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Vaccinare subito le persone con disabilità

La ministra Erika Stefani: "Ho chiesto che ci sia una linea prioritaria. La sfida - di tutto il governo - è fronteggiare la pandemia, restando uniti, con sguardo volto a dare un senso al nostro futuro. E' come se fossimo dei traghettatori"

Vaccinare subito le persone con disabilità

Classe 1971, di Trissino dove è stata vicesindaca e assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata. E’ militante della Lega Nord dagli inizi del nuovo secolo. Nel 2013 entra per la prima volta in Senato, dove viene rieletta nel 2018. Nel Governo giallo – verde del Conte 1 fa la sua prima esperienza da ministra al dicastero degli Affari regionali e delle autonomie. Dal 12 febbraio è la nuova ministra della disabilità del Governo Draghi.

L’abbiamo raggiunta mentre è alle prese con la nuova responsabilità ministeriale, per alcune domande.

Ministra Stefani cos’ha pensato quando il premier Draghi le ha affidato questo dicastero?

Ringrazio il premier Draghi per la fiducia che mi ha accordato e Matteo Salvini per aver scommesso su di me. L’emozione per questo incarico lascia il posto alla responsabilità che porta con sé questo ruolo, in un momento di massima complessità. La sfida – di tutto il Governo – è fronteggiare la pandemia, restando uniti, con lo sguardo volto a dare un senso al nostro futuro. E’ come se fossimo dei traghettatori, per portare fuori il Paese dalla crisi per tornare a una maggiore serenità non solo sociale ma anche politica.

Come mai un ministero specifico dedicato alla disabilità?

L’obiettivo è coordinare le azioni degli altri ministeri sul punto delle disabilità, in un approccio integrato che, diversamente, si fatica a mettere in campo poiché quello delle fragilità è un mondo che abbraccia diversi settori: infrastrutture, scuola, lavoro, sanità. E’ quindi indispensabile che l’approccio sia il più possibile unitario per corrispondere alle totali esigenze di ogni persona con disabilità. 

L’inclusione non è esattamente uno dei termini del vocabolario leghista. Per lei cosa significa?

Non è vero che non è un termine leghista, la Lega da anni si è sempre messa dalla parte  delle famiglie, come nucleo centrale della società, delle persone, in particolare di quelle dimenticate, dei più fragili. Mentre qualcuno guardava alle multinazionali, noi eravamo, e siamo, nelle strade, nelle piazze, a incontrare i cittadini, ad ascoltare le loro esigenze, le criticità, le proposte. Il segretario federale Salvini ha fortemente voluto che venisse creato il ministero per le Disabilità, come segno puntuale di attenzione nei confronti delle stesse persone con disabilità e delle loro famiglie: milioni di persone che hanno diritto ad avere un riferimento nelle istituzioni e di essere ascoltate.

I disabili sono una delle categorie più dimenticate durante la pandemia. Come si inverte questa realtà?

I disabili hanno particolarmente subito il peso della crisi. Parlare di inclusione è ancor più difficile dopo mesi di isolamento, di solitudine, di limitazioni delle libertà. Troppo spesso ci si dimentica che se la pandemia è stata un dramma per tutti, lo è stata doppiamente per le persone con disabilità. E questo ha ulteriormente allargato la forbice delle diseguaglianze, acuendo problemi antichi. Proveremo a invertire, anche nel corso di questa epidemia, questa tendenza portando proprio all’attenzione di tutti i ministeri le difficoltà che si incontrano man mano e proponendo delle soluzioni.

Quali sono le sue priorità?

Le priorità di questo ministero, che è anche la priorità del Governo, è il Piano vaccinale. Uno dei miei primi atti ufficiali è stato quello di inviare una richiesta al ministro della Salute Speranza, al fine di rendere effettiva la priorità della vaccinazione delle persone con disabilità. E’ un passaggio fondamentale: i soggetti più vulnerabili devono essere prioritariamente sottoposti a vaccinazione, ad oggi la definizione è fuorviante ed esclude troppe persone, anche tra i caregiver. 

Quali le prime azioni che farà nei prossimi giorni?

La prima azione, subito dopo il voto di fiducia al governo, è stata quella di incontrare le delegazioni delle federazioni Fand e Fish, fortemente rappresentative del mondo della disabilità e proseguirò in questa direzione con le singole associazioni. In coerenza col nostro modo di fare politica e di servire le istituzioni, sarò un ministro itinerante per avere un contatto diretto con le persone nei territori, per condividerne le scelte e recepire segnalazioni, criticità, proposte. Per essere sempre dalla parte del cittadino. La sfida principale è innanzitutto quella di non far mai sentire le persone e le famiglie sole. Questa, a mio avviso, deve essere la priorità di tutti, ancor più in questo momento. La tragedia che è accaduta nel Trevigiano è lacerante e non può non indurre a una riflessione. Ciascuno è chiamato a fare la propria parte. Abbiamo comunità forti che devono essere sostenute, anche nel dare aiuto e supporto alle famiglie e alle persone che rischiano di rimanere indietro. Questa è una forza su cui dobbiamo investire.

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