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Veneto: ottanta morti al giorno, in leggero calo i ricoverati terapia intensiva

Anche se si riscontra un leggero calo nella cura dei contagi e nelle presenze in terapia intensiva, continua a essere pesante nel nostro territorio il bilancio della seconda ondata del Covid-19. Nella giornata di martedì, in provincia di Treviso, si è avuto un picco di 23 decessi, nella settimana tra il 6 e il 13 gennaio in Veneto ci sono stati 567 morti, con una media giornaliera di 81.

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Veneto: ottanta morti al giorno, in leggero calo i ricoverati terapia intensiva

Anche se si riscontra un leggero calo nella cura dei contagi e nelle presenze in terapia intensiva, continua a essere pesante nel nostro territorio il bilancio della seconda ondata del Covid-19. Nella giornata di martedì, in provincia di Treviso, si è avuto un picco di 23 decessi, nella settimana tra il 6 e il 13 gennaio in Veneto ci sono stati 567 morti, con una media giornaliera di 81. In provincia di Treviso i decessi sono stati 100 in 7 giorni. Sempre nell’arco della settimana, i posti occupati in terapia intensiva sono leggermente calati, da 374 a 360, mentre i ricoverati in area non critica sono passati da 2.979 a 2.988, rimanendo dunque stabili. Cifre che preoccupano e che danno fiato anche al dibattito sui motivi per cui il Veneto, additato come esempio virtuoso durante la prima ondata, è invece balzato in testa alle “classifiche del contagio”, finendo in zona arancione e rischiando, per la prossima settimana, la zona rossa.

Molte critiche riguardano l’uso dei temponi antigenici, i cosiddetti tamponi rapidi, da qualcuno, come il prof. Andrea Crisanti (e dal sindacato dei medici Anaao) ritenuti non probanti. A questo proposito il dottor Roberto Rigoli, coordinatore delle Microbiologie della Regione del Veneto, esprime soddisfazione per un recente testo del Ministero della Salute, in cui si fa riferimento ai test antigenici di ultima generazione, spiegando che “sembrano mostrare risultati sovrapponibili” ai test molecolari.

Intanto procede la campagna di vaccinazione. “Abbiamo esaurito il secondo lotto di Pfizer – ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia – 76.471 veneti hanno ricevuto la prima dose e lo stock successivo, 39mila dosi, è già arrivato”. Se a Pfizer si aggiungeranno Moderna e AstraZeneca, il presidente confida di vaccinare la popolazione entro l’inizio dell’estate, anche se una stima più realistica sposta il traguardo a settembre.

Secondo il Comitato etico per la pratica clinica dell’Ulss 3 Serenissima di Venezia, vaccinarsi costituisce “un obbligo morale verso se stessi e verso l’intera comunità civile”.

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