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Uscire dalla crisi in quattro mosse: confronto tra Cisl e Unindustria

Abbandoniamo la logica del conflitto redistributivo – afferma Franco Lorenzon  –. Il Sindacato deve saper creare benessere e produrre ricchezza per il proprio territorio, insieme al mondo dell’impresa". Alessandro Vardanega, Presidente Unindustria ribatte “Treviso laboratorio per nuove modalità di relazione industriale".

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Vardanega e Lorenzon durante il confronto di oggi. Al centro il sociologo Corrado Squarzon

Maggiore partecipazione nelle relazioni, contrattazione territoriale, fondo regionale di welfare integrativo per servizi alla famiglia e alla persona, revisione dell'avvio al lavoro e dei percorsi di ricollocazione. Sono le proposte lanciate dalla Cisl Belluno Treviso e in buona sostanza accolte da Unindustria in un originale confronto aperto tra Franco Lorenzon e Alessandro Vardanega nell'ambito del Consiglio generale del sindacato.

“La convocazione di questo Consiglio Generale aperto al Presidente di Unindustria Alessandro Vardanega, rappresenta la volontà del nostro Sindacato di fare un salto di qualità – afferma Franco Lorenzon, Segretario Generale Cisl Belluno Treviso – Per superare la crisi che ci attanaglia da ormai sei anni e non restare in mezzo al guado, c’è bisogno di un cambiamento culturale, passando dalle rivendicazioni alla concertazione, da un percorso a sensi unici ad una partecipazione responsabile tra organi di rappresentanza siano essi sindacali o imprenditoriali. Il Sindacato, oggi, deve riportare alta la qualità della vita dei lavoratori, producendo benessere e ricchezza, attraverso la produttività e la salvaguardia delle imprese del nostro territorio. Non c’è lavoro senza impresa ma non c’è nemmeno impresa senza lavoro, ho spesso ribadito. Lo dico convinto anche in questa occasione, di fronte al Presidente Vardanega che ha accettato la sfida di questo confronto diretto.”

La quattro proposte di Lorenzon

Agli imprenditori, oggi, Cisl Belluno Treviso avanza quattro proposte concrete per uscire dalla crisi.

“Diffondere la contrattazione partecipativa e innovativa. Significa allargare il protocollo del 2011 a tutte le aziende, non solo a quelle dove non c’è sindacato né contrattazione, non come terzo livello contrattuale, ma come evoluzione di un sistema che parta dalle considerazione sul territorio provinciale e non nazionale, in cui la reciproca assunzione di responsabilità diventi pratica quotidiana. – afferma Franco Lorenzon -

Effettuare percorsi di formazione congiunta, sull’organizzazione del lavoro (lean production) cominciando da 10/15 aziende, utilizzando le risorse del Fondo interprofessionale (0,30) per ristrutturare gli Enti di formazione (a partire da quelli di Unindustria).

Realizzare concretamente e in breve tempo un sistema di welfare territoriale, alimentato da contributi di lavoratori e imprese che decidono di destinare risorse a un fondo territoriale. In questo modo potremmo anche “pagare meno (le imprese) e ottenere di più” (i lavoratori). Realizzando un welfare capace di dare una mano prima di tutto a chi ha maggiori difficoltà.

Sperimentare un progetto di governo condiviso (anche con il sistema pubblico) del mercato del lavoro, con l’attuazione di politiche attive in cui il raccordo tra domanda e offerta superi la semplice compilazione di ‘curricola’ e porti alla concreta ricollocazione dei lavoratori in Cig o in mobilità. Se riusciremo a fare tutto questo, insieme, daremo valore aggiunto all’impresa e al lavoro”.

 

La risposta di Vardanega

“Ringraziando il Sindacato che in maniera così innovativa ha aperto un incontro direttivo al mondo dell’imprenditoria, ribadisco che, oggi, sono molti più elementi di condivisione che di divisione, tra sindacato e impresa. – sottolinea Alessandro Vardanega Presidente Unindustria Treviso -  Serve un senso di responsabilità sociale diffuso, dove l’impresa sia considerata una vera e propria infrastruttura sociale. Noi vogliamo assolutamente tenere le nostre aziende sul territorio, pure nella discontinuità e nel cambiamento di cui necessitano. L’economia italiana si risolleverà solo con la ripresa dei consumi, e questo non avverrà se i salari si abbasseranno, di questo siamo convinti. Alle nostre aziende chiederemo di essere innovative, dinamiche, organizzate e internazionalizzate. Questo avverrà attraverso scelte forse lontane dalle esigenze immediate dei nostri assistiti, ma con una visione più a lungo termine, per il bene di una comunità intera. Su questo, chiederemo l’impegno e la partecipazione anche del mondo sindacale.". Il Segretario Lorenzon ha quindi chiuso il Consiglio Generale citando le quattro virtù cardinali dalle quali ripartire anche per un’azione sindacale più efficace e vicina ai bisogni dei lavoratori e della gente; la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza. “Sono elementi decisivi  per la maturazione personale e associativa, necessari per la nascita di relazioni nuove, anche nel mondo sindacale e imprenditoriale”.

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Allegato: Slides Corrado Squarzon.pdf (1,18 MB)
Uscire dalla crisi in quattro mosse: confronto tra Cisl e Unindustria
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