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Veneto in zona arancione

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato una nuova ordinanza che sarà in vigore a partire da domenica 10 gennaio. Passano in area arancione anche Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia. Zaia fa notare che da tre giorni calano i ricoveri, il Pd chiede al Governatore di mettere la regione in zona rossa.

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Veneto in zona arancione

Il Veneto sarà arancione durante la prossima settimana. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato una nuova ordinanza che sarà in vigore a partire da domenica 10 gennaio. Passano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.

“Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l’indice del contagio è in crescita” ha spiegato in una nota. 

Intanto, i positivi al coronavirus trovati in Veneto nelle ultime 24 ore sono 3.388, con un'incidenza del 6,74% sugli oltre 50.000 tamponi eseguiti. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, spiegando che i soggetti attualmente positivi sono 90.951. I ricoverati sono invece 3.345, numero che "sta scendendo da tre giorni a questa parte, speriamo sia un trend e non un caso", continua Zaia. "Stiamo notando una lieve flessione dei nuovi ingressi in terapia intensiva e in area non critica, e il saldo dei ricoverati è negativo per circa 50 persone al giorno", aggiunge il direttore della Sanità regionale, Luciano Flor. Al momento "i posti attivi occupabili in terapia intensiva sono 700 e, dati di questa mattina, ci sono 76 posti liberi". 

Di altro parere il Partito democratico regionale. La Regione Veneto dovrebbe porsi autonomamente in area rossa per rallentare la diffusione del coronavirus. A chiederlo sono i democratici Giacomo Possamai, Francesca Zottis e Anna Maria Bigon, consiglieri regionali, Alessandro Bisato, segretario Veneto, Alessia Rotta, deputata, e Claudio Beltramello, coordinatore del gruppo sanità e sociale del Pd Veneto. "Il problema principale è l'aver mantenuto il Veneto in area gialla", sostiene Beltramello, che critica sia i dati mandati a Roma dalla Regione, che il messaggio dato quotidianamente dal presidente Luca Zaia, che ha "favorito comportamenti non sempre adeguati da parte delle persone". Il problema dei dati nasce dal piano sanitario di emergenza, spiega Bigon che contesta i 1.000 posti letto in terapia intensiva previsti, che "ci hanno permesso di stare in area gialla ma ci impediscono di curare persone con problemi diversi dal Covid". Ora, di fatto, "Zaia ci ha già messo in zona rossa decidendo di tenere le scuole chiuse fino al 31 gennaio", aggiunge Rotta, che assicura che l'introduzione di ristori per le imprese penalizzate da eventuali restrizioni regionali è sul tavolo della discussione del governo. Perché, a conti fatti, è chiaro che il vulnus del discorso è questo. Se i dati del Veneto consentono la permanenza in una fascia di restrizioni minori, e' improbabile che il presidente della Regione dichiari la zona rossa senza l'assicurazione che il Governo stanzierà conseguenti e adeguati ristori. Altra cosa sarebbe che il Governo modificasse i parametri in modo da portare il Veneto, così come tutti gli altri territori con una situazione epidemiologica critica, in area rossa. "Per questo ci stiamo muovendo", anticipa Rotta.

Fonte: Dire
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