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Verso le Amministrative: i partiti si nascondono dietro alle Civiche

Oltre alle Europee, nella nostra diocesi si voterà per eleggere il sindaco in 45 comuni. Addio invece alle Provinciali. Pochissimi i simboli tradizionali. Nel numero di questa settimana inserto speciale dedicato alle elezioni del 25 maggio, con la presentazione di tutti i candidati sindaco, comune per comune.

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Parole chiave: elezioni 2014 (14), elezioni amministrative (18), comunali (33), sindaci (92)
Verso le Amministrative: i partiti si nascondono dietro alle Civiche

Diciamolo subito: il disorientamento è tanto. E mai come questa volta l’astensionismo sembra in agguato. Eppure, proprio in questo momento di transizione queste sono elezioni importanti. Lo sono le Europee (come spieghiamo alle pagine 18 e 19). E lo sono anche le Comunali, senza dimenticare che i cittadini veneziani e padovani non dovranno più eleggere il Presidente della Provincia.
Concentriamoci sulle Comunali, allora.
In diocesi 157 candidati
All’interno i lettori troveranno la presentazione di tutti i candidati sindaco, comune per comune. In tutto i candidati sono 157, oltre tre in media per i 45 comuni chiamati alle urne. Un test probante, dunque, anche se mancano il capoluogo e molti dei maggiori centri della diocesi. Sei sono i municipi con più di 15mila abitanti, dove ci sarà il ballottaggio se nessuno al primo turno supera il 50%. Si tratta di Mogliano Veneto, Spinea, Paese, Scorzè, Preganziol e Noale (per gli ultimi due si tratta di un debutto nel “club” dei comuni maggiori). Il record dei candidati in lista spetta a Mogliano con 8, seguito da Asolo con 6. La frammentazione regna sovrana anche in molti piccoli centri, ma non mancano duelli secchi tra due soli candidati (ad esempio a Loria, Paderno, Cavaso, Cornuda, Morgano e Povegliano).
Tra spaccature e liste civiche
Ventuno sindaci uscenti si ripresentano, 5 scelgono di non farlo dopo aver completato un solo mandato, in 19 casi l’uscente non può ripresentarsi avendo esaurito i due mandati previsti. Ma il dato politicamente rilevante è che in molti casi, quasi in un comune su due, la maggioranza uscente non riesce a restare unita. Contese che vedono protagonista il sindaco contro il vicesindaco, o un assessore contro l’altro, sono frequenti. E contribuiscono a complicare un quadro politico difficile da decifrare, nel quale dominano le liste civiche e trasversali, anche se - come del resto è accaduto nelle altre tornate amministrative - non è poi difficile vedere le tracce della presenza dei partiti. Anche i più radicati sul territorio, come il Pd e perfino la Lega, si nascondono.
C’è attesa, del resto, per vedere quali saranno i risultati. Cinque anni fa le Amministrative certificarono l’arretramento del centrosinistra e l’avanzata della Lega, che conquistò molti municipi e prese lo slancio per la vittoria alle Regionali e per la riconquista di Castelfranco e Montebelluna.
In poco tempo tante cose sono cambiate. La conferma viene dalle frequenti spaccature interne, soprattutto dentro il centrodestra. Il controllo dei partiti sul territorio è sempre più labile. La novità è rappresentata dal Movimento 5 stelle, che però riesce ad essere presente in meno della metà dei comuni. I venetisti, dopo l’entusiasmo del recente referendum, si vedono solo in pochi casi.
D’altro canto, non manca dentro le liste un contagioso entusiasmo, la voglia di molti giovani di tornare a far politica dalla base.
Programmi in fotocopia
I programmi sono spesso più realistici rispetto a qualche anno fa. Tutti fanno i conti con i vincoli di bilancio. Ma non mancano tematiche che appaiono quasi in “fotocopia” su tutti i programmi: come l’attenzione al lavoro e al sociale, oppure la trasparenza e la comunicazione ai cittadini. Quest’ultimo punto, a dire il vero sembra essere un pio desiderio: nonostante molti candidati stiano invadendo i social network, manca spesso una reale capacità di comunicare, e trovare anche in rete programmi, immagini, approfondimenti non è sempre scontato.
Assenti, dalla campagna elettorale, anche temi che hanno caratterizzato il dibattito politico di questi ultimi mesi. Non è facile, certo, parlare di fusioni, unioni, sinergie tra comuni vicini in campagna elettorale, soprattutto dopo la bocciatura di Lia Piave tra Ormelle e San Polo e di Terralta Veneta tra Villorba e Povegliano. Ma è certo che di questo si parlerà molto nei prossimi anni.
L’invito, allora, è ancora una volta, quello di  andare al di là dei facili slogan e di individuare le persone e i programmi più solidi e onesti.

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