minuto i corrispettivi incassati. Il tutto in continuo collegamento con l’Agenzia delle Entrate. Dico sommessamente, peraltro, che se i 2 miliardi di maggiori entrate fossero imputabili alla fatturazione elettronica, l’operazione dovrebbe essere considerata nettamente fallimentare, perché alle imprese questo scherzetto, di miliardi ne è costati almeno 3 (3 milioni di contribuenti al costo minimo di 1.000 euro l’uno). L’implementazione del corrispettivo telematico costerà al sistema delle imprese tanto quanto è costata la fattura elettronica e se il recupero di evasione sarà della medesima entità, non sarà il caso di celebrare alcun successo. Per quanto attiene gli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale, basterà dire che in molti casi a contribuenti da sempre considerati virtuosi vengono affibbiate valutazioni del tutto insoddisfacenti e all’opposto contribuenti sempre considerati a rischio guadagnano valutazioni di eccellenza. Erano sbagliati i vecchi studi di settore e sono corretti i nuovi Isa, oppure è vero il contrario?”.

Delle mille aziende a cui Confartigianato presta assistenza fiscale il 40% ha ottenuto un punteggio Isa sotto il 6, il 30% superiore all’8, mentre l’altro 30% sta tra il 6 e l’8.

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