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Veneto, Forum famiglie: legge triennale positiva, ora il salto di qualità

Il Forum veneto delle associazioni familiari è intervenuto il 23 giugno alla seduta della Quinta commissione permanente del Consiglio veneto, alla quale ha partecipato l’assessora regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin. Formulate tre proposte concrete.

Veneto, Forum famiglie: legge triennale positiva, ora il salto di qualità

Il Forum veneto delle associazioni familiari è intervenuto il 23 giugno alla seduta della Quinta commissione permanente del Consiglio veneto, alla quale ha partecipato l’assessora regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, come associazione portatrice di interesse in ordine alla Proposta di deliberazione amministrativa n. 44, relativa al Programma triennale 2022-2024 degli interventi della Regione a favore della famiglia.

Il presidente Adriano Bordignon e la vicepresidente Silvia Blecich hanno innanzitutto espresso un giudizio positivo sul piano triennale, che vede la famiglia come “risorsa fondamentale per l’incremento del capitale sociale che, a sua volta, rappresenta il presupposto e la condizione per ogni azione di sviluppo e di mantenimento della coesione sociale”. Un giudizio maggiormente positivo se si pensa che in Italia non esistono storicamente politiche familiari in senso appropriato.

Nell’ultimo periodo, tuttavia, ha rilevato Bordignon, si assiste ad una timida attenzione a politiche che mettono la famiglia al centro della programmazione del Paese: a livello nazionale con l’Assegno Unico Universale (pur con rigidità e inadeguatezze) e il Family Act, a livello regionale con la Legge 20/20 su Famiglia e Natalità. 

Il Forum ha messo in rilievo vari aspetti positivi del piano: una visione integrale e organica del tema famiglia, l’ammontare delle risorse in crescita rispetto alle precedenti dotazioni, lo spostamento da politiche assistenzialistiche ad interventi a un impianto di politiche familiari appropriato, cioè con politiche promozionali, dirette, esplicite, specifiche, per l’intero nucleo familiare. 

Altri punti positivi sono il progetto di un piano di formazione condiviso sulle politiche sociali e sulle politiche familiari, la sperimentazione di uno strumento per la Valutazione di Impatto Familiare, l’inserimento e il finanziamento di una sperimentazione Fattore Famiglia in questo Piano Triennale che riduce l’iniquità dell’Isee e concorre a spostare una erronea precomprensione (un bias) verso le politiche familiari erroneamente intese come intervento riparativo, o di lotta alla povertà.

Non sono mancati rilievi sulle criticità del piano. Il programma triennale, si è osservato, meriterebbe dati statistici più aggiornati. La parte economica, pur con alcuni aumenti nella parte conosciuta di bilancio, con molta probabilità ha ancora diversi punti interrogativi aperti laddove si fa riferimento ai progetti europei. Proprio perché la questione è strutturale e non residuale, gli investimenti - e non quindi la spesa - devono essere ingenti e sostenuti anche dallo Stato e dalla Ue. 

Alcuni temi poi non sono segnalati o sufficientemente sottolineati: denatalità, lavoro, abitare, adolescenti, conciliazione tra lavoro e famiglia, compito di caregiver delle famiglie. Serve anche un maggiore approfondimento sulle reti di famiglie ed accoglienza, sulla qualità e della accessibilità ai servizi anche in termini di offerta e sui consultori familiari. 

Queste le proposte del Forum:

1. Un maggiore coinvolgimento della cabina di regia da parte della Giunta regionale nel percorso delle varie progettualità che si esprimeranno in sede di delibera. Il Forum delle Associazioni Familiari del Veneto resta a piena di disposizione di questa Commissione e dell’intero Consiglio Regionale per la programmazione.

2. L’associazionismo vuole essere partner significativo di questo processo. Alle associazioni familiari potrebbe essere affidata in convenzione, la stessa gestione degli sportelli famiglia, a livello degli Ats. 

3. Una particolare attenzione va riservata alle famiglie con figli disabili. Sarebbe opportuno attrezzare i servizi territoriali ad assicurare percorsi finalizzati alla cura e al sostegno, specialmente psicologico, della relazione tra i coniugi che hanno a carico figli disabili.

Fonte: Comunicato stampa
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