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Uniti nello sport: tre pallavoliste ucraine in Italia con i figli grazie all'Imoco

Iryna Zhukova e Tetyana Voronina hanno giocato e vinto uno scudetto insieme in Italia, Olha Popovych fino a poche settimane fa è stata allenatrice della squadra femminile di Alanta a Dnipro, domenica scorsa erano insieme, in salvo lontane dalla guerra, ad assistere alla partita al Palaverde

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Uniti nello sport: tre pallavoliste ucraine in Italia con i figli grazie all'Imoco

Lo sport diventa ancora di salvezza dagli orrori della guerra. Un filo di telefonate e un pallone da volley hanno legato in queste settimane l’Ucraina, in particolare le città di Zaporizhzhia e Kiev, con il Veneto, specialmente San Donà, Noventa di Piave, Conegliano e Villorba.
Tre mamme, tutte ex pallavoliste, e i loro figli hanno trovato ospitalità in Italia grazie ad alcuni contatti stabiliti negli anni in cui hanno giocato nel campionato italiano. Era il 2004 e la squadra che dominava la scena nazionale e internazionale era la Foppapedretti Bergamo.

E’ lì che Iryna Zhukova e Tetyana Voronina hanno vinto insieme lo scudetto, giocando poi anche per altri club, prima di tornare in patria. Olha Popovych fino a poche settimane fa è stata allenatrice della squadra femminile di Alanta a Dnipro. Tutte e tre hanno assistito, domenica scorsa, alla gara tra Imoco Conegliano e Chieri al Palaverde di Villorba, facendo un tuffo nel loro passato sportivo e ritrovando un po’ della serenità perduta. Iryna, col figlio di 17 anni, e Olha, con due bimbi di 10 e 6 anni, sono arrivate in Italia a metà marzo, dopo un viaggio di due giorni in macchina. “Abbiamo dovuto scegliere se portare con noi i nostri genitori o i figli”, hanno raccontano nell’attesa di vedere la partita. “Dobbiamo pensare al futuro e l’unico modo era andarsene con i più giovani. Gli anziani spesso non ce la fanno a muoversi e gli uomini sono rimasti lì a difendere le città e le case”.

Da alcuni giorni hanno trovato alloggio a Bibione, mentre i minorenni sono già stati tutti iscritti a scuola. “Bombardamenti e allarmi erano all’ordine del giorno e abbiamo vissuto anche nei sotterranei, ma non tutti sono sicuri. Abbiamo visto da vicino gli attacchi all’aeroporto di Kiev e alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. La richiesta di aiuto e di ospitalità l’abbiamo mandata a tutti i nostri contatti e la prima risposta ci è arrivata tramite Imoco Volley”.

Il gancio sono stati amici comuni di Silvia Giovanardi, responsabile del settore giovanile del club di Conegliano, che svolge l’attività nel Sandonatese. “Ero appena arrivata qui nell’estate 2016 - racconta la dirigente gialloblù - e Tetyana Voronina mi aveva chiesto di ospitare la figlia di 13 anni, perché già allora, dopo l’invasione della Crimea, l’Ucraina era di fatto in guerra. Non aveva mai giocato a volley, l’abbiamo tesserata e adesso gioca il campionato di B1 in Piemonte. Anche la madre spera di ricongiungersi a lei stabilmente”.

Sapere direttamente da loro qualcosa della guerra è molto difficile. “Preferiamo non parlarne e dare dettagli, perché temiamo ritorsioni e intercettazioni. Quando riusciamo a parlare con chi è rimasto lì non chiediamo troppe informazioni. Speriamo solo che finisca presto e che possiamo tornare a casa. Vogliamo tornare a una vita normale, quella che abbiamo perso in Ucraina. Siamo contente di questo pomeriggio passato in un palazzetto dello sport e ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato”.

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