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Uso indebito di fondi pubblici, tre arresti da parte della Finanza

In menette un dirigente della Regione Veneto, un imprenditore e una professionista.Tra gli indagati nell'inchiesta compaiono anche nomi già finiti nella vicenda Mose, come l'ex assessore Renato Chisso.

Parole chiave: arresti (10), finanza (9), tangentopoli veneta (27), regione (298)
Uso indebito di fondi pubblici, tre arresti da parte della Finanza

La Guardia di Finanza di Venezia ha eseguito 3 ordinanze cautelari nei confronti di un dirigente della Regione Veneto, un imprenditore e una professionista per peculato, malversazione a danno dello Stato, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. I finanzieri hanno eseguito una cinquantina di perquisizioni tra Veneto ed Emilia-Romagna, il sequestro di conti correnti nei varie società.

Tra gli indagati nell'inchiesta compaiono anche nomi già finiti nella vicenda Mose. Come l'ex assessore regionale Veneto, Renato Chisso, 60 anni, di Favaro Veneto (Venezia), ancora in carcere a Pisa, il suo segretario Roberto Casarin, 69, di Mestre (Venezia), e gli ex presidenti del Magistrato alle Acque di Venezia Maria Giovanna Piva, 66, di Mestre, e Patrizio Cuccioletta, 70, di Roma. Tra le persone coinvolte nell'inchiesta odierna anche l'ex assessore regionale veneto all'Ambiente Giancarlo Conta, 65, di Verona; il suo ex segretario Paolo Zecchinelli, 50, di Pescantina (Verona), ex sindaci e dirigenti del Consorzio Venezia Nuova.

Hanno preso avvio nel 2011 da un'analisi tributaria nel settore dei materiali ferrosi le indagini della Guardia di Finanza di Venezia che hanno portato all'emissione di tre provvedimenti restrittivi, tra cui uno per dirigente regionale Fabio Fior , e a 21 persone indagate.

Dall'analisi tributaria era emersa la posizione anomala di Fior che, nonostante fosse parte della commissione Valutazione Impatto Ambientale e della Commissione Tecnica Regionale all'Ambiente, aveva concentrato su di se molti incarichi, come quello di collaudatore che invece avrebbe dovuto essere affidato a una figura terza, nella procedura per il rilascio delle autorizzazioni di intervento ambientale sulle aree per la destinazione dei rifiuti. Le 'fiamme gialle' hanno inoltre scoperto che le società terze nominate collaudatrici erano riconducibili allo stesso Fior attraverso una fiduciaria svizzera, gestita da un commercialista amico suo, ora indagato. Registrati dai finanzieri numerosi viaggi in Svizzera degli indagati per portare il denaro.

Fonte: Ansa
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